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Dalla Sicilia a Los Angeles, Joseph Lu si racconta: il pianista che compone dai sogni

Custodisce la sua visione con incredibile sensibilità e delicatezza, la stessa di chi sa ascoltare l’invisibile. Ed è proprio lì che prende forma la sua musica. L'intervista

Federica Dolce
Avvocato e scrittrice
  • 23 marzo 2026

Il maestro Joseph Lu

A volte la musica nasce nel silenzio della notte, quando il mondo sembra sospeso e i sogni iniziano a parlare una lingua ce solo l’anima sa comprendere. È in quella dimensione sottile, fragile e luminosa insieme, che prendono forma le melodie del Maestro Joseph Lu. La sua musica non nasce da uno spartito, da una partitura, non da una pagina piena di note. Ma sembra emergere da uno spazio più profondo, quasi invisibile, dove memoria, sogno e sensibilità si incontrano. In questo spazio Joseph Lu custodisce la sua visione con incredibile sensibilità e delicatezza, la stessa di chi sa ascoltare l’invisibile. Ed è proprio lì che prende forma la sua musica.

Pianista, nato a Modica, che dalla Sicilia è arrivato fino a Los Angeles, conquistando riconoscimenti internazionali e portando oltreoceano un modo di comporre unico e profondamente personale. Il maestro segue una linea creativa che è espressione dell’anima e dei suoi sogni. Un percorso artistico fatto di leggerezza, sensibilità, umiltà e consapevolezza, dove la musica diventa un linguaggio universale capace di parlare direttamente alle emozioni. Ed è forse proprio questa la ragione per cui la sua musica non sembra appartenere soltanto a chi la compone, ma a chiunque la ascolti.

Ed è impossibile non provare un certo orgoglio nel raccontare la storia di un artista siciliano che, partendo dalla propria terra, è riuscito a far risuonare le sue melodie nel mondo. Quando gli si chiede quanto abbia contato la Sicilia nel suo percorso artistico, Joseph Lu non ha dubbi: la sua terra è molto più di un luogo geografico, è una dimensione spirituale.

«La Sicilia è determinante. È un luogo dove c’è un incontro di culture, un incontro di anime. Io la definisco il centro di un universo, di una dimensione. È un luogo di grande ispirazione e per questo la Sicilia non ha confini». Da quella dimensione interiore, la musica ha iniziato a viaggiare. Uno dei primi approdi è stato proprio Los Angeles, città che ha creduto fin dall’inizio nella sua musica. «È stata una delle prime mete. È stata la città che ha creduto in me, perché i primi riconoscimenti sono arrivati proprio da qui, con l’Hollywood Independent Music Award, e poi con la vittoria del World Entertainment Award con il brano Memories. Penso che sia stato un punto di inizio».

Un inizio che ha aperto una strada internazionale, ma senza mai spezzare il legame con le proprie radici. La musica di Joseph Lu viene spesso definita onirica, sospesa tra emozione e spiritualità. Ma cosa accade davvero quando si siede al pianoforte? Qual è il luogo interiore da cui nascono le sue composizioni? La risposta sorprende, perché la sua storia artistica è profondamente legata al mondo dei sogni. «Compongo dai sogni. – risponde il maestro Lu-. Per tantissimi anni pensavo di essermi allontanato dal pianoforte, ma nei sogni continuavo a suonare».

È una vicenda quasi simbolica quella che racconta. Per anni aveva cercato di staccarsi dalla musica per dedicarsi alla famiglia e affrontare le difficoltà della vita. Aveva venduto tutto. O quasi. «Avevo conservato un pianoforte digitale sotto il letto. È rimasto lì per sedici anni. Io non sapevo nemmeno che fosse ancora lì. Poi un giorno lo abbiamo tirato fuori e ho capito che la musica non mi aveva mai abbandonato. Nei sogni continuavo a suonare».

