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Idrolitina, Frizzina, Cristallina e le altre: rinfrescarsi (e digerire) nella Sicilia anni 60

Sono le "cugine" del famoso Autista palermitano, una di quelle certezze casalinghe che non poteva mancare in casa e anche un rito familiare alla fine di ogni pranzo o cena

Federica Cortegiani
Giornalista pubblicista
  • 4 febbraio 2022

Uno status symbol degli anni Sessanta. Una di quelle certezze casalinghe che non poteva mancare nelle case degli italiani. Un rito familiare che coinvolgeva i bambini alla fine di ogni pranzo e di ogni cena.

Grazie a una foto ricordo pubblicata da Daniela Verduci nell’attivissimo gruppo Facebook Palermo Storica, proviamo a far rivivere, con un pizzico di nostalgia, un'abitudine che ha caratterizzato l’infanzia dei nostri genitori e l’età adulta dei nostri nonni.

E, perché no, approfittiamo dell'imput arrivato dai social per far conoscere alle nuove generazioni un'usanza quasi perduta che ha preceduto i tempi delle attuali bevande gassose e dissetanti dei più famosi marchi.

Stiamo parlando dell’Idrolitina, l’acqua frizzante da fare in casa talmente famosa e utilizzata dagli anni Sessanta agli anni Ottanta da aver avuto persino l’onore di essere citata da Franco Battiato in un brano del 1983. «Dammi un po’ di vino, con l’idrolitina», cantava il cantautore siciliano nella sua "Zone depresse", la canzone che faceva parte dell’album "Orizzonti perduti".
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In effetti basta una breve ricerca sul web per rendersi conto di quanto fosse diffusa questa miscela di polveri e di come la sua preparazione rappresentava per quella generazione un vero e proprio rituale quotidiano, fatto di gioia e di condivisione.

Un rituale che si consumava anche nelle famiglie siciliane dove, dopo ogni pranzo e ogni cena, specialmente nelle caldi estate, non poteva mai mancare il momento "frizzante" e quella corsa tra i fratelli per aiutare il papà o la mamma a preparare la speciale miscela di acqua e polveri.

Possiamo considerare l'Idrolitina una sorta di "cugina" del famoso Autista palermitano, il digestivo "ruttativo" come lo ha definito Gaetano Basile, nato per dare sollievo agli autisti delle linee dei pullman degli anni '30 e diventato poi una bevanda alla moda tra i giovani rampolli della Palermo bene degli anni '70.

Dalle stesse finalità digestive, ma dalla diversa preparazione era appunto l’Idrolitina che altro non era che una miscela di bicarbonato di sodi, acido malico acido tartarico, tutti in polvere, che al contatto con l’acqua la rendeva immediatamente effervescente e rinfrescante.

Sbarcata sul mercato italiano nel 1901, l’Idrolitina ancora oggi è prodotta a Bologna dallo storico stabilimento Gazzoni, ideatore anche della famosa filastrocca che compariva sulla scatola: «Diceva l'oste al vino: "tu mi diventi vecchio, ti voglio maritare con l'acqua del mio secchio", rispose il vino all'oste "fai le pubblicazioni, sposo l'Idrolitina del cavalier Gazzoni!"».

Ma l'Idrolitina non era l'unica acqua frizzante di quei tempi. Accanto ad essa, negli anni, sono comparsi infatti tanti altri prodotti simili di altre aziende altrettanto famose e con marchi differenti.

Ecco quindi che tra i ricordi che si susseguono sul gruppo Facebook compare l'acqua Idriz, per alcuni vera antesignana della Cristallina, altro marchio molto conosciuto della Ferrero che qualcuno ricorda così: «I pulmini della Ferrero posteggiavano in piazza Spinuzza, di fronte il Teatro Massimo, e scaricavano le scatole di Cristallina».

Assieme all'Idrolitina, c'erano poi gli altri marchi sorelle come la Salatina M.A., la Regina e tante altre polveri per uso alimentare da aggiungere all'acqua per renderla frizzante. Impossibile poi non ricordare l'aranciata liofilizzata in bustine e lo Zammù, il mitico anice Tutone.

Ma ciò che maggiormente lega il lungo filo rosso dei ricordi è la sua preparazione, da tutti descritta come un rituale.

«Si faceva a gara chi doveva versarla nella bottiglia», ricorda Antonina. «Piaceva al mio papà, e il compito di versarla dentro la bottiglia con l'acqua "liscia" era mio – aggiunge Eugenia - Era un rito di ogni pranzo e cena».

Prepararla era semplice, ma come spiega Castrenze: «Bisognava eseguire bene il procedimento, altrimenti il risultato non sarebbe stato buono. Occorreva rispettare l'ordine di versamento delle due bustine (poi diventate una nei nuovi prodotti), e agitare bene la bottiglia». Bastava poi attendere qualche minuto et voilà, l’acqua frizzante era pronta per essere gustata.

A spiegarne la preparazione era anche il famoso "signor Pietro", il personaggio interpretato dal cantante napoletano Aurelio Fiero che negli spot di Carosello del 1959 pronunciava la frase: «È arrivato stamattina, è arrivato coi milioni del concorso Idrolitina».
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