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Dipinse la vibrante bellezza della Sicilia: Mirabella (oltre le critiche) volò con le sue ali

Il pittore sa trasmettere in modo originale quando rappresenta gli straordinari vicoli di Taormina o di Erice, la campagna del trapanese, i templi dell’agrigentino

  • 25 agosto 2023

Non sempre la critica ha dato il meritato riconoscimento alla produzione del pittore Mario Mirabella. Cio è ingiusto. Secondo alcuni l’artista sarebbe rimasto prigioniero del modello del suo maestro Francesco Lojacono ma basta guardare con lente d’ingrandimento il periodo del decennio di Taormina e quello del soggiorno nel territorio trapanese per capire che Mirabella esce dalla vecchia gabbia per volare con le sue ali.

L’esperienza di Taormina gli fa apprezzare la quiete di luoghi estranei alla vita caotica della città. Nel silenzio delle primavere l’artista trova un suo linguaggio spigliato, teso a dispiegare la forza espressiva del colore e della luce in modo da valorizzare la struggente bellezza della natura mediterranea.

Questa fase della sua pittura nasce da intimi moventi interiori. Mirabella dipinge accuratamente con pennellate veloci per mettere "l’attimo fuggente" sulla tela con rappresentazioni emotive di atmosfere ispirate alla natura e alla vita cittadina. La sua pittura diventa sinfonia di colori e nello stesso tempo vibrazione di sentimenti.
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L’artista studia i sentieri di campagna, le rocce grigie, angoli di scogliere tra i silenzi della solitudine. Lui non è soltanto un cercatore di effetti pittorici, ma anche un interrogatore dell’anima segreta delle cose. Luce e colore diventano i protagonisti del quadro.

E con grande maestria le pennellate raggiungono risultati di ottima qualità tecnica e artistica. Nel tema della marina, Mirabella è geniale nel posizionare piccole "macchie" di bianco all’orizzonte, che sembrano delle barchette e danno profondità al quadro.

Anche nel paesaggio campestre il pittore integra minuscole figure realizzate con altrettante “macchie” di colore. Un dipinto del periodo taorminese che trasmette forti emozioni ai collezionisti è l’olio su tavola “Campagna con raccolta delle olive”.

L’artista adotta una materia pittorica densa e sovrapposta soprattutto negli spessori grumosi della stradella rurale e nei tronchi nodosi degli ulivi.

Questa tavola, poco conosciuta, si inserisce degnamente fra le opere del maestro palermitano e contribuisce ad una migliore identificazione della sua arte ancora non sufficientemente indagata dalla critica. Le ombre di Mirabella sono realizzate con variazioni di tonalità e danno così vita ad immagini piatte e cromaticamente contrastanti.

Si ha l’impressione che l’artista in alcuni quadri applichi la vernice direttamente sulla tela invece che sulla tavolozza.

La conseguenza è che la rappresentazione pittorica acquista maggiore luminosità. Questa tecnica viene spesso usata da Delacroix. Mirabella studia il paesaggio aggiornandone la rappresentazione alle più moderne tendenze del simbolismo nazionale.

Molti suoi dipinti hanno lo stesso soggetto, ma con diversi colori e sfumature, a secondo del giorno e del tempo meteorologico: mattina presto, mezzogiorno, tramonto.

Oggi Mario Mirabella è molto apprezzato nel mondo dei collezionisti, che cercano la carica emotiva che il pittore sa trasmettere in modo originale quando rappresenta gli straordinari vicoli di Taormina o di Erice, la campagna del trapanese, i templi dell’agrigentino.

Quei luoghi vissuti tra Ottocento e Novecento da una emergente borghesia che amava arredare le case con pitture legate al realismo.
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