Il luogo sacro a cielo aperto in Sicilia: quel tocco di Spagna nella Processione dei Misteri
I portatori "annacano" tutta la notte senza riposo, sembrano in trance, entrati in un tempo sospeso, come la popolazione che li aspetta e li segue in silenzio
I misteri di Trapani (foto tratta dalla pagina Facebook "I Misteri di Trapani")
Il venerdì prima di Pasqua non è un giorno come gli altri a Trapani. Si stendono drappi damascati alle finestre, si portano candele e fiori, e gli immancabili fazzoletti per asciugare le lacrime, per un rito collettivo di dolore espiazione e speranza. Le varie bande intonano marce funebri, mentre la marcia è lenta, oscillante, ”l’annacata” (dal movimento della culla, naca in siciliano).
Le ciaccole, un antico strumento che assomiglia come suono alle nacchere, puntualizzano i momenti, scandendo i tempi dei portatori che così sanno quando sollevare e abbassare la Vara. È un rito che va oltre il momento religioso, i Trapanesi con la Processione dei Misteri si uniscono, chi è lontano torna a casa proprio per l’occasione; è una meditazione di gruppo in cui si ritrova unione e identità in questo che è giustamente considerato in uno dei riti pasquali più suggestivi e anche dei più lunghi e faticosi dell’area del Mediterraneo.
Per 24 ore le varie Maestranze della città, i ceti, porteranno sulle spalle delle sculture che rappresentano i momenti della passione di Cristo. Sono autentici tableaux a grandezza naturale che mettono insiemi i Vangeli canonici e tradizioni apocrife. Sono 18 scene, con vari personaggi, più due statue quella della Vara del Cristo morto e quella dell’Addolorata. Realizzate intorno al 1600, assomigliano alle statue lignee di Siviglia e delle chiese Andaluse.
Con un certo vanto mi dice la mia guida Bartolo, che probabilmente il legame è forte e che esiste una dipendenza, affermando che sia stata Trapani a trasmettere quest’arte Religiosa Barocca alla Spagna, attraverso i Borbone. I due stili effettivamente si somigliano molto. Assolutamente realistici i corpi e i visi ritratti, resi con assoluta perizia, Bartolo dice che i modelli furono gli stessi Trapanesi, c’è persino il Vice Boia dei Borbone, che in una scena interpreta la parte del fustigatore di Gesù.
La data di inizio di questa Sacra Rappresentazione non è certa, ma si conosce la data dell’atto notorio di concessione ai lavoratori giornalieri ai “poveri jurnaleri”, del gruppo di Ascesa al Calvario, era il 20 aprile 1612, all’inizio furono 6, gli altri gruppi furono terminati nel 1772. Nel corso degli anni poi venne affidata alle corporazioni artigiane, le maestranze, dalle quali nel 1974, nacque l’Unione Maestranze. La Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, una bella Chiesa barocca del 1688, ospita questi gruppi, anche se quest’anno a causa dei lavori di ristrutturazione, saranno trasferiti alla Chiesa del Collegio dei Gesuiti.
Questa manifestazione ha un preludio martedì e mercoledì Santo con la Processione delle Pietà, due quadri incastonati su due vare portate in spalla per le vie della città. Il martedì esce la Madre Pietà dei Massari, (i massari erano i facchini del porto). La vara fu custodita fino al 1934 da una delle famiglie del Piano di San Rocco. Intensa ricca di sentimento, culmina in una cappella in Piazza Lucatelli dove l’immagine viene vegliata per tutta la notte dalle donne. Il Mercoledì Santo, è il turno della Pietà del Popolo. Un quadro del '600, gestito attualmente dal ceto dei fruttivendoli mentre originariamente era curata dalla compagnia di Sant’Anna. Si narra che durante la guerra, veniva portata in processione dalle mogli degli uomini impegnati nel conflitto.
