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I Beni culturali in Sicilia sono un "patrimonio degli equivoci": il libro di Antonio Gerbino

È un libro scritto a quattro mani, un'inchiesta che documenta come in quarant'anni le condizioni dei beni culturali siciliani siano diventate sempre più allarmanti

Balarm
La redazione
  • 30 giugno 2018

Chiesa di Santa Chiara a Palermo

Un cammino fatto di parole e notizie, che pagina dopo pagina documenta le gravissime condizioni in cui versa il patrimonio culturale della Sicilia: è "Il patrimonio degli equivoci - Allarme beni culturali in Sicilia", edito da Torri del Vento.

Scritto a quattro mani dal giornalista Antonio Gerbino e dall'architetto Francesco Santalucia, il libro si propone come una rigorosa e documentata ricostruzione d'inchiesta, che nell'arco di 334 pagine indaga quarant'anni di storia.

Proprio quarant’anni fa, infatti, lo Stato trasferì alla Regione Siciliana i poteri in materia di beni culturali. I due autori si sono impegnati ad analizzare la spesa e le ragioni del degrado, applicando ogni mutamento al momento politico e al continuo dietrofront che tanto spesso caratterizza gli "impegni" siciliani.

Basti pensare che il passaggio di poteri avvenne per dare ai cittadini la possibilità di partecipare democraticamente alla gestione dei beni. Eppure, stando alle analisi dei due autori, la Regione ha inibito il nascere di veri canali di partecipazione.

Così, quando le risorse finanziarie sono venute meno per effetto della crisi, è stato inevitabile vedere il sistema, già precario, accartocciarsi e bloccare anche le prospettive di lavoro di tanti giovani qualificati.

Per mezzo dell'analisi approfondita, i due autori sono giunti alla conclusione che adesso c'è solo un modo per "riscattarsi": restituire il patrimonio culturale a un uso sociale, educativo, creativo per mezzo di istituzioni inclusive, reti innovative di partecipazione politica e sociale capaci di far crescere una nuova classe dirigente.

Il volume pubblica anche una ricerca inedita curata da Pietro Vento, Direttore dell'Istituto Demopolis, dalla quale emerge che solo poco più di quattro cittadini siciliani su dieci promuovono la gestione dei beni culturali negli ultimi anni e che oltre un terzo vorrebbe che una gestione più efficiente e innovativa dei beni culturali fosse al centro dell’agenda del nuovo Governo della Regione Siciliana.

Il libro è acquistabile sul sito web della casa editrice, su tutte le principali piattaforme di vendita e nelle librerie palermitane. Il costo di copertina è di 17 euro.

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