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Dua Lipa, canti arbëreshë e abiti con secoli di storia: Piana conquista le nozze dell'anno

Una popstar che si riconosce nelle proprie radici, una comunità che custodisce un tesoro e 10 ragazze che portano avanti con orgoglio una tradizione antichissima

Federica Dolce
Giornalista, avvocato e scrittrice
  • 10 giugno 2026

Il gruppo di giovani di Piana degli Albanesi che si è esibito per Dua Lipa

Una popstar di fama mondiale che si riconosce nelle proprie radici, una comunità che porta con sé secoli di storia e un gruppo di persone provenienti da ogni parte del mondo che si ritrovano a cantare insieme una melodia, nata secoli fa tra le montagne dell’Albania e conservata nel cuore della Sicilia.

Per una sera, nella splendida Villa Valguarnera a Bagheria, sotto i riflettori di quello che i media hanno già definito il matrimonio dell’anno, non hanno brillato soltanto i protagonisti Dua Lipa e Callum Turner e le star invitate. In mezzo agli ospiti illustri, agli abiti di alta moda e all’atmosfera da favola che ha accompagnato le nozze celebri, c’era anche una piccola comunità siciliana che da oltre cinquecento anni custodisce una storia straordinaria.

A conquistare l’attenzione degli invitati sono stati gli splendidi abiti tradizionali di Piana degli Albanesi, i canti arbëreshë e il fascino di una cultura che, pur essendo profondamente siciliana, continua a conservare le radici della terra da cui proviene. Una presenza che non è passata inosservata e che ha trasformato un evento mondano in un’occasione di incontro tra popoli, memorie e tradizioni.

Del resto, il legame era naturale. Dua Lipa non ha mai nascosto il suo orgoglio per le origini albanesi della sua famiglia. Le stesse radici che accomunano la cantante alla comunità arbëreshe di Piana degli Albanesi, fondata alla fine del Quattrocento dagli esuli albanesi che trovarono rifugio in Sicilia, portando con sé lingua, costumi, fede e tradizioni che ancora oggi vengono tramandati di generazione in generazione.

«Abbiamo risposto con grande piacere all’invito propostoci di partecipare alle nozze della star internazionale Dua Lipa e Callum Turner, come comunità arbëreshe che condivide con la star Dua Lipa le stesse origini Albanesi», racconta il sindaco Rosario Petta. «Le abbiamo reso onore con dieci ragazze vestite in abito storico, per trasmetterle la nostra vicinanza con la storicità che contraddistingue noi Arbëreshë».

Dietro quei preziosi abiti non c’è soltanto eleganza. C’è una storia lunga secoli fatta di ricami, sete, filigrane d’oro e lavorazioni artigianali che ancora oggi rappresentano uno dei simboli più preziosi della cultura arbëreshe. Ogni dettaglio racconta appartenenza, memoria e identità. Sono abiti che non si limitano a essere indossati: raccontano una comunità. A rappresentare Piana degli Albanesi è stata una delegazione composta da quindici persone.

Insieme al sindaco Rosario Petta e al presidente del Consiglio comunale Antonino Aclud, erano presenti dieci giovani donne che hanno indossato gli abiti tradizionali: Chiara Schirò, Carolina Aclud, Chiara Petta, Clelia Geraci, Giorgia Fiorenza, Clara Cusimano, Virginia Paratore, Francesca Carbone, Nina Petta e Laura Carbone. Con loro anche il maestro Pierpaolo Petta, che ha curato l’esecuzione musicale, il fashion designer Gabriele Petta e l’interprete Caterina Basso.

Per settimane le ragazze si sono preparate all’evento, studiando e provando i canti tradizionali arbëreshë. Brani che ancora oggi vengono tramandati oralmente e che custodiscono parole antiche, emozioni, ricordi e legami con la terra d’origine. «Le ragazze, coinvolte per questa partecipazione hanno iniziato incontri di preparazione per l’esecuzione delle canzoni Arbëreshe - spiega il sindaco -. L’emozione di tutti noi era palpabile per la location e per gli importanti ospiti che ci attendevano».

