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Il santuario ai piedi del vulcano in Sicilia: il mistero del simulacro sfuggito alla lava

La colata lavica del 1669 avanzò lenta, per ben 4 mesi inghiottì campagne, case, chiese, compresa quella dell'Annunziata. Ma qualcosa di sacro rimase intatto

  • 26 aprile 2026

Il santuario della Madonna della Sciara

Alle pendici dell’Etna, dove la terra respira ancora fuoco e memoria, sorge un luogo che custodisce una storia sospesa tra cronaca e mistero ovvero, quella del Santuario della Madonna della Sciara, a Mompileri, nel territorio di Mascalucia. Qui la fede non è soltanto devozione, è racconto tramandato, è sguardo che si alza verso la montagna sapendo che può dare vita e toglierla.

Era il 1669 quando l’Etna si aprì con una violenza che ancora oggi i libri di storia definiscono tra le più devastanti di sempre. La colata lavica avanzò lenta, per ben 4 mesi inghiottì campagne, case, chiese. Il borgo di Mompileri scomparve sotto metri di pietra nera e insieme ad esso altri 8 centri abitati. Del borgo di Mompileri non rimase nulla, se non il silenzio e una distesa scura, fumante. Per gli abitanti fu molto più di una tragedia naturale ma un enigma doloroso.

La piccola chiesa dell’Annunziata venne sepolta. Con essa, il simulacro della Madonna che per la comunità era presenza familiare. Passarono anni, poi decenni finché , secondo la tradizione, nel 1704 una donna racconto di aver visto in sogno la Vergine Maria e che proprio lei, le aveva indicato un luogo ben preciso in cui scavare. Era il 18 agosto quando accadde qualcosa che ancora oggi viene raccontato con voce più bassa, come si fa con le cose che non si spiegano del tutto. Durante alcuni scavi, sotto la crosta lavica ormai solidificata, a ben 100 metri di profondità venne ritrovato intatto il simulacro della Madonna, protetto da una nicchia che la lava non aveva distrutto.

Un dettaglio che per i fedeli non fu casuale. Il mistero sta proprio lì: come può il fuoco che scioglie la pietra risparmiare quel simulacro? La scienza parla di sacche d’aria, di percorsi irregolari della colata. La fede, invece, parla di segno. Proprio per questo motivo sul luogo del ritrovamento sorse l’attuale santuario, dedicato alla Madonna della Sciara. "Sciara" in siciliano significa proprio distesa lavica e ancora oggi, entrando nel santuario, si percepisce qualcosa di particolare, una sorta di dialogo tra la montagna e chi vive alla sua ombra.

Tra fede e mistero Il Santuario di Mompileri non è soltanto un luogo religioso, è il simbolo di una comunità che ha scelto di leggere la distruzione come passaggio, non come fine. Il mistero del simulacro sopravvissuto alla lava continua a interrogare ma non pretende di essere dimostrato, vive nella narrazione, nella trasmissione orale, nei racconti dei nonni ai nipoti.

Alle pendici dell’Etna, dove la terra ricorda costantemente la propria fragilità, la fede non è un concetto astratto, è una risposta concreta alla paura. È la convinzione che, anche sotto la pietra nera e rovente, qualcosa possa restare intatto e per molti, quel qualcosa ha il volto della Madonna della Sciara.
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