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Impariamo a "Dormire con i fantasmi": a Palermo una mostra sulle nostre vite

Abbiamo visto le opere di Maurizio Pometti, in mostra fino al 13 maggio: dal grande impatto comunicativo, ci troviamo calati in frammenti di una vita a noi tutti familiare

Danilo Lo Piccolo
Ospite
  • 15 aprile 2019

"S.T." di Maurizio Pometti )acquerello su carta 2019)

Abbiamo visto in anteprima le opere di Maurizio Pometti, in mostra alla Galleria d’Arte Contemporanea Giuseppe Veniero Project di Palermo dal 13 aprile (informazioni varie le trovi qui).

La personale del giovane artista catanese è frutto della residenza svolta alla Veniero Project in queste settimane che lo ha visto produrre un corpus di opere da subito intime ed evocative. Già dal titolo: Dormire con i fantasmi, Pometti esprime una precisa volontà nel dialogare con i soggetti e i ricordi della propria vita passata, creando così un piacevole momento di riflessione ed emozione.

Dal grande impatto comunicativo e di grande chiarezza pittorica, ci troviamo calati in frammenti di una vita a noi tutti familiare.

I luoghi e i volti delle persone di sempre, le festività o le celebrazioni descritte da Pometti, non sono solo istanti di un proprio vissuto, ma sono gli instanti e i frammenti dello stesso spettatore.

Questa ricerca, condivisa dalla curatrice Carla Ricevuto, apre interiormente una finestra volta al passato, che anima i ricordi di bambino e ne riporta a galla altri sbiaditi e lontani.

Il racconto di queste memorie viene tracciato dal giovane artista attraverso due vie: una legata ad atmosfere oniriche, dal gradevole stato di impalpabilità e manifestate sapientemente mediante l’uso di delicati acquerelli e disegni a matita che ricreano luoghi o persone del passato, l’altra legata ad una ricerca interiore improntata sulla memoria, in cui troviamo nelle pennellate di Pometti una capacità di realizzare campiture di colore costruttive, precise e strutturali, come se il ricordo lontano trovasse una consistenza nel presente, transitando dal proprio sbiadito passato alla rappresentazione di un presente ben definito.

Infatti le pennellate del giovane artista danno risalto a frammenti di ricordi, legittimando la scelta di gradazioni di colori che attraversano i grigi e i blu, conferendo probabilmente una messa a fuoco di un passato lontano, ma adesso vicino.

Andare a vedere "Dormire con i fantasmi", è sicuramente un buon modo per iniziare a poter far pace con i propri traumi e gli scheletri del passato, una mostra che alleggerisce la mente e il corpo, dove il piacere di guardare e riguardare le opere è paragonabile al rivedere le proprie fotografie di quando si era fanciulli.

Forse noi tutti, come Pometti, dovremmo imparare a dormire con i fantasmi.

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