Tra le ragazze Chiara Petta non trattiene l'emozione: «Per me è stata una sensazione difficile da spiegare: mettere la nostra storia e la nostra tradizione in vetrina per una star internazionale come Dua Lipa ci ripaga dei sacrifici fatti dalle nostre mamme negli anni per mantenere quello che siamo oggi, fieri delle nostre origini Arbëreshe».

Anche Carolina Alcud, intervenuta anche lei alla rappresentazione, ha sottolineato: «Partecipare ai festeggiamenti per il matrimonio di Dua Lipa è stato un onore, ma soprattutto un momento di profonda condivisione culturale. Portare le nostre tradizioni e i nostri abiti storici in un contesto così internazionale ha dimostrato, ancora una volta, la forza della nostra identità. Guardandoci intorno, abbiamo sentito la consapevolezza fiera di appartenere alle stesse, indissolubili radici».

Proprio la musica, dunque, si è rivelata il ponte più immediato tra mondi apparentemente lontani. Le melodie arbëreshë hanno attraversato ogni barriera linguistica, arrivando al cuore degli ospiti provenienti da diverse parti del mondo. Un momento che, secondo il racconto del sindaco, ha avuto un’intensità inattesa. «Dopo l’esibizione ho ricevuto diversi messaggi di ringraziamento da parte degli organizzatori - racconta Petta -. Fortemente impressionati dalla maestosità degli abiti storici, dall’esibizione dei canti Arbëreshë e dal coinvolgimento di Dua Lipa che ha chiesto l’esibizione di un canto cui hanno partecipato, come coro, tutti gli ospiti». Un’immagine che racconta perfettamente il senso di questa esperienza.

È questo il miracolo delle tradizioni quando non vengono rinchiuse nei musei, ma continuano a vivere nelle persone. Gli arbëreshë hanno saputo custodire la loro lingua, la loro cultura e i loro riti senza mai chiudersi al mondo. Anzi, facendone uno strumento di dialogo e di incontro. Questa la lezione più bella che arriva da Piana degli Albanesi. In un’epoca in cui tutto sembra correre veloce e il tempo sfugge dal nostro controllo, esistono ancora comunità che trovano forza nella memoria e che riescono a trasformare la propria identità in un ponte verso gli altri.

Anche per questo la partecipazione al matrimonio di Dua Lipa rappresenta un’importante vetrina internazionale per il territorio. Non soltanto per la visibilità mediatica, ma per la possibilità di far conoscere una realtà ricca di storia, arte, artigianato ed eccellenze enogastronomiche. «Diversi personaggi hanno fatto foto con le nostre ragazze con l’impegno di venirci a trovare a Piana degli Albanesi - sottolinea il sindaco- . Come Amministrazione comunale ci riteniamo molto soddisfatti per la possibilità che abbiamo avuto nella promozione della nostra comunità».

A rendere ancora più significativo questo incontro sono stati i doni scelti per rappresentare il paese: gli orecchini tradizionali realizzati dai maestri orafi locali, il simbolo del Comune l’acquila bicipite e la bandiera albanese con la parte sterna ricamata in oro, emblemi di una storia che continua a vivere tra passato e presente. «L’aver donato dei regali fortemente identitari con Piana, come gli orecchini tipici dei maestri orafi "Gli Ori di Piana", il simbolo del nostro Comune e la Bandiera d’Albania per le grandi occasioni ci permette di aver attivamente partecipato, come scrivono i tabloid, all’evento mondiale dell’anno. Per una comunità come la nostra è motivo di orgoglio e grande soddisfazione».

In fondo, la vera protagonista di questa storia non è soltanto una celebrità internazionale. È la Sicilia stessa. Un’isola che da secoli accoglie popoli diversi e li trasforma in parte della propria anima. Una terra dove culture differenti non si annullano, ma convivono e si arricchiscono a vicenda. Dunque, è proprio questo il motivo per cui chi arriva qui finisce sempre per portarne via un pezzo nel cuore.

Perché la Sicilia non è soltanto un luogo. È un racconto collettivo fatto di memoria, incontri e tradizioni che continuano a vivere. La Sicilia è una terra che sa accogliere e affascinare chiunque la incontri, la scopra o la riscopra. Persino una super star mondiale come Dua Lipa. Del resto come si fa a non innamorarsi di un’isola che trasforma ogni incontro in una storia da raccontare?
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