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Dopo 60 anni Messina ha un nuovo Teatro dell'Opera dei Pupi: dov'è e cosa puoi vedere

Nella doppia veste di museo e teatro è attrezzato sia con uno spazio per la rappresentazione di spettacoli, sia con allestimenti e stanze ricche di pezzi storici

  • 26 aprile 2024

Alcuni dei pezzi esposti al Museo dell'Opera dei Pupi di Messina "Rosario Gargano"

Avete mai sentito parlare dell’Opera dei Pupi a Messina? Ebbene Messina, una delle città più ricche e grandi del mondo tra XVI e XVII secolo e nucleo d’una repubblica marinara d’origine medievale, trasudante dei valori della Cavalleria, fu terreno fertile per quest’importantissima arte siciliana che proprio della Cavalleria sia fa rappresentante.

Ora i bellissimi pupi messinesi potrete anche vederli: nella fine del mese di marzo di questo anno 2024, finalmente è stato aperto il "Teatro-Museo dell’Opera dei Pupi Rosario Gargano", e i pupi e chi li anima si sono ripresi la scena!

È un momento importante di ben due flussi storici: la storia dell’Opera dei Pupi che s’intreccia con la storia della grande Messina, quella vera che mai s’arrende.

Protagonista è la famiglia Gargano, l’ultima linea genealogica d’opranti ancora attiva a Messina e l’unica sopravvissuta delle tante compagnie peloritane che fino al secondo dopoguerra "costruivano, maniavano e parlavano" i pupi.
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L’“Associazione culturale Opera dei pupi messinesi Gargano” fa parte del gruppo di compagnie riunite nella "Rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’opera dei pupi” dal 2018.

Non c’era un vero teatro stabile dei pupi a Messina dal 1964, quando l’ultimo, l’“Arena Gargano”, fu distrutto da un incendio: 60 anni sono passati ma ora la sua arte ritrova un palco stabile. Un museo dei pupi a Messina, dunque all’infuori di esposizioni singole o temporanee, non era mai stato creato, e questo è il primo.

Il "Rosario Gargano" è sito nell’antico quartiere dei Gentiluomini, in pieno centro storico e nella diretta vicinanza di Piazza Duomo, nella via Oratorio San Francesco più nota tra Messinesi come "Salita delle Varette" a motivo del caratteristico passaggio in salita a tamburi battenti della processione delle Varette ogni anno nel Venerdì Santo, e vi è riconoscibile per i vivaci pannelli e la grande insegna che decorano l’ingresso.

I locali fanno parte d’un edificio appartenente alla Città Metropolitana di Messina ricavato nello stesso luogo dell’antico Convento dei Domenicani che prima ancóra era stato il complesso dei Templari.

Nell’attigua Chiesa di San Domenico c’era la cappella dell’Ordine della Stella, cavalieri aventi quartier generale a Messina e dediti alla letteratura oltreché all’arte militare: non soltanto sotto lo sguardo dei severi Templari, ma ancor più sotto l’ala dei coltissimi Stelliferi (che certamente l’avrebbero amata) nasce questa nuova istituzione culturale!

Alla realizzazione del Teatro-Museo, i cui locali sono stati concessi in comodato d’uso gratuito dalla Città Metropolitana per la durata di 5 anni nella persona dell’allora commissario Leonardo Santoro, hanno contribuito anche il “Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino” con il suo Direttore il professor Rosario Perricone, nonché l’“Associazione Movimento Cinque Stelle Sicilia”.

Messina nell’Opera dei Pupi rientra nella Tradizione Catanese (Sicilia Orientale, Calabria, alcune località pugliesi): vi aderisce nelle caratteristiche dei pupi e nell’impostazione teatrale, ma assume pure caratteristiche stilistiche proprie, e persino una parte di repertorio più specifica non osservabile in altre località.

