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The Times premia le "case un euro": un articolo spiega come la Sicilia ha salvato i suoi borghi

Con un'intervista al vicesindaco, il giornale britannico dedica un articolo dettagliato sull'iniziativa del comune siciliano "salvato" in questo modo da un destino ben diverso

Balarm
La redazione
  • 16 febbraio 2022

Sambuca di Sicilia (Agrigento)

La Sicilia è una meta ambita ormai da molti, celebrata da film e fiction tv e ricercata dagli artisti di casa nostra e dalle star di Hollywood. Lo sa bene il quotidiano britannico "The Times" che dedica un articolo a uno degli esperimenti più riusciti in tema di turismo e rilancio del territorio: le case a un euro di Sambuca di Sicilia.

Case diroccate che si trasformano nelle dimore dei sogni avvolte dalle magiche atmosfere che solo la nostra isola sa dare. Colori e profumi unici che attirano avventori da tutto il mondo e fanno riscoprire a chi è nato in questa terra la voglia di restare qui o di ritornarci.

“Come salvare un paese siciliano: vendere le case a un euro” parla di questo e tanto altro. Parla dell’iniziativa lanciata due anni fa, certo, e anche della pubblicazione di un nuovo bando per la vendita di immobili abbandonati del centro storico.

E il sottotitolo è ancora più esaustivo e parla di un risultato che va «oltre ogni aspettativa». Una scelta vincente quindi che ha rilanciato un piccolo borgo che rischiava di finire inghiottito nell’oblio, relegato alla stregua di una paese fantasma.
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Da gennaio poi a premiare il comune siciliano anche anche l’iniziativa targata Airbnb di trasferirsi a Sambuca insieme alla famiglia o una persona a propria scelta, alla sola condizione di affittare una delle stanze delle case a disposizione, ristrutturate per l’occasione con un misto tra innovazioni e design e il gusto classico del fascino di un tempo.

Il “Times” ha intervistato il vicesindaco, Giuseppe Cacioppo, che ha riferito come è cambiato il suo paese da quando ha iniziato a vendere case per un euro. Nel suo paese ora «c’è un nuovo agente immobiliare, un ristorante, caffetteria e negozio di alimentari, mentre sono stati aperti due laboratori di ceramica. E poi ci sono i 20 milioni di euro che pensiamo che le persone spenderanno per ristrutturare le loro nuove case», dice.

Tanti altri piccoli centri siciliani hanno portato avanti iniziative simili e c’è chi scommette che saranno sempre di più le persone che ripopoleranno i territori un tempo abbandonati della nostra Sicilia.
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