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Il vento su Palermo abbatte la copertura e ci ricorda di palazzo Bonagia: ancora negato

Se una raffica di vento toglie lo strato di polvere sotto al quale si nascondono le cose: vi ricordate di palazzo Bonagia? La copertura è saltata e ci racconta che dimentichiamo

Balarm
La redazione
  • 24 aprile 2019

Il maltempo di Pasquetta la fatto letterlamente volare via l'impalcatura e tutte le protezioni che coprono palazzo Bonagia, in via Alloro.

Ne approfittiamo per ricordare a tutti che uno monumenti più affascinanti del Settecento palermitano è un rudere deturpato da un cantiere che pare fermo da anni ma che invece, stando a quanto raccontano i residenti, si muove.

Quella di palazzo Bonagia è una storia di abbandono nell’abbandono tra appelli sui social per il recupero e i ricordi di chi ha partecipato ai festival e agli eventi di cui lo spazio è stato teatro negli anni passati.

Lo scheletro spettrale all'indomani del vento di pasquetta è tornato presto coperto e al suo inerno una squadra è intervenuta per mettere in sicurezza, appunto, la copertura.

Un po' di storia: originario del Quattrocento, il palazzo era incastrato tra l'edificio dei Monroy, principi di Pandolfina e la non più esistente chiesa di Santa Barbara la Soprana. È stato rinnovato nel Settecento da Antonino Stella, duca di Casteldimirto.

A realizzare lo scalone monumentale fu il geniale architetto Andrea Giganti nella metà del Settecento: anche soltanto lo scalone, in marmo rosso di Castellammare del Golfo, è da considerare un capolavoro per le sue raffinate soluzioni sia costruttive che scenografiche.

Il palazzo fu risparimiato dalla furia delle bombe ma in compenso venne quasi completamente distrutto dall’incuria e dall’indifferenza.

Spogliato di meravigliosi arredi interni tra saccheggi e atti vandalici, subì anche vari crolli tanto che venne avanzata la proposta di demolizione totale (per fortuna alla fine limitata alla sola (si fa per dire) zona residenziale).

Rimanevano in piedi solo lo scalone (sempre più depredato) e la facciata: negli anni Cinquanta iniziano i primi lavori di sbancamento delle fognature che causarono un cedimento delle fondamenta di palazzo Bonagia (come di molti altri edifici della zona) che dovette essere puntellato.

Ci si mise anche il terremoto del 1968 che diede il colpo di grazia alle strutture già morenti e, infine, una forte sciroccata nel 1981 fece crollare la facciata (priva di ancoraggi).

Possiamo urlare al miracolo in compenso se pensiamo che lo scalone è rimasto quasi intatto che, pure, in queste condizioni, è considerato una delle più importanti testimonianze del Barocco palermitano.

Sperando che non venga dimenticato, palazzo Bonagia del duca di Casteldimirto, ridotto allo stato di rudere, è ancora nostro.

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