Il Parco Uditore non può chiudere: una petizione per il polmone verde di Palermo
In centinaia hanno partecipato al sit-in per dire no alla chiusura. Lanciate diverse iniziative da Legacoop Sicilia, come la raccolta firme e un presidio stabile, notte e giorno
Operatori e volontari del Parco Uditore (foto da Facebook)
Uno dei pochi polmoni verdi della città, a ingresso libero e gratuito, rischia di chiudere dopo 14 anni dalla riapertura, avvenuta sempre dopo una petizione e grazie all'impegno di un gruppo di cittadini e volontari. Ora purtroppo quel sogno potrebbe tramontare. Il motivo - come già abbiamo affrontato in un nostro approfondimento - è legato principalmente a questioni economiche: la cooperativa che da anni gestisce il parco, senza pesare sull'amministrazione pubblica, non ha più risorse sufficienti a coprire le spese.
«Dopo mesi di silenzio chiediamo un tavolo tecnico per portare avanti il Parco Urbano. Non riusciamo a portare avanti il progetto, chiediamo tempi certi per la riqualifica e un sostegno per la gestione e per i dipendenti» dice Piero D’Angelo, presidente della Cooperativa sociale Parco Uditore, e annuncia nuove azioni di maggiore impatto se continuerà il silenzio delle istituzioni.
Il Parco è di proprietà della Regione, dato in gestione alla cooperativa "Parco Uditore" tramite una convenzione di partenariato pubblico-privato. La cooperativa è andata avanti con la gestione dell'area sempre in modo autonomo. Gli unici contributi pubblici sono stati percepiti negli anni 2024 e 2025 grazie a dei finanziamenti straordinari assegnati dall'Ars. Cosa che invece non è avvenuta quest'anno.
Nella convenzione stipulata con la Regione, tra i punti definiti nell'accordo, c'è anche l'assegnazione di alcuni immobili in disuso presenti all'interno del parco. Strutture che dovrebbero essere riqualificate e utilizzate dalla cooperativa per organizzare attività, come un caffè letterario e una fattoria didattica, da cui reperire le risorse economiche necessarie a rendere il parco stesso sempre più autonomo da finanziamenti pubblici.
«Il problema - sottolinea D'Angelo - è che queste strutture non ci sono mai state consegnate dalla Regione nè abbiamo conoscenza dell'iter di riqualificazione. Sappiamo che la Regione Siciliana ha stanziato 1,5 milioni di euro per la riqualifica di tali immobili, ma ad oggi nessun intervento è mai partito e gli edifici versano nell'abbandono e incuria».
A Balarm, la Regione ha spiegato che l'iter per la ristrutturazione dei fabbricati è ripartito e che i fondi sono stati inseriti nella riprogrammazione FSC (Fondo Sviluppo e Coesione). In questo momento - spiega il Dipartimento delle il via libera dal ministero. Una buona notizia a metà perché tra gare da espletare, iter da seguire e lavori da completare, i tempi sono inevitabilmente lunghi. Il Parco Uditore non ce la fa ad aspettare. Per questo motivo, la cooperativa chiede un sostegno economico in attesa che i fabbricati vengano riqualificati e consegnati.
«Il Parco Uditore è prima di tutto della città: non è un affaire politico, non appartiene a nessuna fazione, solo a se stesso e a chi lo frequenta - spiega la LegaCoop Sicilia - Basta fare due conti: è un parco urbano e già il termine parla da sé; in linea d’aria gli spazi verdi più vicini sono le ville storiche, qualche giardino poco curato, il Foro Italico, o addirittura la Favorita, il resto è cemento. Perché allora non difendere e sostenere Parco Uditore? Se lo sono chiesto le centinaia di cittadini, adulti e bambini, le scuole (e non solo quelle del quartiere), le associazioni di categoria, i gruppi sportivi, gli scout, l’Agesci che sabato scorso si sono riversati nel parco urbano per dire un sonoro NO alla possibilità di una chiusura. E chiedere alle istituzioni che qualcosa si muova. Ma immobilismo e silenzio spesso fanno più male delle azioni».
Intanto è partita una petizione su change.org contro la chiusura del Parco: in sole tre ore sono arrivate oltre 1400 firme e oggi, 4798, in meno di due giorni.
Legacoop Sicilia è scesa in campo a sostegno della cooperativa di giovani che nel 2012 ha creato il Parco di piazzale Einstein: per chiedere risposte alla Regione Siciliana e soprattutto il reintegro del contributo ricevuto negli scorsi due anni, nell’attesa della riqualificazione delle strutture nel Parco che dovrebbero ospitare una fattura didattica e un caffè letterario. «Difendiamo il Parco, e i tanti ragazzi e ragazze del quartiere che si sono uniti in cooperativa per rendere vivo questo spazio che era stato dimenticato – dice Filippo Parrino, presidente di LegaCoop Sicilia che annuncia un presidio stabile, notte e giorno, a difesa del Parco - Vi chiediamo di riconoscere la bellezza nata senza fondi pubblici».
C'è chi annuncia di aver presentato anche un'interrogazione parlamentare: è il caso di Mario Giambona deputato del Pd all'Ars: «Esprimo la mia piena vicinanza ai cittadini, ai volontari e alla cooperativa che si sono riuniti al Parco Uditore per difendere uno spazio fondamentale per la comunità palermitana. Il rischio concreto di chiusura di questo polmone verde rappresenta un fatto gravissimo che non può lasciarci indifferenti».
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