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Ciao Fabio "Richard": all'improvviso ci lascia il più elegante dei triathleti di Palermo

Noi tutti lo chiamavamo "Richard" e non Fabio, per la sua straordinaria somiglianza con Richard Gere: sempre gentile, sempre pronto ad un sorriso e ad un buona parola

Giulia Noera
Giornalista e nuotatrice
  • 22 gennaio 2019

Fabio Lo Grande

Noi tutti lo chiamavamo "Richard" e non Fabio, per la sua straordinaria somiglianza con Richard Gere, sia fisica che nei modi: sempre gentile, sempre pronto ad un sorriso e ad un buona parola.

Fabio Lo Grande, 56 anni, di professione faceva l'assicuratore ma in realtà la sua passione, da sempre era lo sport: è stato uno dei primi triathleti in città, alla fine degli anni Ottanta, quando questo sport che è il simbolo della fatica e del vigore fisico, ancora non era così diffuso e conosciuto.

Un manipolo di amici che si sfidavano e sfidavano la fatica a suon di bracciate, pedalate e corse.

Dieci anni fa, aveva anche attraversato a nuoto lo stretto di Gibilterra, un'impresa che lo assurgeva di diritto in un Olimpo di "Superman" ma che, di fatto, lui tendeva sempre a sminuire.

«Io non sono mai stato un buon atleta - diceva - e così, gareggiando tra i master, ho deciso di giocare a sfidare i miei limiti. Ma la cosa che più m'importa è di dare degli esempi positivi ai giovani, far capire loro che anche delle persone normalissime come me, con impegno e sacrificio, possono compiere imprese eccezionali».

Queste furono le sue parole al termine dell'impresa che, tra l'altro, avrebbe desiderato ripetere quanto prima.

Però, la vita, gli aveva regalato altro: si era sposato in tarda età, ed era papà felice di una bambina di quattro anni, che era la sua felicità. Aveva ripreso a nuotare la scorsa settimana.

L'avevo incontrato da poco, sul bordovasca e siccome non lo vedevo da un pò di tempo, avevamo riso e scherzato su questa sua assenza e sulla sua forma fisica (era sempre stato uno molto attento alla linea!).

Era desideroso di ritornare nell'ambiente che aveva sempre amato e che gli aveva regalato soddisfazioni e amicizie.

Avevo nuotato accanto nei giorni scorsi ed ero contenta che avesse ripreso a frequentare l'acqua, questo liquido che a noi nuotatori regala delle sensazioni indescrivibili.

I suoi amici, increduli, lo ricordano così: «Richard è stato il più elegante tra i triathleti palermitani. - dice Camillo De Gregorio, amico e compagno di tante avventure - Un uomo simpatico, gentile, allegro. Uno sportivo appassionato, un forte atleta master che amava confrontarsi con sé stesso e gli altri nelle competizioni di nuoto di fondo. Ma forse ciò che più lo rappresenta e che rimane nel cuore di chi lo ha conosciuto è quel suo sorriso alla vita che gli illuminava il viso».

«Con Fabio ho condiviso più trasferte ed allenamenti forse di chiunque altro del mondo del triathlon fin dai primi anni Novanta» racconta Massimiliano Lo Curto, anche lui amico e sportivo come Fabio.

«La sua "propensione" alle belle fanciulle è sempre stata una sua prerogativa, tanto che il soprannome di Richard (dovuto anche al suo colore dei capelli brizzolato si da giovane) gli fu attribuito da me durante una gara, quando in zona cambio invece di preparasi alla partenza, si intratteneva oltre modo nella zona riservata alle donne! - continua - Oppure ancora quando lo prendemmo in giro per un anno intero dopo essersi comprato una Bike avveniristica per quel periodo, senza il tubo piantone e con un enorme sospensione che lo teneva sospeso sulla sella. Davvero una persona speciale, nella sua unicità».

Ciao, Richard.

I funerali verranno celebrati al termine dell'esame autoptico. Per chi volesse salutare Fabio, i funerali si terranno venerdi 25 gennaio alle ore 10 alla chiesa di San Francesco di Paola a Palermo.

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