Torniamo ai Misteri, i gruppi scultorei realizzati da artisti trapanesi, hanno una speciale tecnica di realizzazione: la struttura è in legno di cipresso, scelto apposta perché non soggetto ai tarli, questo viene poi ricoperto da sughero, l’imbottitura si avvale di colla di coniglio, ottenuta con la bollitura di ossa, pelle e interiora dell’animale, sino allo sfaldamento completo. In questa colla vengono messi dei sacchi di tela, che verranno poi modellati ancora caldi sulla struttura dando plasticità, alla fine la stoffa sarà colorata e impreziosita con ornamenti e coperture argentee. La processione partirà venerdì 3 aprile 2026 alle ore 14.00, subito dopo il rito della Discesa dalla Croce e durerà per l’intera notte fino al rientro previsto alle 08.30 del mattino successivo, quando i Massari entreranno e usciranno dalla Chiesa fino a che la musica non finirà, poi verrà chiuso il portone “in attesa della Pasqua”.
Le scene rappresentate seguono lo stesso ordine da sempre la prima che apre è “la Separazione” ed è affidata agli Orologiai: il Cristo si separa dalla Madre, con loro c’è San Giovanni, momento che non figura nei Vangeli, si nota che la Madonna tiene una mano sulla spalla del Cristo come a dire “è ora di andare” L’ultimo è quello dei Salinai con il trasporto su un telo del Cristo morto.
Tra questi due si susseguono tutti gli altri secondo le stazioni della Via Crucis con qualche aggiunta e particolarità come la “caduta nel Cedron” affidata alla maestranza dei Naviganti. In questa rappresentazione, Gesù inciampa sul fiume Cedron prima di essere condotto al Sinedrio. Tra Lavande dei piedi, Getsemani, Arresto, Gesù con Hanna, Erode, Flagellazione e tutte le altre, rimane impressa quella della” Negazione” affidata a Barbieri e Parrucchieri, momento in cui Pietro rinnega per la 3° volta Cristo, sul volto dell’Apostolo è presente una lacrima.
Ogni carro ha all’interno il simbolo della Maestranza, i Salinai ad esempio hanno un piccolo mulino a vento in argento, riproduzione di quelli presenti alle Saline. I portatori annacano tutta la notte senza riposo, sembrano in trance, entrati in un tempo sospeso, come la popolazione che li aspetta e li segue in silenzio, lasciando che le emozioni prendano il sopravvento insieme alle preghiere di affidamento. È il dolore dell’Umanità quello che segue questa rievocazione, è quel “misterioso” passaggio (Pasqua significa questo) dalla Vita alla Morte e di nuovo e per sempre alla Vita, che qui avviene attraverso i quartieri di una città che diventa un luogo sacro a cielo aperto.
Le ciaccole, un antico strumento che assomiglia come suono alle nacchere, puntualizzano i momenti, scandendo i tempi dei portatori che così sanno quando sollevare e abbassare la Vara. È un rito che va oltre il momento religioso, i Trapanesi con la Processione dei Misteri si uniscono, chi è lontano torna a casa proprio per l’occasione; è una meditazione di gruppo in cui si ritrova unione e identità in questo che è giustamente considerato in uno dei riti pasquali più suggestivi e anche dei più lunghi e faticosi dell’area del Mediterraneo.
Per 24 ore le varie Maestranze della città, i ceti, porteranno sulle spalle delle sculture che rappresentano i momenti della passione di Cristo. Sono autentici tableaux a grandezza naturale che mettono insiemi i Vangeli canonici e tradizioni apocrife. Sono 18 scene, con vari personaggi, più due statue quella della Vara del Cristo morto e quella dell’Addolorata. Realizzate intorno al 1600, assomigliano alle statue lignee di Siviglia e delle chiese Andaluse.
Con un certo vanto mi dice la mia guida Bartolo, che probabilmente il legame è forte e che esiste una dipendenza, affermando che sia stata Trapani a trasmettere quest’arte Religiosa Barocca alla Spagna, attraverso i Borbone. I due stili effettivamente si somigliano molto. Assolutamente realistici i corpi e i visi ritratti, resi con assoluta perizia, Bartolo dice che i modelli furono gli stessi Trapanesi, c’è persino il Vice Boia dei Borbone, che in una scena interpreta la parte del fustigatore di Gesù.
