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Era la Carrà all'apertura dei Giochi Olimpici: Lucia, il "caschetto d'oro" della Sicilia

L'intervista alla performer di Augusta che ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina a San Siro per omaggiare l'icona nazionale

Francesca Garofalo
Giornalista pubblicista e copywriter
  • 12 febbraio 2026

Lucia Blanco nei panni di Raffaella Carrà

Un caschetto d’oro di cui segue ogni mossa e un moonwalk rincorso a ritmo di musica che conduce, a passo di danza, sulla luna. Davanti agli occhi del mondo intero, lei è Lucia Blanco. Insegnante, coreografa e ballerina augustana (classe ‘86) che nelle vesti di Raffaella Carrà ha partecipato alla cerimonia d'apertura dei giochi Olimpici Milano Cortina a San Siro.

Un traguardo arrivato dopo anni di performance in musical di successo come Grease, Dirty dancing, La febbre del sabato sera... E che deriva da impegno solenne, tenacia e capacità di mettersi in competizione, prima di tutto con sé stessa. Arrivata a Milano nel 2005 studia e si diploma alla scuola del musical SDM, dove impara tutte le discipline artistiche e performative: dalla danza, al canto fino alla recitazione. Ma tutto inizia in tenera età: «La passione per la danza e per il mondo dello spettacolo - dice Lucia - nasce da bambina. Non ricordo un giorno passato a casa senza ascoltare musica e ballare da una camera all’altra. Sono cresciuta guardando Michael Jackson, Madonna e la Carrà, tutti performer completi».

E proprio questa completezza l’ha cercata, raggiunta e alimentata nella sua vita diventando performer che canta e balla, attiva nel mondo dello spettacolo ormai da vent’anni. Un mestiere stimolante ma anche complesso, specie se si vuole vivere di esso: «È complicato mantenersi con questo mestiere in Italia - prosegue Lucia - e quando ci riesci sei fortunato, perché c’è poco lavoro e spesso non viene apprezzato.Ma quando accade è avvincente, come lo è stata la proposta di interpretare la Carrà a San Siro, arrivata in ottobre come un fulmine a ciel sereno. Mi hanno chiamata e chiesto se ero interessata. Appena ho sentito la parola, Carrà ho accettato subito».

E lì si spalanca l’immensità di tutta l’esperienza: lo stadio tuona e le luci fiammeggiano, suscitando emozione e adrenalina propagate nell’aria attraverso un urlo liberatorio. «È stata una bellissima esperienza - dice Lucia - da diversi punti di vista. Innanzitutto, da fan di Raffaella Carrà è stato un grandissimo onore renderle omaggio. Poi, i ballerini con cui ho lavorato e che hanno ballato insieme a me sono stati strepitosi, abbiamo instaurato un bellissimo rapporto durante le prove che ci ha permesso di salire sul palco più coesi. E poi, ovviamente - conclude - quando sei lì ti rendi conto che fai parte di un evento mondiale gigantesco e quindi il mio unico obiettivo è stato quello di dare il massimo di me stessa».

Dopo il saluto ritmato in anteprima mondiale, adesso l’aspettano nuovi progetti tra cui un’esibizione a Milano da coreografa e attrice. E memore di aver portato presso lo stadio di San Siro un mito della sua vita con una "fantástica fantástica fiesta".
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