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Da Trapani alla guida del Museo Riso: chi è Luigi Biondo, successore di Valeria Li Vigni

Arriva da esperienze diverse e tutte legate all'arte, sia antica che contemporanea: l'architetto Biondo ha già in mente diversi progetti per il polo regionale

Balarm
La redazione
  • 11 settembre 2019

Luigi Biondo

È l'Architetto Luigi Biondo a prendere il posto di Valeria Li Vigni nella direzione del Museo Riso di Palermo, unico polo regionale d'arte contemporanea.

Biondo proviene dal Museo Pepoli di Trapani e ha aperto alla contemporaneità l'ex Tonnara Florio di Favignana e Formica ideando mostre e programmando residenze d'artista: per Riso il neodirettore immagina di trasformare lo spazio in hub territoriale dedicato all'arte e aperto a tutti.

"Arrivo da esperienze che vanno dai parchi archeologici al Museo Pepoli - sottolinea Luigi Biondo - e la mia idea è di mettere insieme contemporaneo e antico, per una contaminazione che possa accrescere entrambi gli ambiti. Non c'è un budget stabilito, è vero, ma potremmo attingere alle iniziative direttamente promosse, e con progetti validi attrarre sponsor privati".

Il direttore uscente del Pepoli, si è occupato per circa vent'anni di restauri per la Soprintendenza di Trapani, ha diretto il servizio storico-artistico e il Parco archeologico di Pantelleria, ricevendo anche un incarico come Direttore del Parco di Segesta.

"Immagino il museo - prosegue - come una casa in cui stare e tornare: lavorerò per dar visibilità agli artisti siciliani, esporre parte di collezione che è in magazzino, e incrementerò i rapporti con gli altri musei. A Palazzo Riso avremo nuovi spazi al pianterreno, con il direttore lavori Eliana Mauro, che verranno inaugurati entro la fine dell'anno".

Intanto in programmazione restano l'antologica di Guido Baragli (inaugura il 20 settembre) e un incontro sulle identità che vede riuniti all'Albergo delle Povere 93 governatori europei.

Per il futuro invece Biondo pensa a una grande mostra su Carla Accardi, artista siciliana morta nel 2014.

Valeria Li Vigni, antropologa, passa alla Soprintendenza del mare, istituto creato dal defunto marito Sebastiano Tusa scomparso lo scorso marzo.

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