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E se Pino Puglisi non fosse morto? Una serie Tv riporta in vita il prete antimafia

Il prete ucciso dalla mafia per il suo attivismo in uno dei quartieri più difficili di Palermo, Brancaccio, è il protagonista della serie per la Tv "The Smile of 3P"

Balarm
La redazione
  • 21 maggio 2019

Don Pino Puglisi

E se oggi padre Pino Puglisi fosse ancora tra noi? È l'interrogativo a cui cerca di rispondere "The smile of 3P - e se Padre Puglisi fosse ancora in vita?", la nuova mini serie per la Tv che si gira a Palermo per due settimane.

Prodotta dalla Seven comunication production - in collaborazione con il centro Padre Nostro, la Scuola d'arte per il cinema e il teatro con il patrocinio del Comune di Palermo e del Comune di Godrano - punta a raccontare gli aspetti meno conosciuti del beato: il lato più umano e intimo di Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993.

Liberamente ispirata al libro di Fulvio Scaglione "Padre Pino Puglisi-martire della mafia per la prima volta raccontato dai familiari", l'intento è di «raccontarlo ancora vivo e in mezzo a noi», spiega Paolo Brancati, il regista e attore palermitano, mostrando spaccati della sua esistenza finora poco conosciuti, dal suo percorso a Godrano fino ai primi anni Novanta a Brancaccio.

Giuseppe "Pino" Puglisi è nato a Palermo il 15 settembre del 1937 e fu parroco di san Gaetano, nel quartiere Brancaccio, dal 1990: sin da subito dedica la sua vita al miglioramento delle condizioni di degrado del quartiere all'epoca senza una scuola, né un presidio sanitario.

Fonda il centro "Padre Nostro" per istruire i ragazzi e allontanarli dall’influenza della mafia che li instradava nel mondo del crimine. “Don Puglisi è stato ammazzato perché ci toglieva i ragazzi”, hanno detto alcuni pentiti nel corso del processo per l'omicidio del prete, ucciso in strada.

«È vero, gli hanno sparato ma non è morto - continua Paolo Brancati - sarà, quindi, un tentato omicidio, lui è ancora vivo, è anziano e ogni tanto si mostra in pubblico e si racconta ai suoi volontari».

Una storia che si snoda nel tempo, dall'infanzia e dal rapporto amorevole con i genitori fino al giorno in cui decise di prendere i voti e diventare umile strumento di Dio. Le scene della mini serie verranno girate proprio nei luoghi in cui si è svolta la vita del Beato, soprattutto a Brancaccio dove si trova la casa museo.

Alcuni degli attori sono dei ragazzi del territorio di Brancaccio che frequentano il centro Padre Nostro.

«Don Pino Puglisi quando era in vita più che un visionario veniva preso per folle per le sue idee - racconta Maurizio Artale presidente del centro Padre Nostro, dedicato alla memoria di Don Pino Puglisi - lui sognava un centro come quello che abbiamo realizzato e questa serie è emozionante perché vuole mettere in luce questi aspetti. Grazie alla sensibilità che ha diffuso nel territorio si sono realizzate tante belle cose, mettendo a frutto il suo più grande insegnamento: se ognuno fa qualcosa tanto si potrà fare».

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