Entri e ti senti in una casa di fine Ottocento: apre il "Museo etnografico Martiniano"
Il museo Etnografico Martiniano viene inaugurato domenica 26 aprile alle ore 16.00 all'interno delle visite guidate che vengono fatte nell'abbazia di San Martino delle Scale
Le radici tornano a fiorire, con un patrimonio fatto di oggetti, gesti e storie che merita di essere tramandato e che viene svelato agli occhi delle persone presso l’Abbazia di San Martino delle Scale. Una delle abbazie più grandi d’Europa che prosegue, sotto la guida dell’abbate Don Vittorio Rizzone in questo suo percorso di cultura, per avvicinare la storia, l’arte la cultura e la spiritualità benedettina alle persone.
Parliamo del museo Etnografico Martiniano che viene inaugurato domenica 26 aprile alle ore 16.00 all'interno delle visite guidate che come ogni secondo e quarto week end del mese vengono fatte all’interno dell’abbazia, alla presenza dell'abate Don Vittorio Rizzone, un rappresentante dell'Amministrazione comunale di Monreale e lo storico Igor Gelarda.
Interamente curato dalla famiglia Berretta, Giovanni e Leonardo, che da decenni raccoglie e cataloga con cura oggetti della vita e della cultura materiale siciliana del 1800 e dei primi del Novecento il museo - con una ricostruzione fedelissima di ambienti e suggestioni antiche - riproduce una casa della fine dell’Ottocento: con la cucina, la stanza da letto. Ma anche un salotto borghese e arti e mestieri; come una barberia, lo scarparo (ciabattino) e una falegnameria.
L'impianto di illuminazione, creato ad hoc, è stato donato dallo Studio Kéramos di Francesco Bertolino, laboratorio di restauro specializzato nella conservazione e recupero dei beni culturali.
Parliamo del museo Etnografico Martiniano che viene inaugurato domenica 26 aprile alle ore 16.00 all'interno delle visite guidate che come ogni secondo e quarto week end del mese vengono fatte all’interno dell’abbazia, alla presenza dell'abate Don Vittorio Rizzone, un rappresentante dell'Amministrazione comunale di Monreale e lo storico Igor Gelarda.
Interamente curato dalla famiglia Berretta, Giovanni e Leonardo, che da decenni raccoglie e cataloga con cura oggetti della vita e della cultura materiale siciliana del 1800 e dei primi del Novecento il museo - con una ricostruzione fedelissima di ambienti e suggestioni antiche - riproduce una casa della fine dell’Ottocento: con la cucina, la stanza da letto. Ma anche un salotto borghese e arti e mestieri; come una barberia, lo scarparo (ciabattino) e una falegnameria.
L'impianto di illuminazione, creato ad hoc, è stato donato dallo Studio Kéramos di Francesco Bertolino, laboratorio di restauro specializzato nella conservazione e recupero dei beni culturali.
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di Redazione










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