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Il mistero dei "Link" a Palermo: che fine hanno fatto i monopattini elettrici più usati

Vi sarete sicuramente accorti che da qualche settimana in giro per la città non ci sono più i famosi monopattini gialli. Che fine hanno fatto: ecco cosa succede

Anna Brisciano
Collaboratrice
  • 3 gennaio 2024

Un monopattino Link

A Palermo si prova a mettere ordine tra lo scompiglio causato dal numero eccessivo di monopattini elettrici che si muovono per la città ma qualcosa non funziona.

Dopo il periodo di sperimentazione, il Comune ha provato a regolamentare il settore, modificando le linee guida per affidare il servizio di sharing a soli tre operatori.

A settembre è stata quindi stilata una graduatoria definitiva che vedeva vincitrici le tre aziende Link, Bird e Helbiz. Lo scopo era appunto ridimensionare la quantità dei piccoli mezzi che circolano in città, riducendola ad un numero che va dai 3000 ai 4000 monopattini.

Ad occuparsi dell’arduo compito la commissione composta da Sergio Maneri, dirigente del servizio Mobilità urbana, dall'ingegnere Roberto Biondo e dall'architetto Silvana Chirco.

Le restanti aziende che hanno aderito alla gara - Voi, Dott, Lime, Tier, Bit, Ridemovi e Bolt -, avrebbero dovuto cessare il loro servizio dopo i dieci giorni di ultimatum dati dal Comune di Palermo. Ma così non è stato.
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Scaricando alcune delle app d’interesse per l’affitto dei monopattini elettrici, il servizio delle società sopra citate risulta ancora attivo: i mezzi in questione ancora in circolazione risultano essere migliaia e, a detta di chi li usa, malfunzionanti e i conseguenti servizi a pagamento cari.

A dare una spiegazione l’assessore al Centro Storico, con delega alla Mobilità, Maurizio Carta, che afferma: «Una delle aziende escluse dall’amministrazione ha fatto ricorso e dobbiamo aspettare l’esito prima poter procedere alla chiusura della procedura».

Dunque, la gara è bloccata e tutto resta fermo.

Intanto i palermitani, che ormai utilizzano i mezzi a due ruote quotidianamente, si ritrovano a dover aderire ad offerte sempre meno convenienti e a utilizzare monopattini sottoposti a scarsa manutenzione o che andrebbero sostituiti. Queste le conseguenze in un limbo di incertezze che sta colpendo le società.

Un caso curioso, invece, riguarda l’azienda Link. Nonostante quest’ultima sia risultata fra le tre aziende vincitrici, all’interno della graduatoria definitiva di settembre, i suoi monopattini sembrano essere spariti dai radar della mappa della loro app e quei pochi che ancora si trovano in città non funzionano.

I mezzi di Link, noti per il loro colore giallo, sono tra i più utilizzati in città, anche per le loro tariffe convenienti. Addirittura ad aprile scorso era stato firmato un accordo con Amat che prevedeva uno sconto 30% per i possessori di un abbonamento - mensile o annuale - del trasporto pubblico (autobus e tram) e che sceglievano di effettuare il cosiddetto “primo” o “ultimo miglio” con il monopattino dell'azienda.

Tuttavia, né sui social né sul sito di LINK sono stati pubblicati comunicati circa lo stop del suo servizio dalla città.

Come riporta il quotidiano "La Stampa", una vicenda simile si è verificata a Torino dove i monopattini sono stati ritirati tutti dall’azienda produttrice, la Superpedestrian, azienda che gestisce il programma di condivisione di monopattini LINK. Quest’ultima però, al contrario di quanto avvenuto a Palermo, ha annunciato la sospensione dei suoi servizi alla città, sebbene senza spiegare i motivi della decisione.

Abbiamo provato a chiedere una replica all’ufficio stampa di Link e attendiamo una risposta.
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