Da Gaza al Venezuela fino alla Sicilia: Mario, che con le ceramiche racconta il mondo
Le ceramiche sperimentali dell'artista monrealese Mario Lo Coco sfidano la tradizione raccontando le tragedie del mondo e i misteri dell'universo tra poesie cruda realtà
Mario Lo Coco
Allievo di Angelo Cangemi, professore del liceo artistico Mario D’Aleo di Monreale, Mario Lo Coco inizia la sua carriera realizzando statuine per i presepi e nel frattempo pondera e riflette sul mondo che lo circonda. Animato da sempre da un forte impegno politico, Lo Coco decide che proprio quel sentimento è la fonte d'ispirazione giusta per dare vita alle sue creazioni.
Sperimenta con tecniche e tematiche sempre nuove, dedicando le sue opere ai temi più disparati come il dramma dei migranti, la guerra in Congo, la lotta dei Curdi, la condizione delle donne in Afghanistan e il genocidio in corso a Gaza, a cui Mario Lo Coco ha dedicato una delle sue più recenti opere.
Intitolata "Il Mare di Gaza", «è composta da oltre cinquanta elementi in ceramica che, come i pezzi di un puzzle, uniti danno forma a un mare insanguinato, simbolo di tutte le vittime dell’esercito Israeliano e, in senso ancora più ampio, è rappresentazione di un mare ormai martoriato dalle violenze che ogni giorno si consumano tra le sue onde: da quelle esercitate sulla Global Sumud Flottiglia ai più recenti avvenimenti che hanno portato all’invasione del Venezuela da parte degli Stati Uniti” spiega l’artista.
È attraverso l’arte, quindi, che Lo Coco medita sul mondo dando sfogo, con la sua inventiva, anche ai dolori della vita, come la prematura scomparsa del fratello Giuseppe, insegnante di filosofia al liceo Benedetto Croce di Palermo.
Da vita così, nel 20219, a "Non smarrire alcuna parola", la mostra attraverso cui Mario Lo Coco celebra l’amore del fratello per la filosofia e la conoscenza, con la realizzazione di una collezione di volumi firmati dai più grandi pensatori della storia, come Epicuro, Aristotele, Platone, Cicerone, Marx ed Hegel. I libri, vengono trattati da Mario Lo Coco come oggetti sacri, realizzati attraverso la tecnica Raku, un metodo orientale di lavorazione della ceramica originariamente usato per preparare le ciotole al sacro rito del thè.
E come un infinito concatenarsi di eventi, è proprio lo studio della filosofia che lo porta ad appassionarsi allo spazio e all’universo: «Ho trovato un passo di Pitagora nel quale si parla della geometria delle stelle e del rapporto matematico che hanno con il Sole e con ciascuna di esse. Ma Pitagora avanza anche un’importante ipotesi: le stelle che girano nello spazio emanano sicuramente un suono. Lo stesso concetto viene poi analizzato anche da Aristotele, che parla più nello specifico di musica delle sfere e secoli dopo, proprio quelle teorie vengono confermate dalla NASA che ha effettivamente registrato i suoni delle stelle».
È da qui che nasce l’ispirazione per le celebri sfere di Lo Coco, che dal 2024 compongono la mostra "Culti Solari". Voluta anche dallo Studio 71, la collezione si compone di dieci pezzi con forme e colori unici attraverso i quali Lo Coco, come un moderno demiurgo, racconta l’armonia delle sfere e la perfezione cosmica.
Partendo da Palermo, le opere di Mario Lo Coco hanno viaggiato per tutta la Sicilia, fino a trovare ospitalità nel Museo della Ceramica di Burgio, dove i "Culti Solari" oggi costituiscono una collezione permanente di arte sperimentale, e a Ciminna dove, insieme alle opere realizzate nell’arco degli ultimi dieci anni, hanno composto la prima retrospettiva dedicata all’artista siciliano intitolata "I Colori del Fuoco".
Da aprile le creazioni di Mario Lo Coco saranno in mostra a Palermo alla Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano e alla Galleria Studio 71, ma si preparano a partire ancora una volta raggiungendo prima Spoleto e poi Venezia, per raggiungere infine la Comunità Europea.
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