Proprio alla famiglia Gargano si deve questa "peloritanizzazione" dell’Opera dei Pupi, attraverso un maggior carattere d’originalità fra le numerose compagnie attive a Messina in quel tempo, oggi scomparse, che si esplicò attraverso nuove tecniche estetiche e la composizione di altre storie cavalleresche.

Il primo membro noto è Venerando (1811), proprietario d’una fabbrica di sedie che all’occorrenza si convertiva nel suo teatro dei pupi, fu sindaco di Acireale; suo figlio Rosario (1863-1942) si diede pienamente all’Opera, ebbe teatri in varie città e fu colui che si trasferì a Messina, portandovi un ciclo cavalleresco di sua composizione, la "Storia di Messana" anche detto "Bellisario da Messana" (il protagonista principale), e altri drammi ivi ideò, si attestò come uno dei più prolifici compositori di opere puparesche in assoluto;

Venerando (1905-1978) figlio di Rosario si affermò a Messina rappresentando "I Paladini di Francia" e tutti i maggiori cicli catanesi, nonché quelle composte dal padre, dotato d’una voce così tonante che si dice si potesse udire dalle navi che passavano nello Stretto, fu investito Cavaliere del Re per i suoi meriti; Rosario (1933-2000) figlio di Venerando, abilissimo costruttore di pupi e probabilmente, finora, l’ultimo tra gli opranti a comporre nuove storie cavalleresche di genere fantastico, ancor inedite, come il nonno di cui portava il nome.

E chi sono i Gargano di oggi? Ci sono Venerando, Sara e Giorgio, prole di Rosario, che in quest’epoca complessa per l’arte, in cui i nuovi strumenti sono un vantaggio ma al tempo stesso i velocissimi mutamenti rappresentano una sfida, decidono di continuare non soltanto a divulgare la storia di quest’arte, ma a praticarla e farla vivere, a perpetuarne l’esistenza.

Oggi il "Rosario Gargano" si propone nella doppia veste di museo e di teatro, è infatti attrezzato sia con uno spazio per la rappresentazione di spettacoli, sia dotato di allestimenti e stanze ricche di reperti, con pannelli informativi in Italiano e in Inglese che spiegano dettagliatamente quanto si osserva.

Nelle sale dominano i pupi, moltissimi, dai più antichi risalenti a fine Ottocento e di grandi dimensioni ai più recenti pupi piccoli usati tuttora negli spettacoli della Compagnia, tutti di gran bellezza e pregio artistico, ai quali si aggiungono anche gli animali e i mostri fantastici, e assieme i fondali e gli oggetti di scena, una stanza con tutti gli strumenti del mestiere e i libri sull’Opera e una stanza con la "biblioteca artistica" ovvero i canovacci e copioni teatrali e i libri cavallereschi dai quali si traevano altri spettacoli, nonché una collezione di fotografie. Le sale sono state allestite con una passione che si percepisce, tutta.

La vocazione data dall’operosa famiglia Gargano al Teatro-Museo è duplice: portare avanti l’Arte tra le nuove generazioni e divulgarla nel mondo attraverso il turismo.

Il primo obbiettivo si realizzerà con l’organizzazione di laboratorii artistici e culturali, e progetti coinvolgenti le scuole; il secondo proponendosi nel panorama turistico di Messina, dunque per tutte le persone provenienti dalle crociere e non solo. A ciò si aggiunge la volontà dei Gargano di collaborare con il Comune di Messina e la Città Metropolitana nell’organizzare eventi che abbiano a che fare con le tradizioni popolari.

Ovviamente non mancheranno gli spettacoli, che di volta in volta verranno portati in scena nello spazio teatrale allestito! L’Opera dei Pupi vive ancóra, anche sulle rive dello Stretto.

Che aspettate? Raccontare non basta a descrivere. Venite a Messina, venite a conoscere i cavalieri messinesi della famiglia Gargano!

Il museo è visitabile tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.30, tranne sabato e domenica. Sabato è aperto dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00, mentre domenica soltanto la mattina, dalle ore 9.30 alle 12.00.
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