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Cantieri, lentezza e strade impossibili di Palermo rendono l'automobilista pazzo

Pedonalizzazioni e corsie che non si possono fare, nonostante le promesse, burocrazia lent(issim)a e provvedimenti mai applicati: la mobilità di Palermo in una pillola

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 12 aprile 2018

Una frame del film "The Shining"

A margine di un’intervista rilasciata ad un quotidiano locale l’assessore comunale al ramo Iolanda Riolo ha affrontato temi attualissimi della mobilità di Palermo, alcuni dei quali hanno stimolato la mia riflessione (e un pò anche le mie perplessità).

L'assessore ha detto "Lavori e cantieri: bisogna stringere i denti": assolutamente d’accordo. È impensabile applicare un cambiamento, positivo o negativo lo dirà il tempo, senza tollerare dei disagi.

Un pò come voler ristrutturare la propria casa senza respirare polvere o udire rumori. È anche vero che programmare un cambiamento richiede una buona dose di programmazione e coordinamento proprio per limitare l’impatto dei disagi nella vita quotidiana della città.

I cantieri e le modifiche alla viabilità non possono diventare un alibi quando ad esempio si consentono gli scavi per la posa della fibra ottica in una strada che era stata asfaltata pochi giorni prima (vedi Corso Tukory). Utilizzerei con più parsimonia queste frasi.

"Le tre corsie su viale Regione Siciliana sono indispensabili": parliamo nello specifico dell’istituzione di una terza corsia interamente destinata ai mezzi pesanti.

Un provvedimento di 11 mesi fa che ancora non è stato applicato e che l’assessore ha “motivato” con la classica routine elefantiaca della burocrazia nostrana. Nel merito del provvedimento avevamo fatto un’analisi in questo articolo, mostrando anche dei dubbi sull’utilità dello stesso.

Punti di vista diversi, ci può stare. Ciò che non è tollerabile sono i tempi…. "La RAP doveva prima mettere in ordine le strade". ma di quale ordine parla l’assessore? In mesi e mesi sono stati rattoppati solo alcuni segmenti di viale Regione Siciliana, nemmeno tutti.

Alcuni di questi hanno interessato la copertura delle radici che affioravano dall’asfalto e che continuano a rendere sconnesso il manto stradale. Ad ogni modo, è impensabile che un assessore possa tollerare - anche solamente a parole - una routine amministrativa che in 11 mesi non è riuscita a partorire la sistemazione di una strada.

L’assessore, i dirigenti e i predecessori dovrebbero soltanto fare mea culpa per non essere stati in grado, nè loro nè chi li ha preceduti, di incidere su questa gravissima lentezza degli uffici preposti. Undici mesi per asfaltare e porre la segnaletica… Non undici giorni.

Collettore fognario e pista ciclabile su via Roma: si sta progettando una corsia ciclabile su via Roma soprattutto grazie alla spinta di associazioni come Mobilita Palermo e Fiab - Palermo Ciclabile, "Ma i cantieri che attualmente bloccano la strada non possono interrompere la progettazione".

Questo è quanto affermato dall’assessore e ci sentiamo di condividere lo spunto. Quello che non dice l’assessore e che ci preoccupa è la contemporanea apertura delle buste per la progettazione del tram, che interesserà proprio via Roma.

Dalle parole della Riolo sembrerebbe imminente la realizzazione della pista ciclabile bidirezionale non appena si dissolverà il cantiere del collettore.

Ma siamo sicuri che il progetto del Tram preveda lì uno spazio per una ciclabile? O per meglio dire, c’è spazio a sufficienza per prevedere in via Roma una linea tranviaria, una carrabile, la corsia per i mezzi pubblici e anche la bidirezionale ciclabile?

Il fatto che l’assessore non ne parli fa presagire che queste informazioni non siano in suo possesso, che questi dubbi non siano pienamente governati.

Le associazioni possono avanzare proposte ma la responsabilità di una visione d’insieme dei programmi può averla solo il Comune, l’assessore nello specifico.

Quando è stato indetto il bando per il tram in via Roma ad esempio, è stata formalmente esplicitata la previsione di una spazio a margine destinato alla ciclabilità (semmai ci fossero le condizioni)?

Un dettaglio non da poco che al momento rimane irrisolto e che l’assessore non chiarisce, o non conosce. Insomma, sembra che si navighi a vista. Ad oggi si sono solo susseguiti sopralluoghi per verificare la capienza della strada e la Riolo continua a confermare l’idea.

L’attuale ciclabile su via Maqueda è stata limitata ad un’apertura di 3 ore al mattino, proiettata verso una rimozione definitiva, per garantire la vocazione pedonale della via. Tra qualche mese potremmo ritrovarci senza corsie ciclabili nè in via Maqueda nè in via Roma (dove il tram occuperà gran parte della carreggiata).

La definizione del progetto tranviario quindi ci dirà se tutto questo dibattito avrà avuto un senso oppure sarà l’ennesimo caso di improvvisazione e superficialità. In questo procedere a tentativi, nessuno ha il timone della situazione, anche l’assessore di turno.

In compenso, si fa per dire, anche quest’anno è decaduta l’ipotesi pedonalizzazione del lungomare di Mondello, in quanto ancora non terminata la realizzazione di via Palinuro. Ma ne parliamo in un altro articolo.

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