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Finestre spalancate come in un film western: il borgo siciliano costruito e mai terminato

Diversamente da altri borghi siciliani abbandonati, solitamente immersi nel nulla del loro assordante silenzio, da qui si sente il rumore di una Sicilia che è andata avanti

  • 31 maggio 2020

Borgo Borzellino a Monreale (foto di Cristiano La Mantia)

Un borgo rurale che ha avuto vita breve, la cui attività di florido centro abitato è durata all’incirca vent’anni, da quando è stato edificato tra il 1940 e il 1941(e peraltro mai terminato) a quando è stato abbandonato nel 1960 causa spopolamento di massa.

Stiamo parlando del borgo Domenico Borzellino, un paesino fantasma nei pressi di Monreale, in provincia di Palermo, situato in posizione dominante sulla valle che lo ospita e in prossimità anche di un'altra vittima dell'abbandono umano, la linea ferroviaria fantasma Palermo – Camporeale.

Anch’esso figlio della volontà edile fascista - come anche tanti altri centri rurali in Sicilia le cui mura furono alzate con lo specifico obiettivo di ridare vigore alle campagne siciliane e lustro all’attività agricola sull’Isola - il progetto di edificazione di questo borgo (che sarebbe dovuto essere un borgo di tipo “A”, ossia di pregio) fu curato dagli ingegneri Giuseppe Caronia e Guido Puleo ma non fu mai portato a compimento.



Differentemente da altri borghi siciliani abbandonati, che sono solitamente immersi nel nulla del loro assordante silenzio spettrale, il borgo Borzellino si trova invece vicino al popolato paese di San Cipirrello e a ridosso dell’autostrada, il che fa stranamente udire dal suo centro ormai totalmente disabitato i rumori di una Sicilia viva e che è andata avanti.

Ad aver esplorato il borgo dal vivono sono stati tre fotografi siciliani, Cristiano La Mantia, Giovanni Polizzi e Claudio Licitra, fondatori del collettivo fotografico Liotrum Urbex Sicilia che hano documentato così lo stato di questi luoghi.

«Sembrava di essere entrati in un vecchio film western, mancava solo la balla di fieno che ruzzolava nel nulla del panorama, c’era molto vento, le ante in legno delle finestre sbattevano e creavano tensione nell'atmosfera - dice Cristiano.

Io, Giovanni e Claudio fotografiamo il borgo e ci accorgiamo che era diventato location per le guerre di softair, c'erano pallini di plastica dappertutto, il luogo è quasi del tutto disastrato e pericoloso e tutto attorno il nulla».

Costituito da sei fabbricati, il municipio, l'ufficio postale, la caserma dei carabinieri, una scuola, una trattoria, le botteghe per artigiani e gli alloggi per gli addetti ai vari servizi, negli anni successivi il borgo è stato oggetto di numerosi interventi di manutenzione straordinaria per la riparazione dei danni bellici e per la sostituzione dei materiali strutturali di scarsa qualità e nel 2010 venne anche presentato, presso l’assessorato regionale ai Beni culturali e alla Identità siciliana, il progetto esecutivo per trasformare il borgo Domenico Borzellino in un polo turistico e culturale a servizio dell’intero comprensorio.

Il progetto, approvato definitivamente dai competenti organi dell'amministrazione, prevedeva lo stanziamento di un importo di circa 5 milioni di euro per il recupero degli edifici e degli spazi esterni che sarebbero dovuti essere così riqualificati e destinati a realizzare un cineforum, un teatro e spazi musicali ed espositivi, ma nonostante il "via libera" istituzionale il borgo rimane ad oggi ancora abbandonato a se stesso.

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