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Giornata di vento (e fuoco) a Palermo: dagli alberi agli incendi, 24 ore da dimenticare

Tra vento e fuoco si salvi chi può: quella di ieri (12 febbraio) è stata una delle giornate dove si sono registrate più raffiche di vento a Palermo e la città ne ha risentito

Balarm
La redazione
  • 13 febbraio 2026

Tra vento e fuoco si salvi chi può. Quella di ieri (12 febbraio) è stata una delle giornate dove si sono registrate più raffiche di vento a Palermo e la città ne ha risentito tantissimo, tra alberi pericolanti o addirittura caduti che hanno bloccato il transito dei veicoli per le strade. Tra questi, come si può già notare dagli scatti, si trova a piazza Noce ed è stato più volte segnalato il pericolo da Salvatore Altadonna e proprio ieri è crollato.

Già la mattinata era iniziata non nel migliore dei modi: in via Porta Palermo, a Borgetto, un grosso albero di pino si è abbattuto sulla stazione di servizio Q8 situata lungo la strada. L'albero è crollato investendo in pieno la pensilina del distributore.

L'impatto è stato devastante: gran parte della copertura del rifornimento è stata distrutta, con lamiere piegate e detriti finiti sulle colonnine di erogazione. Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco, che hanno avviato le procedure di messa in sicurezza dell'area.

A rendere noto quanto, invece, sta accadendo nelle strade provinciali è anche il comitato "Insieme per Boccadifalco" denuncia la presenza di un albero su strada SP 57 che questa mattina (13 febbraio) sta occupando la carreggiata per salire, mentre in via De Pineto sempre a Boccadifalco continuano a cadere alberi e col maltempo la situazione non può che peggiorare.

Ieri una strada sempre nella stessa zona è rimasta bloccata sempre per un albero caduto, ma fortunatamente sono intervenuti sul posto i vigili del fuoco che hanno rimosso tutto.

È crollata anche la copertura in calcestruzzo del villaggio dei pescatori ad Aspra. Non ci sono stati feriti, ma la struttura è inagibile. Mentre sempre a Palermo un palo dell’illuminazione in via Teocrito, ne quartiere Zisa è finito su un’auto parcheggiata che è stata pesantemente danneggiata.

Ma d'altronde, i dati dell'associazione MeteoPalermo Onlus, Sias e Aeronautica Militare lasciano poco spazio al dubbio: sono state registrate raffiche di vento fino alle 19.00 estremamente intense. Nel dettaglio a Palermo-Boccadifalco 101 km/h, Palermo-Rocca C.Calatafimi 97 km/h, Palermo-Via Morello 84 km/h, Prizzi 108 km/h, Carini 90 km/h, Castelbuono 87 km/h, Monreale 86 km/h.

La giornata di giovedì non si è conclusa nel migliore dei modi e l'incendio che si è verificato a Brancaccio ha creato non pochi disagi e timore tra i cittadini e residenti e di certo non ha reso la giornata più semplice.

L'edificio in questione è quello dell'ex Irsap, un archivio comunale in disuso in via Pecoraino e nelle ultime 24 ore, a causa del maltempo e delle forti raffiche di vento, il personale dei vigili del fuoco di Palermo ha effettuato 132 interventi, ma ne rimangono ancora una trentina in attesa di essere espletati.

Ieri alle 17.15 circa, numerose squadre sono state impegnate per un incendio che ha interessato un edificio a Palermo in via Pecorino. L'intervento è proseguito per tutta la notte ed sono tutt'ora in corso le operazione di bonifica e le cause dell'incendio sono in fase di accertamento.

«Da tempo - dice il deputato Luigi Sunseri - denuncio pubblicamente lo stato di degrado in cui versava questo bene immobiliare di rilevante valore economico e strategico per il territorio palermitano. Ho più volte segnalato le condizioni di abbandono, gli atti vandalici, le intrusioni e i ripetuti incendi che nel corso degli anni hanno progressivamente compromesso la struttura, senza che venissero adottate misure concrete di tutela, recupero o valorizzazione.

Sia il governo Musumeci che il governo Schifani non hanno messo in campo alcuna iniziativa seria per il recupero dell’immobile, né tantomeno un progetto per metterlo a reddito e trasformarlo in una risorsa.

Quello che oggi vediamo è la plastica dimostrazione dell’incapacità della Regione di gestire e salvaguardare il proprio patrimonio immobiliare, persino quando si tratta di beni di altissimo valore strategico. Un bene pubblico, anziché essere riqualificato e destinato a finalità produttive o sociali, è stato lasciato marcire fino alla sua completa distruzione.

A ciò si aggiunge – continua Sunseri - un ulteriore elemento di estrema gravità: ASI in liquidazione ha citato in giudizio la Regione per il mancato pagamento delle somme dovute, necessarie ad assolvere gli impegni nei confronti della massa dei creditori. Una vicenda che evidenzia non solo criticità gestionali, ma anche un quadro amministrativo e finanziario opaco che ha ulteriormente aggravato la situazione patrimoniale dell’ente e dei suoi beni.

È inaccettabile – conclude il parlamentare M5S - che un immobile pubblico finisca così, dopo anni di segnalazioni rimaste inascoltate. Questa vicenda non è solo la storia di un edificio andato in fumo: è il simbolo di una gestione inefficiente che priva il territorio di opportunità di sviluppo e di risorse economiche. Chiedo che si faccia piena chiarezza sulle responsabilità e che venga finalmente avviata una ricognizione seria sullo stato del patrimonio immobiliare regionale, affinché episodi come questo non si ripetano. Il tempo delle omissioni è finito. I cittadini meritano trasparenza, responsabilità e una gestione seria dei beni pubblici».
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