Era la Carrà all'apertura dei Giochi Olimpici: Lucia, il "caschetto d'oro" della Sicilia
L'intervista alla performer di Augusta che ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina a San Siro per omaggiare l'icona nazionale
Lucia Blanco nei panni di Raffaella Carrà
Un traguardo arrivato dopo anni di performance in musical di successo come Grease, Dirty dancing, La febbre del sabato sera... E che deriva da impegno solenne, tenacia e capacità di mettersi in competizione, prima di tutto con sé stessa. Arrivata a Milano nel 2005 studia e si diploma alla scuola del musical SDM, dove impara tutte le discipline artistiche e performative: dalla danza, al canto fino alla recitazione. Ma tutto inizia in tenera età: «La passione per la danza e per il mondo dello spettacolo - dice Lucia - nasce da bambina. Non ricordo un giorno passato a casa senza ascoltare musica e ballare da una camera all’altra. Sono cresciuta guardando Michael Jackson, Madonna e la Carrà, tutti performer completi».
E proprio questa completezza l’ha cercata, raggiunta e alimentata nella sua vita diventando performer che canta e balla, attiva nel mondo dello spettacolo ormai da vent’anni. Un mestiere stimolante ma anche complesso, specie se si vuole vivere di esso: «È complicato mantenersi con questo mestiere in Italia - prosegue Lucia - e quando ci riesci sei fortunato, perché c’è poco lavoro e spesso non viene apprezzato.Ma quando accade è avvincente, come lo è stata la proposta di interpretare la Carrà a San Siro, arrivata in ottobre come un fulmine a ciel sereno. Mi hanno chiamata e chiesto se ero interessata. Appena ho sentito la parola, Carrà ho accettato subito».
E lì si spalanca l’immensità di tutta l’esperienza: lo stadio tuona e le luci fiammeggiano, suscitando emozione e adrenalina propagate nell’aria attraverso un urlo liberatorio. «È stata una bellissima esperienza - dice Lucia - da diversi punti di vista. Innanzitutto, da fan di Raffaella Carrà è stato un grandissimo onore renderle omaggio. Poi, i ballerini con cui ho lavorato e che hanno ballato insieme a me sono stati strepitosi, abbiamo instaurato un bellissimo rapporto durante le prove che ci ha permesso di salire sul palco più coesi. E poi, ovviamente - conclude - quando sei lì ti rendi conto che fai parte di un evento mondiale gigantesco e quindi il mio unico obiettivo è stato quello di dare il massimo di me stessa».
Dopo il saluto ritmato in anteprima mondiale, adesso l’aspettano nuovi progetti tra cui un’esibizione a Milano da coreografa e attrice. E memore di aver portato presso lo stadio di San Siro un mito della sua vita con una "fantástica fantástica fiesta".
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