ITINERARI E LUOGHI

HomeMagazineTurismoItinerari e luoghi

In Sicilia c'è un ponte costruito sei volte: l'opera (imponente) set di un film romantico

Nel '700 fu realizzata una delle opere viarie tra le più straordinarie dell'Isola. Negli anni ’50 fu utilizzato come location per una pellicola con la bellissima Lucia Bosè

Roberto Tedesco
Architetto, giornalista e altro
  • 3 settembre 2022

Il Ponte di San Leonardo

È decisamente uno dei ponti settecenteschi tra i più straordinari e ben conservati della Sicilia. Si tratta di un interessante esempio di architettura civile, tra i più imponenti dell’Isola.

Venne progettato da Agatino Daidone di Calascibetta (1672-1724), ecclettico Regio Architetto della Città di Palermo, e costruito nel 1721, da come si evince in una lapide collocata in una delle due grandi edicole laterali.

La monumentale infrastruttura, realizzata probabilmente su precedenti strutture, la si può ammirare lungo la strada statale 113 tra Termini Imerese e Trabia.

Essa rappresentava un’opera viaria strategica sia dal punto di vista economico che militare in quanto garantiva – per carrozze, portantine (o sedie volanti) e carretti - un agevole attraversamento del fiume San Leonardo sull’asse costiero Palermo-Messina.

Si tratta di un notevole esempio di architettura ingegneristica del Settecento, realizzato a schiena d’asino, con un’ampia arcata a tutto sesto.
Adv
Un’altra di dimensioni decisamente inferiori è realizzata in direzione del centro abitato di Trabia. L’iscrizione latina, posta sul lato sinistro della struttura, specifica che tale ponte venne costruito per la sesta volta, e solo con questa nuova costruzione si riuscì a fornire una perpetua sicurezza ai viandanti che lo attraversavano.

A rafforzare tale concetto, infatti, sulla parte estrema del ponte notiamo una figura di un dormiente con l’epigrafe: Secura Quiete.

Voluto da Carlo VI, durante il breve periodo della dominazione austriaca è stato costruito in pietra ben compatta e squadrata così come le due rampe di accesso parallele al fiume.

Tutti gli elementi di rifinitura, quali cornici aggettanti, parapetti ed edicole sono stati realizzati in pietra arenaria sagomata: il Daidone conosceva bene la cosiddetta pietra d’Aspra, avendo diretto i lavori della famosa Villa Palagonia a Bagheria.

Solo il fronte che si affaccia nei pressi della foce del fiume risulta essere rifinito con un intonaco contornato dalle decorazioni lapidee.

“L’attraversamento del fiume San Leonardo - scrive Rosario Nicchitta nel suo libro “Da Himera a Termini Imerese" - aveva comportato, infatti, a partire dai primi decenni del Cinquecento, l’edificazione di vari ponti in muratura, andati ripetutamente distrutti, vuoi per imperizie strutturali, per eventi bellici o per forza della corrente fluviale.

Con il progetto di Daidone si riuscì a realizzare un’opera di sicura solidità strutturale e, nel contempo di rilevante valore formale”.

L’imponente struttura, si inseriva in un programma di viabilità regionale, voluto dal governo austriaco e sostenuto successivamente anche da quello borbonico, con lo scopo di dotare la Sicilia settentrionale di una rete viaria efficiente.

Proprio in questo periodo i vari centri abitati dell’isola erano collegati tra di loro con mulattiere e sentieri non più adeguati per carrozze trainate da cavalli.

A questa pianificazione viaria, il Daidone, noto esperto anche in campo cartografico, fornisce una importante documentazione cartografica della Sicilia nel 1718.

Tale documento costituisce un raro esempio di rappresentazione cartografica, disegnata e stampata in Sicilia. Infatti in essa sono rappresentati oltre le indicazioni geografiche del tempo, vengono anche riportati notizie storiche, demografiche ed amministrative.

L’erudito siciliano Agostino Gallo (1790-1872), in un suo manoscritto a proposito degli architetti siciliani così scrive in merito al ponte: “questa costruzione d’incorabile solidità, e di singolare artificio stanno ancora in piedi nonostante l’urto d’immensità di acque”.

Infatti, nelle stagioni invernali il fiume era navigabile e la corrente d’acqua era decisamente intensa. La costruzione di tale opera avvenne in concomitanza di un programma di rifacimento della rete viaria cittadina, all’interno della quale vennero sistemati gli assi viari in direzione Palermo.

Gli interventi di sbancamento e livellamento in città stravolsero le attuali vie di “Porta Palermo”, via Inguaggiato, via Garibaldi - un tempo via Abbadessa - e l’attuale via Stesicoro meglio conosciuta come “la Strada Grande”.

Le cronache di quel tempo riferiscono che tali interventi, in città perdurarono, per centocinquanta anni a testimonianza dell’imponente investimento delle autorità che volevano, ad ogni costo, garantire e rafforzare i trasporti delle merci sull’asse Messina – Palermo.

Oggi grazie all’impegno dell’associazione “Rodoarte onlus” questo ponte è diventato “Luogo dell’Identità e della Memoria”, istituito con Decreto dell’Assessore per i Beni Culturali e l’Identità Siciliana nel mese di giugno del 2008.

"Siamo impegnati quotidianamente nella cura della bellezza” - afferma Rosario Ribbene presidente dell’associazione Rodoarte – “e fin dal primo vagito la nostra associazione ha messo in campo tutte quelle attività possibili volte alla valorizzazione del territorio, del patrimonio che esso custodisce e che spesso soffre dell’incuria e dell’indifferenza.

Non è un caso che abbiamo eletto dal 2013 il monumentale Ponte San Leonardo a Presidio di Bellezza, un luogo cioè dove operiamo tutto ciò che è materialmente possibile fare per tutelare e valorizzare quel bene. Termini Imerese, lo affermiamo in maniera profetica da anni, custodisce tesori storico-artistici che ne fanno una città a vocazione Unesco”.

Tra le curiosità: nel 1955 sul ponte venne girata una scena del film “Vacanze d’amore” per la regia di Jean-Paul Le Chanois. Tra gli interpreti la bellissima Lucia Bosè che lo attraversa con altri attori.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci...
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.
...e condividi questo articolo sui tuoi social:

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI DEL MESE