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Calze nere ai bimbi, Trappeto non ci sta: e una poesia di Danilo Dolci diventa murale

Il paese è stato messo alla gogna mediatica quando, nel giorno della Befana, gli attivisti di Forza Nuova hanno distribuito ai bimbi delle calze nere con il simbolo del partito

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 22 gennaio 2020

Igor Scalisi Palminteri e Nino Carlotta con la loro opera

Una passeggiata per dire "no al fascismo" è stata organizzata domenica scorsa (19 gennaio) a Trappeto alle porte di Palermo dove hanno partecipato circa trecento persone che sono arrivate da varie parti della Sicilia.

L'occasione per ribadire con forza l'antifascismo della comunità e scendere in strada per protestare è arrivata in seguito all'iniziativa di Forza Nuova in occasione del giorno della Befana. Gli attivisti infatti hanno distribuito ai bambini del paesino delle calze nere col simbolo del partito. Un'iniziativa che purtroppo non ha trovato la netta opposizione da parte del sindaco e che quindi ha avuto una sorta di tacito assenso, anche se domenica a sfilare c'era anche il sindaco e altri rappresentanti dell'amministrazione.

Trappeto è stata messa alla gogna mediatica in questi ultimi giorni per quanto accaduto il 5 gennaio scorso. Se ne è parlato sia a livello nazionale che internazionale, ma è importante ricordare, fare memoria e restaurare antichi equilibri. Così si è puntata l'attenzione sul fatto che Trappeto è la patria di Danilo Dolci.



L'artista palermitano Igor Scalisi Palminteri e il suo amico Nino Carlotta hanno sentito forte l'esigenza di lasciare un segno indelebile per le vie di Trappeto e così è nata l'opera di "Trappeto Antifascista" con un uccellino colorato e una poesia di Danilo Dolci.

«Occorre conoscere la storia. - dice l'artista Scalisi Palminteri - I fascisti sono il male e il male va combattuto. Forza nuova è un piccolo e insulso cancro di questa nostra meravigliosa e fragile nazione. Dobbiamo estirpare questo cancro con la forza dell’amore, della libertà e dell’accoglienza. E dobbiamo farlo adesso, prima che sia troppo tardi. Non possiamo permetterci di tornare indietro ai tempi di quel trentennio buio e desolato».

L'opera è stata realizzata su due pannelli di cartongesso e donata alla cittadinanza che ancora non sa dove la posizionerà.

«Ho dipinto un uccellino fragile che non capisce qual è la rotta - spiega Igor - e viene confuso dai facinorosi che sanno solo seminare odio e paura verso l'altro, lui è colorato e piccolo.

La poesia scelta è di Danilo Dolci che parlava con i pescatori. Sono loro a spiegare che quando c'è burrasca in barca bisogna trovare l'angolo per tagliare le onde. La stessa cosa dobbiamo fare noi in questi tempi burrascosi, non ci dobbiamo scoraggiare ma capire come tagliare il mare e andare avanti».

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