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In origine era la "casa" di un conte: a Pozzallo c'è una torre che sembra adagiata sulla sabbia

Torre Cabrera, voluta dal Conte di Modica da cui prende il nome, in origine non era stata concepita esclusivamente come torre di difesa bensì come "Palacium"

Simona Russo
Giornalista
  • 19 giugno 2021

Torre Cabrera a Pozzallo (Ragusa)

Silenziose si stagliano sulla linea di orizzonte che unisce mare e cielo, familiari all’occhio eppure poco conosciute.

Come scrigni possenti, custodiscono il tesoro di storie secolari. Occhi verso l’infinito moto marino, hanno vegliato e protetto l’isola e i suoi abitanti.

Sono le torri costiere di Sicilia, che da mezzo millennio ne costellano il perimetro e raccontano storie di incontri e scontri.

Tra queste vi è la suggestiva Torre Cabrera a Pozzallo, in provincia di Ragusa.

Questa torre si erge, imponente e maestosa, sulla scogliera del litorale del borgo marino e prende il nome da colui che decise di realizzare questa fortificazione nella prima metà del Quattrocento, ovvero il conte di Modica Giovanni Bernardo Cabrera.

Quest’ultimo era esponente di una delle più illustri famiglie catalane, i visconti Cabrera e Bas e conti di Osona, che sostenne e finanziò i sovrani spagnoli nella riconquista della Sicilia e ne ebbe in cambio la Contea di Modica confiscata ai ribelli Chiaramonte.



Realizzata in stile tardo medievale del periodo Aragonese in pietra iblea, poderosa e massiccia a guardia della costa, sembra quasi adagiata sulla sabbia. Splendidamente circondata dalle case dei pescatori e dai ristorantini del vecchio borgo, Torre Cabrera è il vero simbolo di Pozzallo.

L'imponente edificio a pianta quadrata misura 20 metri di lato ed ha un'altezza di 28 metri dal piano stradale, è costituita di tre piani più la terrazza. Conserva all'esterno il cinquecentesco bastione scarpato, che si protende sul mare con l'ampia terrazza, munita delle troniere che servivano per la manovra dei pezzi d'artiglieria prescritti dalle esigenze del sistema difensivo della Sicilia nel Mediterraneo, mare di scorrerie e di conflitti.

A seguito dei recenti restauri si è dimostrato, però, che questa costruzione in origine non era stata concepita esclusivamente come torre di difesa bensì come Palacium, che coniugava quindi la funzione di residenza signorile con quella di punto di controllo delle granaglie e delle merci, le quali provenienti dal’interno venivano imbarcate dal Caricatore.

Infatti, in base a diversi documenti rinvenuti, gli storici affermano che l’intenzione originaria del conte era quella di avere una sua personale residenza in riva al mare.

La scelta di trasformarla in fortezza per la difesa della città arrivò solo in momenti successivi, probabilmente rendendosi conto che la posizione non era ideale visti i continui assedi da parte dei pirati, che non avrebbero certo fatto trascorrere troppo tempo prima di saccheggiarla.

La trasformazione in fortezza avvenne nel 1606 ad opera dell’ingegnere Giulio Lasso, già conosciuto in Sicilia per aver realizzato diversi altri importanti edifici, da Catania a Palermo.

Già alla fine del ‘500, al palacium originario, si aggiunge il poderoso bastione a mare, si tamponano le grandi aperture a levante, a mezzogiorno e a ponente; si adatta l'articolazione degli spazi interni a favore di una sistemazione utilitaristica di carattere militare.

Si costruiscono i due grandi contrafforti sulla facciata sud e si modifica il sistema d'accesso, interrando nella cieca base bastionata l'originaria scala di accesso.

L'impianto planimetrico interno, con i magazzini e le cisterne nel piano terra e con i decorati e spaziosi saloni dei piani elevati, risponde sia alla funzione rappresentativa del palazzo-residenza, sia a quella commerciale legata alla fiorente attività del "Caricatore di Pozzallo", porta a mare dell'antica Contea di Modica (1296- 1816).

Da lì, infatti, partiva il grano destinato all'esportazione lungo le rotte mercantili del Mediterraneo. L’esterno della torre presenta una grande uniformità costruttiva e l’impianto planimetrico interno è semplice e sobrio, diviso in due sezioni rettangolari.

Una serie di volte ricoprono gli ambienti della torre: due volte a botte nella prima elevazione e tre volte a crociera per ogni sezione degli ultimi due piani. Nelle volte a crociera di qualcuna delle sale adibite a residenza, spiccano gli stemmi raffiguranti la capra, simbolo della nobile famiglia catalana dei Cabrera.

Qui altri due ambienti, destinati probabilmente ad uso privato, sono coperti da altre tre crociere ed illuminati da due trifore trilobate aperte sul mare. Una scaletta a chiocciola ricavata all'interno del muro nello spigolo sud ovest, conduce al terzo piano, occupato dal terrazzo da cui si gode una vista panoramica straordinaria.

Durante i lavori di restauro degli ultimi anni sono stati ritrovati alcuni elementi decorativi originari della Torre – Palazzo: si tratta dei cosiddetti “azulejos heraldicos”, caratteristiche mattonelle maiolicate, decorate in blu e con stemmi di famiglie nobiliari, quasi sicuramente realizzate in Spagna.

Nella torre prestavano servizio soldati e artiglieri e sulle sue terrazze erano piazzati cannoni di diverso calibro, mentre dei cavalieri sorvegliavano la costa.

Si pensa che vi venissero anche puniti i criminali o i prigionieri saraceni catturati e giustiziati in una camera particolare, ancor oggi visibile, situata proprio sugli scogli, dove i detenuti venivano incatenati e poi uccisi per annegamento dalle acque innalzatesi con l'alta marea.

Nel 1693 Torre Cabrera subì gravi danni in seguito al rovinoso terremoto che colpì tutta la Sicilia orientale e fu necessario ricostruire in fretta il Caricatore. Rispetto al progetto originale furono apportate alcune modifiche ma fu mantenuto il suo stile sobrio ed austero.

La Torre Cabrera è oggi insignita dell’importante riconoscimento di Monumento Nazionale. La sua effige è riportata sullo stemma della città per ricordare che attorno alla fortezza nacque e si sviluppò un piccolo borgo di pescatori, artigiani e soldati che poi ingrandendosi diventò l’attuale Pozzallo.
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