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Gran Gala e convegni per il "made in Sicily": l'Euro Toques tra food e grandi ospiti

Si è svolto a Palermo il primo Congresso Regionale Sicilia di Euro-Toques: giornata dedicata al cibo di qualità e alla tutela delle materie prime Made in Sicily

  • 19 gennaio 2019

Si è svolto a Palermo il "1° Congresso Regionale Sicilia di Euro–Toques, una giornata dedicata al cibo di qualità e alla tutela delle materie prime Made in Sicily" che ha visto partecipi ed impegnati illustri chef soci dell’associazione nonché personalità del settore.

Euro-Toques International è nata negli anni Ottanta su iniziativa dei grandissimi chef Paul Bocuse e Pierre Romeyer che coinvolsero altri colleghi del loro calibro come Gualtiero Marchesi e tanti altri europei.

L’associazione, che ha come primo obiettivo la difesa della qualità degli alimenti in ogni nazione, ottenne il riconoscimento della Comunità Europea.

Per quei quattro che non ne conoscono il significato, la toque è il copricapo alto bianco simbolo del cuoco.

Gualtiero Marchesi fondò, essendone presidente per tanti anni, Euro-Toques Italia, che oggi è presieduta da Enrico Derflingher che è a capo anche dell’International, che vanta come soci i più importanti cuochi italiani.

A settembre è stato nominato delegato Sicilia Giovanni Porretto che subito si è messo in opera portando gli iscritti a 37 e specialmente ideando e organizzando il 1° Congresso Sicilia.

Il Congresso si è svolto il 14 gennaio in due momenti di grande interesse: la mattina con il convegno dal nome "Euro-Toques: identità, qualità, responsabilità contro la cucina di massa per la salvaguardia dei prodotti e del gusto", la sera con il Gran Galà Euro-Toques una memorabile cena in piedi a villa Boscogrande con 28 associati che hanno preparato in diretta sette antipasti, sette primi, sette secondi, sette dessert.

La cena ha messo in rilievo, se mai ce ne fosse stato bisogno, la professionalità, la bravura e la passione dei cuochi siciliani che con un’interpretazione artistica e di classe hanno fatto gustare cosa possa diventare la cucina siciliana e cosa possano rappresentare i suoi piatti utilizzando la nostra materia prima di eccellenza.

Ora vi raccontiamo del convegno che si è tenuto nella splendida Sala Gialla del Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, il cui presidente Gianfranco Miccichè non è mancato a porgere i saluti.

Ha moderato la giornalista Federica Terrana ed ha aperto i lavori il presidente Enrico Derflingher che è stato brevissimo lasciando spazio ai relatori sottolineando: «La nostra è l’unica associazione che può vantare la presenza di tutti i tristellati Michelin italiani».

Ha preso la parola un emozionatissimo Giovanni Porretto, neo delegato Sicilia, che ha fortemente voluto, solo a pochi mesi dalla sua elezione, questo primo Congresso per dare giusta visibilità ed ulteriore entusiasmo agli iscritti della seconda regione dopo la Lombardia.

«Il Congresso si sviluppa su 2 punti: il primo per far crescere l’Associazione regionale aumentandone gli iscritti che attualmente sono 37 con ben 15 nuovi tra cui 2 donne, il secondo, più importante ed impegnativo, per diffondere il concetto di educazione alimentare favorendo una rete che connetta cuochi e produttori per un’alleanza contro il cibo spazzatura, specialmente quello che viene dall’estero» ha concluso sottolineando la superiorità della cucina italiana che si fa forte di una grande diversità regionale.

Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola, media partner di Euro-Toques (E-T) ha presentato la prima Guida dell’Associazione, che è già disponibile gratuitamente nella versione online.

«Questa Guida si differenzia da tutte le altre, non troverete giudizi né valutazioni – ha espresso Lupini – interpretando che E-T costituisce prima di tutto un gruppo di persone più che di cuochi per cui essa si presenta come una raccolta di 242 schede personali, una per ogni iscritto, di cui 22 donne, mancando solo chi non ha risposto e chi si è iscritto quando la guida era già in stampa».

«Così troverete un profilo, anche in inglese, della persona con una foto sua e un’altra di un suo piatto rappresentativo, oltre a riportare le indicazioni della sua attuale attività - continua - È stato un duro lavoro che ha impegnato tutta la redazione di Italia a Tavola, consapevole dell’importanza di questo ulteriore impegno». Ha concluso augurandosi che i cuochi siano professionisti in cucina e non star-chef della Tv, una categoria che spesso distorce lo spessore e l’impegno del vero cuoco.

