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Dentro nasconde una camera dello scirocco: un gioiello "rinasce" nel cuore di Palermo

La storia di questa villa nobiliare risale a tempi antichi che affondano le radici nel XV secolo, quando i proprietari dell'epoca concessero il terreno per estrarne la calcarenite

Balarm
La redazione
  • 24 marzo 2021

La camera dello scirocco di Villa Savagnone a Palermo

Villa Savagnone, la ricca villa di fine del '700 che si trova tra via Altarello e via Micciulla a Palermo, presto tornerà a splendere, come riportato da Repubblica Palermo, grazie ai lavori recupero svolti dall’impresa Giuseppe La Fiora Costruzioni, che l’ha acquistata.

Un recupero sostanziale e integrale (su progetto degli architetti Ignazio Savarino e Isidoro Mendola) considerate le condizioni in cui è stata ritrovata la struttura, circa dieci anni fa, dal nucleo tutela patrimonio artistico dei vigili urbani.

La struttura, nella versione di fine ‘700, non conteneva la grande corte e lo scalone a doppia rampa, aggiunti solo nel secolo successivo, a cui poi, come ultimi ampliamenti, si aggiunse un ampio giardino con, allora, presenti un agrumeti e delle palme.

Nel 1894 la proprietà passò nelle mani del commendator Savagnone e, negli ’70 del ‘900, a famiglie mafiose, fino alla confisca del bene e all’abbandono da cui oggi sta emergendo.



L’eccezionalità di questo gioiello nel bel mezzo della città è data dalla presenza anche di una camera dello scirocco, probabilmente unica camera di questa tipologia che si presenta a cielo aperto, poi frazionata dalle gestioni improvvide.

La storia di questo gioiello risale a tempi molto antichi che affondano le radici nel XV secolo, quando i proprietari dell'epoca concessero il terreno per estrarne la calcarenite al mercante genovese Gerardo Battaglia.

Nel corso dei secoli casualmente si scoprì la “camera dello scirocco”, tipica struttura di origine araba, presto lasciata al suo destino.

Nel 1715 la proprietà passò ai baroni Micciulla che vi edificarono una villa, poi venduta all’asta ai Savagnone, insieme al terreno che accoglie della camera dello scirocco; questi ultimo divennero anche usufruttuari delle acque della sorgente del Gabriele.

Il declino definitivo comincia intorno agli anni ’60 quando Villa Savagnone arriva nelle mani del boss mafioso Filippo Piraino.

Grazie alla disposizione operata da Giovanni Falcone, nel 1980 la Villa venne confiscata e, solamente nel 1999 affidata all’AGESCI Zona Cona d'oro (Base scout Volpe Astuta) che ha attivato il recupero e la sua manutenzione (era praticamente una discarica a cielo aperto).

Riscoperta e rivalutata è stata inserita, per il suo valore storico e culturale, nel circuito di viiste de Le Vie dei Tesori.

Terminati i lavori di recupero, probabilmente, verranno messi in vendita degli appartamenti con vista sulla Conca d’Oro.
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