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Come l'arte cambia i luoghi: in Sicilia è nato un itinerario permanente di street art

L'ex quartiere a luci rosse di Sciacca, San Leonardo, è diventato un museo a cielo aperto: decine di murales tra vicoli e piazzette con Santi, nobildonne e messaggi sociali

Irene Leonardi
Giornalista
  • 28 agosto 2019

Per il secondo anno consecutivo il quartiere di San Leonardo, ex zona a luci rosse della città marinara di Sciacca (Agrigento) ha ospitato un festival che si chiama "Ritrovarsi": ma cosa resta?

Passeggiando tra le stradine strette della zona sono nove le opere permanenti realizzate quest’anno. Un intervento importante per un quartiere, in pieno centro storico, vissuto quasi fosse una periferia a causa della sua storia.

«D’altronde - racconta la curatrice del festival Tiziana Pantaleo - la gente è stanca della nomina che si porta dietro da anni e non vede l’ora di scrollarsi di dosso questa reputazione». Un progetto importante ed ambizioso, quello di Ritrovarsi che così ridà nuova vita ad un quartiere, rendendolo vivo e d’attrazione per cittadini e turisti che, tra le viuzze, possono ammirare le opere di street art realizzate.

Si crea così un percorso di street art fruibile in qualsiasi periodo dell’anno da turisti e curiosi che potranno ammirare ben 13 murales.

"Perseveranza" è stato il tema scelto per l’edizione 2019 che ogni artista ha declinato in modo diverso. Linda Randazzo, ad esempio, ha voluto realizzare un murales dedicato alla Contessa Giulietta d’Altavilla, con i temi dell’amore, della famiglia, della perseveranza, omaggio al periodo cristiano normanno in Sicilia.

"Incontri Migratori" è invece l’opera, realizzata a quattro mani da Andrea Salvaggio e Igor Scalisi Palminteri, che segue il tema marino-migratorio del pesce. Un omaggio a Sciacca, città di pesci e pescatori ma anche una riflessione sul nostro mare e sulla situazione storica e sociale attuale. Il tema della "Perseveranza" viene affrontato da Nicolò Rizzo invece attraverso la rappresentazione di due elementi che simboleggiano a priori questa virtù: una lucciola e un bambino.

Arrivati in Largo Spada ci sono invece due opere: al centro quella di Igor Scalisi Palmintari con la raffigurazione del Santo che dà il nome al quartiere. San Leonardo, prima monaco e poi eremita, per la sua particolare protezione degli imprigionati o dei carcerati ingiustamente, nell’iconografia classica è rappresentato con delle catene, spesso spezzate, a simboleggiare la liberazione dalle oppressioni, sia fisiche che spirituali.

In zona anche l’opera di Nessunnettuno dal titolo “Oro di Sciacca”, un inno al legame tra i saccensi ed il loro mare, tra Sciacca e la sua natura incantata, che ancora riesce a sfamare e sorreggere la vita di molte persone.

Gianluca Militello invece firma l’opera dal titolo “U surci e a nuci” che richiama l’antico detto siciliano, perfetta sintesi del concetto di perseveranza: posto un obiettivo, con forza, testardaggine e pazienza nell’agire, si può raggiungere il proprio fine.

C’è anche "R-esistenza" del Collettivo Ocra: un grande cappero con il fogliame dipinto e il fiore tridimensionale realizzato con materiale di scarto.

"Old is the new young" è invece il titolo dell’opera di Roberto Collodoro con la quale stigmatizza la feroce paura di invecchiare. Nascosti negli angoli di tutto il quartiere anche i lavori di Demetrio Di Grado: tutte rigorosamente con gli occhi coperti da una scritta in pieno stile Di Grado.

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