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Il piano per lo Zen di Palermo: più controlli, videosorveglianza e autobus "blindati"

Più sorveglianza nell'area della parrocchia, stretta contro le occupazioni abusive e vetri dei bus blindati: le principali misure decise dal Comitato per l'ordine e la sicurezza

Balarm
La redazione
  • 8 gennaio 2026

Lo striscione davanti alla chiesa di San Filippo Neri

Potenziamento dei controlli attorno alla chiesa di San Filippo Neri, telecamere di videosorveglianza, stretta contro le occupazioni abusive di alloggi popolari e bus "blindati". Sono le principali misure di sicurezza per lo Zen, decise dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica della prefettura allo dopo gli ultimi episodi di violenza registrati nel quartiere.

Alla riunione, presieduta dal prefetto Massimo Mariani, hanno partecipato, oltre ai vertici provinciali delle forze di polizia, il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore comunale, con delega alla polizia municipale, Dario Falzone. È intervenuto anche padre Giovanni Giannalia, parroco della parrocchia, danneggiata, nei giorni scorsi, da colpi d’arma da fuoco.

Il Comitato ha confermato il rafforzamento dei servizi di prevenzione e di controllo del territorio, come i blitz avvenuti nei giorni scorsi, al fine di prevenire e contrastare ulteriori episodi di violenza.

Previsto l'aumento dei sistemi di videosorveglianza nell’area, soprattutto nei pressi degli obiettivi maggiormente esposti a potenziali danneggiamenti o aggressioni criminali.

Specifica attenzione è stata dedicata al fenomeno delle occupazioni abusive di alloggi popolari, problema ampiamente diffuso nel quartiere. Al riguardo, il Comitato ha deciso di avviare, fin dai prossimi giorni, specifiche iniziative, con il coinvolgimento dell'Iacp, per acquisire informazioni più approfondite sulla situazione di degrado abitativo e individuare soluzioni.

Il sindaco ha annunciato anche azioni da parte dell'amministrazione comunale come la rimozione di discariche abusive di rifiuti, illuminazione pubblica, rigenerazione urbana di spazi degradati, installazione di sistemi di video-sorveglianza e potenziamento del trasporto pubblico locale.

Per quanto riguarda gli autisti dei bus, anche questi vittima di recenti episodi di violenza, il presidente e il direttore generale di Amat hanno sottolineato l’imminente attivazione sui mezzi aziendali dei dispositivi panic button (previsti dal "Protocollo di intesa per la promozione della sicurezza nel trasporto pubblico locale", siglato il 12 giugno scorso) e l'installazione di paratie (vetri blindati) per il vano conducente.
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