Da quel momento i sogni hanno iniziato a trasformarsi in composizioni. Infatti il suo processo creativo è unico: Joseph Lu non usa spartiti, non scrive note su pentagrammi. La musica nasce nella mente e nella memoria, come un ricordo da custodire con delicatezza. «Dal sogno mi alzo, vado al pianoforte, memorizzo. Elaboro la composizione nella mente e quando sono pronto apro lo studio e la registro. Se iniziassi a scrivere tutto, quella dimensione svanirebbe». È un processo quasi inverso rispetto a quello tradizionale, eppure profondamente coerente con il suo mondo artistico. «Quando i colleghi devono eseguire i miei brani non esiste una partitura. Devono lavorare mesi per ricostruirla. Ma questo mi permette – aggiunge Joseph Lu - di non interrompere il passaggio tra la dimensione onirica e questa dimensione».

In fondo, per Joseph Lu la musica non appartiene solo a chi la compone. «In questo universo siamo tutti connessi. La musica che Joseph porta in questa dimensione è qualcosa che appartiene a tutti. Non è la mia musica. È la musica dell’universo, della nostra comunità». Una visione che racconta bene la sua sensibilità artistica e la sua umiltà. Ecco quindi che la musica diventa così anche un linguaggio capace di attraversare le fragilità della vita. È accaduto con il brano Power of Love, nato dall’incontro con un bambino speciale.

«L’arte è la forma più elevata di comunicazione, - sostiene il Maestro modicano - perché non ha barriere. Entra direttamente nel nostro io». Questo brano, ormai famoso, è nato quasi per caso, da un gesto semplice. «Gli chiesi se gli piaceva suonare e mi disse di no. Poi gli chiesi se gli sarebbe piaciuto suonare per suo papà e disse subito sì. Gli regalai una tastiera e da un video che mi mandò il padre presi due note. Da quelle due note sognai questo viaggio musicale. Così nacque Power of Love, un messaggio di amore incondizionato».

Un messaggio che oggi viaggia nel mondo. Eppure, quando gli si chiede cosa abbia provato nel ricevere riconoscimenti negli Stati Uniti, Joseph Lu risponde con la stessa leggerezza e umiltà che caratterizzano tutta la sua musica. «È un’emozione unica. Ogni volta che torno a Los Angeles è quasi come se la città mi cercasse. L’identità siciliana e italiana lì è vista con grande rispetto. Essere in un contesto mondiale così importante è motivo di grande orgoglio». Ma il viaggio creativo non si ferma. Ed è proprio durante l’intervista che arriva uno scoop importante: il maestro sta per pubblicare un nuovo album.

«Il progetto imminente è un nuovo album, che è quasi completo. Il titolo è Dreaming». Il Maestro Lu spiega che : «È un album con una dimensione diversa. Affronta temi diversi e ha una struttura diversa. Va dal classico tradizionale al classico moderno fino alla sperimentazione. Un po’ come il sogno, dove non esistono regole e il tempo cambia continuamente».

"Dreaming" sarà quindi una sorta di manifesto del suo percorso artistico. «È un album che racconta chi sono realmente: colui che ama suonare i sogni». Ripensando al cammino compiuto finora, dal primo grande successo internazionale con Memories fino ai premi ricevuti oltreoceano, cambierebbe qualcosa della sua storia? La risposta è immediata.

«No, non cambierei nulla. Ogni cosa ha avuto un senso, ogni cosa ha avuto un percorso». E forse è proprio questa consapevolezza che rende la sua musica così intensa. Se potesse parlare al bambino che era un tempo, Joseph Lu non gli darebbe consigli tecnici né raccomandazioni sullo studio del pianoforte. Gli direbbe qualcosa di molto più semplice e molto più grande: «Di non abbandonare mai il proprio sogno. Di sognare tanto, tantissimo. Perché senza sogni non si va avanti. Senza sogni si muore».

Ed è proprio questo, in fondo, il messaggio che attraversa tutta la sua musica: sognare come forza che spinge a vivere ogni emozione, ogni passione, ogni frammento di vita con autenticità. Perché la musica, quando nasce dall’anima, non ha confini. Proprio come i sogni.
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