Maurizio Urso, vicepresidente nazionale E-T ha invece detto che «La Sicilia ha grande rilievo nella storia gastronomica con i suoi meravigliosi prodotti, il clima, la terra, le persone».

«La tradizione - ha aggiunto - ha un’enorme importanza e ben si sta facendo rivalutandone le storiche pietanze servendosi anche della moderna tecnologia che alleggerisce i piatti più complessi e robusti. Dovremo educare il consumatore che deve meglio scegliere la provenienza e la salubrità di ciò che mangia affinchè non si meravigli che il cibo buono può essere più caro».

Sergio Mangano presidente dell’Associazione Piera Cutino che si occupa di assistenza e di ricerca contro la talassemia ha ringraziato perché il netto ricavato della cena di gala sarà devoluto all’associazione. Ricerca che ha permesso una migliore qualità e lunghezza di vita agli affetti da questa malattia endemica mediterranea.

Con le sue solite verve e comunicatività ha poi preso la parola Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento della pesca mediterranea della Regione Siciliana.

«Agricoltori, pescatori, cuochi sono i personaggi e gli interpreti di un’alimentazione sana e buona. La biodiversità da record della Sicilia non è dovuta solo alla sua complessità fitoclimatica ma deve tanto all’infinità di popoli e civiltà che vi hanno transitato o governato, se inizialmente la Sicilia era abitata da Sicani, Siculi ed Elimi, poi arrivarono Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Arabi, Svevi, Normanni, Angioini, Aragonesi Austriaci, Borboni, Piemontesi e infine con Garibaldi gli Italiani! Record di diversità nelle uve, nelle olive e nei grani antichi che finalmente oggi si rivalutano per le qualità che sanno donare alle loro farine in termini di gusto e profumi ma specialmente per salubrità in quanto stanno diventando il vero ostacolo all’introduzione dei glifosati di cui spesso sono carichi i grani stranieri. In ciò grandissimo merito bisogna dare alla ristorazione che immediatamente ha compreso l’importanza di questo ancestrale alimento».

Maurizio Lunetta direttore del Consorzio Doc Sicilia ha espresso l’orgoglio per la strada che ha percorso il Consorzio nei pochi anni di vita tanto da essere tra i primi 5 per numero di bottiglie.

«Ci stiamo dedicando a sviluppare una maggiore visibilità della Sicilia del vino all’estero e contemporaneamente stiamo cercando di reintrodurre le varietà neglette o sparite che sicuramente potranno arricchire il panorama di biodiversità dell’Isola».

Nicola Francesca, docente di tecnologie alimentari presso l’Università di Palermo ha dimostrato con un pizzico di sana fantasia che il semplice “Pane Cunzato” fatto di pane di grano duro, olio evo, pomodoro, olive, alici salate, formaggio, origano, oggi potrebbe simbolicamente rappresentare per la moderna ricerca un valore assoluto pari ad un milione di euro, cioè si potrebbe spendere tale cifra in ricerca per lo studio e la sperimentazione per ogni suo ingrediente.

Hanno completato gli interventi: Leonardo Gambino, dirigente medico dell’Ambulatorio per i disturbi alimentari dell’Ospedale Cervello di Palermo, Gaetano Basile storico e scrittore di costume e cucina, Filippo Amodeo, amministratore dell’azienda conserviera ittica Nino Castiglione che tra l’altro ha comunicato, con la conferma da parte di Dario Cartabellotta, che finalmente Favignana riavrà la sua funzionante tonnara fissa, Lucia Ievolella, Vito Pecoraro, Patrizia Roccamatisi dirigenti rispettivamente degli IPSSAR Cascino, Piazza e dell’IISS Danilo Dolci, a sottolineare l’importanza dell’istruzione e dell’educazione dei giovani, futuri consumatori ed attori della ristorazione.

Ha concluso Alberto Lupini insistendo sul filo conduttore dell’attività che il cuoco deve rispettare: Qualità e Salubrità, due fattori che però non devono essere appannaggio solo di chi cucina bensì anche da parte delle Regioni, degli istituti alberghieri, dei consumatori, insomma devono costituire l’obiettivo strategico di tutto il Paese.

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