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Cattivo e disturbante: Palermo da "thriller" nel nuovo romanzo di Valentina Cucinella

È una Palermo immensa che fa da contraltare alla violenza che la circonda quella raccontata in "Nera è la pioggia su Palermo", il nuovo romanzo della giornalista

Balarm
La redazione
  • 6 ottobre 2023

La cover del romanzo "Nera è la pioggia su Palermo" di Valentina Cucinella

È una Palermo immensa che fa da contraltare alla violenza che la circonda quella raccontata nel nuovo romanzo di Valentina Cucinella.

"Nera è la pioggia su Palermo" è il titolo del suo ultimo lavoro, pubblicato dalla casa editrice Fratelli Frilli editore e disponibile in tutte in tutte le librerie oltre che sulle piattaforme online, che viene presentato mercoledì 11 ottobre, alle 18.00, alla libreria Feltrinelli di Palermo.

Giornalista, scrittrice e agente letterario Valentina Cucinella a Palermo ha lavorato per il quotidiano “la Repubblica”. Ha realizzato, insieme al vignettista satirico e giornalista Vauro Senesi, servizi per il programma di approfondimento Tg3 Linea Notte.

Copywriter e specializzata in comunicazione, ha lavorato presso diverse case editrici come editor e addetta alla comunicazione.

In ambito politico, è stata impegnata in vari lavori come Copywriter per parlamentari e in team per la progettazione delle strategie comunicative di campagne elettorali.
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Nel 2008 ha pubblicato il suo primo romanzo, Difendimi (Coppola editore), seguito nel 2014 dal secondo romanzo, Il Senatore (Ciesse). Dal 2016 è titolare dell’Agenzia Letteraria che porta il suo nome.

Il suo ultimo lavoro è un romanzo sulla violenza della natura umana.

Un thriller disturbante, psicologicamente cattivo, di forte impegno etico.

Mentre le voci anonime di opinionisti e giornalisti fanno da colonna sonora a tutto il romanzo e analizzano la crisi d’identità dell’uomo moderno, i personaggi sono chiamati a raccontare la caduta del genere umano che non è mai stato così solo e sbandato e al quale non rimane altro che recitare un mea culpa e accogliere la benedizione di un mondo che non ha più pietà per nessuno.

Perché non è vero che il bene vince sempre. E il mondo, con la sua antica saggezza, l’ha sempre saputo.

Protagonista del romanzo è Veronica, una donna che ha lacerato ogni legame con il suo passato. Durante il giorno lavora come ricercatrice, la notte indossa i guanti, sale nell’ottagono e combatte per scacciare dal corpo una furia che non riesce a controllare.

Lottatrice di MMA, Veronica cerca di fuggire dal caos di una società che dietro le buone maniere nasconde una feroce follia. Eppure al destino non si sfugge.

Lo capisce quando incontra Ettore, un mercenario della morte, mietitore giudizioso a caccia di ombre che, come un angelo nero, cala dal cielo per liberare il sentiero dai reietti e dai mostri creati da un Dio che non ha saputo rimediare ai propri errori.

Lui uccide delicatamente e mentre le sue mani si sporcano di sangue, le note dell’aria di Madame Butterfly di Giacomo Puccini, Un bel dì vedremo, riecheggiano nel suo cuore che batte il tempo di una divinità detronizzata e quindi libera da ogni menzogna. Ettore riconosce in Veronica l’odore della follia.

Comprende in pochi attimi di avere davanti a sé un’altra Butterfly, quella che non deve morire, ma, al contrario, stendere un velo intriso di sangue sui peccatori dediti al museo degli orrori.

Le lancia così la sua sfida: «Scegli tra la tua vita e quella degli altri. O salvi loro o salvi te stessa».

Sullo sfondo di una Palermo monumentale e imponente, bella e dannata come una santa meretrice che accoglie tutti i peccati del mondo, Veronica è costretta a compiere la sua scelta e con Ettore dà il via a un gioco spietato, dove vittime e carnefici si confondono fino a indossare gli stessi abiti.

Sulle loro tracce Pietro Romano, commissario della sezione Omicidi della Squadra Mobile di Palermo, e l’ispettore Roberto Carrisi. I due uomini iniziano una caccia agghiacciante e spaventosa che li devasterà e li distruggerà perché le ombre non si possono fermare. Sono loro a raggiungerti.

La scia di sangue che incombe su Palermo spazza via il velo d’ipocrisia e sussurra i segreti di un’umanità fallita che invoca la luce dei riflettori mentre Dio le volta le spalle e si allontana in silenzio.
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