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I segreti di piazza Sant'Anna a Palermo tra antiche confraternite e palazzi dimenticati

È incredibile quanto Palermo riesca a riservare delle sorprese inaspettate: dovei si estendeva l'antico mercato dei Lattarini c'è palazzo Reggio Principe di Campofiorito

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 30 gennaio 2019

È incredibile quanto Palermo riesca a riservare delle sorprese inaspettate. In piazza Sant'Anna, nella zona in cui si estendeva l'antico mercato dei Lattarini, si trova il cinquecentesco palazzo Reggio Principe di Campofiorito.

Appartenne prima a don Blasco Barresi, pretore di Palermo e successivamente alla famiglia Reggio e Branciforte, principi di Campofiorito.

Dall'aspetto della facciata, rimaneggiata in epoche successive alla sua edificazione, nulla lascerebbe trasparire che questo palazzo conservi un elegante scalone interno, a memoria della sua antica sontuosità.

Percorrendo la scala si può perfino ammirare una notevole edicola della Madonna. L'uso della realizzazione di edicole della Vergine nei palazzi, protrattosi fino agli anni Sessanta del secolo scorso, era una sorta di ringraziamento a Maria Santissima per lo scampato rischio di incidenti durante la costruzione dell'edificio.

Questo luogo all'epoca era conosciuto come "Piano della Misericordia", per via della presenza della chiesa, appunto, di Sant'Anna la Misericordia.

Ed ancor prima che il palazzo venisse eretto, qui sorse la sede della Confraternita dei Santi Innocenti Martiri, trasformando un magazzino in una chiesetta.

La Confraternita era stata fondata nel 1606 dalla Maestranza dei Mulattieri, sotto il patrocinio dei Santi Innocenti Martiri.

Occorre ricordare che si trattava di un'epoca in cui le confraternite e le congregazioni, ciascuna di esse con uno o più santi protettori prescelti, erano piuttosto fiorenti e sorgevano in relazione ai mestieri esercitati dai loro affiliati.

Come, ad esempio, quelle famose degli Argentieri o dei Fornai. Diversi anni dopo le vicende della Confraternita si complicarono.

Non potendo affrontare le spese per concludere l'edificazione della loro chiesa, i confrati la cedettero alla Congregazione di San Filippo d'Agirò dei Vermicellai, produttori del noto formato di pasta alimentare denominato "vermicelli".

L'accordo della cessione della chiesa dei Santi Innocenti Martiri si concluse nel 1626 con alcune clausole.

Una di esse prevedeva la celebrazione della festa dei protettori della Confraternita. Mentre un'altra il titolo dei Santi Innocenti Martiri ad una delle due cappelle, con destinazione della stessa alla sepoltura dei confrati.

In seguito, nel 1640, la chiesa venne assorbita dalla costruzione del palazzo Reggio di Campofiorito, costringendo la Maestranza dei Vermicellai a trasferirsi in una nuova chiesa nel rione Albergheria.

Invece della Confraternita dei Santi Innocenti non si ebbe più notizia. Ritornando alla storia del palazzo, in tempi più recenti fu utilizzato per un lungo periodo come deposito di merci. Attualmente al piano terra si trova un'attività artigianale.

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