La data di inizio di questa Sacra Rappresentazione non è certa, ma si conosce la data dell’atto notorio di concessione ai lavoratori giornalieri ai “poveri jurnaleri”, del gruppo di Ascesa al Calvario, era il 20 aprile 1612, all’inizio furono 6, gli altri gruppi furono terminati nel 1772. Nel corso degli anni poi venne affidata alle corporazioni artigiane, le maestranze, dalle quali nel 1974, nacque l’Unione Maestranze. La Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, una bella Chiesa barocca del 1688, ospita questi gruppi, anche se quest’anno a causa dei lavori di ristrutturazione, saranno trasferiti alla Chiesa del Collegio dei Gesuiti.
Questa manifestazione ha un preludio martedì e mercoledì Santo con la Processione delle Pietà, due quadri incastonati su due vare portate in spalla per le vie della città. Il martedì esce la Madre Pietà dei Massari, (i massari erano i facchini del porto). La vara fu custodita fino al 1934 da una delle famiglie del Piano di San Rocco. Intensa ricca di sentimento, culmina in una cappella in Piazza Lucatelli dove l’immagine viene vegliata per tutta la notte dalle donne. Il Mercoledì Santo, è il turno della Pietà del Popolo. Un quadro del '600, gestito attualmente dal ceto dei fruttivendoli mentre originariamente era curata dalla compagnia di Sant’Anna. Si narra che durante la guerra, veniva portata in processione dalle mogli degli uomini impegnati nel conflitto.
Torniamo ai Misteri, i gruppi scultorei realizzati da artisti trapanesi, hanno una speciale tecnica di realizzazione: la struttura è in legno di cipresso, scelto apposta perché non soggetto ai tarli, questo viene poi ricoperto da sughero, l’imbottitura si avvale di colla di coniglio, ottenuta con la bollitura di ossa, pelle e interiora dell’animale, sino allo sfaldamento completo. In questa colla vengono messi dei sacchi di tela, che verranno poi modellati ancora caldi sulla struttura dando plasticità, alla fine la stoffa sarà colorata e impreziosita con ornamenti e coperture argentee. La processione partirà venerdì 3 aprile 2026 alle ore 14.00, subito dopo il rito della Discesa dalla Croce e durerà per l’intera notte fino al rientro previsto alle 08.30 del mattino successivo, quando i Massari entreranno e usciranno dalla Chiesa fino a che la musica non finirà, poi verrà chiuso il portone “in attesa della Pasqua”.
Le scene rappresentate seguono lo stesso ordine da sempre la prima che apre è “la Separazione” ed è affidata agli Orologiai: il Cristo si separa dalla Madre, con loro c’è San Giovanni, momento che non figura nei Vangeli, si nota che la Madonna tiene una mano sulla spalla del Cristo come a dire “è ora di andare” L’ultimo è quello dei Salinai con il trasporto su un telo del Cristo morto.
Tra questi due si susseguono tutti gli altri secondo le stazioni della Via Crucis con qualche aggiunta e particolarità come la “caduta nel Cedron” affidata alla maestranza dei Naviganti. In questa rappresentazione, Gesù inciampa sul fiume Cedron prima di essere condotto al Sinedrio. Tra Lavande dei piedi, Getsemani, Arresto, Gesù con Hanna, Erode, Flagellazione e tutte le altre, rimane impressa quella della” Negazione” affidata a Barbieri e Parrucchieri, momento in cui Pietro rinnega per la 3° volta Cristo, sul volto dell’Apostolo è presente una lacrima.
Ogni carro ha all’interno il simbolo della Maestranza, i Salinai ad esempio hanno un piccolo mulino a vento in argento, riproduzione di quelli presenti alle Saline. I portatori annacano tutta la notte senza riposo, sembrano in trance, entrati in un tempo sospeso, come la popolazione che li aspetta e li segue in silenzio, lasciando che le emozioni prendano il sopravvento insieme alle preghiere di affidamento. È il dolore dell’Umanità quello che segue questa rievocazione, è quel “misterioso” passaggio (Pasqua significa questo) dalla Vita alla Morte e di nuovo e per sempre alla Vita, che qui avviene attraverso i quartieri di una città che diventa un luogo sacro a cielo aperto.
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