Dopo una settimana (la vergogna) si ripete a Palermo: una svastica al Giardino Inglese
Ci risiamo. Dopo appena 7 giorni è rispuntata una svastica e stavolta non più su una pensilina dell’autobus ma dentro uno dei luoghi più attraversati e iconici della città
La svastica al Giardino Inglese (foto segnalata a PalermoAlert)
A distanza di una settimana esatta, una svastica è ricomparsa a Palermo. Non più su una pensilina dell’autobus vicino allo stadio, ma dentro il Giardino Inglese, uno dei luoghi più attraversati e iconici della città. Un punto in cui si entra per stare meglio e da cui, invece, qualcuno esce con una domanda in più.
Il simbolo è stato tracciato su un muro all’interno del parco. A segnalarlo sono stati alcuni cittadini tramite la web app Palermo Alert, poi la foto ha cominciato a circolare, fino ad arrivare alla denuncia del Movimento 5 Stelle.
Non è solo la presenza del segno a colpire, ma la sua ripetizione. Due casi nel giro di pochi giorni, in zone diverse ma entrambe molto visibili, rendono più difficile parlare di un gesto isolato. «È necessario indagare anche su questo grave episodio che sporca nuovamente l’immagine e la storia della città di Palermo», dice Antonino Randazzo, consigliere comunale e metropolitano.
«Non sappiamo a quando risalga questo atto vandalico, ma risulta strano che in un bene pubblico, di recente riqualificato con fondi PNRR, nessuno si sia accorto di nulla». Per questo, aggiunge, «non bisogna fare l’errore di sottovalutare segnali del genere».
Il parco, riaperto dopo anni e tornato tra gli spazi più frequentati della città, finisce così al centro di una vicenda che richiama una delle pagine più buie della storia europea.
La senatrice Dolores Bevilacqua allarga lo sguardo e lega quanto accaduto a un contesto più ampio: «Si tratta di un episodio che indigna e desta preoccupazione anche in virtù delle posizioni del Governo Meloni che in questi anni ha preferito girarsi dall’altra parte davanti a rigurgiti neofascisti come questo».
Nelle sue parole entra anche il riferimento a scelte legislative recenti, come «l’emendamento al disegno di legge sull’antisemitismo che avrebbe inasprito le sanzioni per l’ostentazione di simbologie nazifasciste e commemorazioni in stile Acca Larentia, che - sottolinea - non è stato approvato».
Intanto, sul piano locale, la richiesta è immediata: rimuovere il simbolo e rafforzare i controlli. «Auspichiamo che le istituzioni intervengano prontamente per rimuovere questo scempio e che intervenga anche il Prefetto per garantire maggiore controllo del territorio a Palermo», concludono Bevilacqua e Randazzo.
Dopo la segnalazione, è arrivata anche la replica dell’amministrazione comunale. L’assessore al Verde, Pietro Alongi, fa sapere a Balarm che la scritta è stata già rimossa. «Siamo intervenuti non appena ne siamo venuti a conoscenza», spiega.
Resta però qualcosa che non si cancella con una mano di vernice. La sensazione che quel segno, apparso due volte in pochi giorni, non sia casuale ma un segnale che non deve essere ignorato.
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