In Sicilia lascia il calcio per la danza (e vince): Giorgio, che a 17 anni balla a Bruxelles
Una passione nata presto: fin da piccolo Giorgio è stato un ragazzo energico, iperattivo, sempre attratto dallo sport. Inia col calcio, ma presto si è avvicinato alla danza
Il ballerino Giorgio Tallarita
Ha solo 17 anni, ma ha già attraversato confini geografici e personali inseguendo un sogno che oggi comincia a diventare realtà. È la storia di Giorgio Tallarita, giovane talento della danza originario del territorio trapanese, di Misiliscemi per l’esattezza, che nelle scorse settimane ha conquistato il primo posto al concorso internazionale “Prix Arabesque”, superando anche concorrenti provenienti dall’Opera di Parigi.
Una passione nata presto: fin da piccolo Giorgio è stato un ragazzo energico, iperattivo, sempre attratto dallo sport. Il calcio ha rappresentato inizialmente il suo mondo, ma parallelamente si è avvicinato alla danza assieme a una cuginetta: un percorso che li ha portati a vincere per due volte i campionati nazionali di balli latino-americani a Rimini.
La svolta è arrivata a 14 anni, con l’iscrizione al liceo coreutico di Trapani, a quel tempo da poco istituito. Lì ha scoperto la danza classica e contemporanea, iniziando un percorso di studio più rigoroso anche in una scuola privata. È in quel momento che sono emerse con evidenza le sue doti naturali: il suo corpo sembrava predisposto a quel linguaggio artistico, e il suo talento è stato presto riconosciuto anche fuori dai confini locali.
Sono arrivate borse di studio internazionali, da Belgrado a Lione, e con esse la consapevolezza che la danza non è più soltanto una passione. Giorgio a quel punto lascia il calcio e si dedica completamente a questa strada. Nel 2024 partecipa a uno stage estivo a Palermo, dove viene notato da un maestro di una prestigiosa scuola di Bruxelles, che lo osserva per due giorni prima di offrirgli una borsa di studio con ingresso immediato alla BIB Ballet International, diretta dal maestro Anderson Santana. Un’opportunità decisiva, che gli consente anche di esibirsi in Belgio nel celebre balletto “Lo Schiaccianoci”.
Da settembre Giorgio vive a Bruxelles. Le sue giornate sono interamente dedicate alla danza: lezioni dalle 9 del mattino fino al tardo pomeriggio, allenamenti intensi, studio costante. Un cambiamento radicale per un ragazzo cresciuto tra Trapani e un piccolo centro come Misiliscemi. Chiaramente non mancano le difficoltà. La lingua, inizialmente conosciuta solo a livello scolastico, diventa rapidamente uno strumento quotidiano, tanto che oggi, come racconta la madre, emozionata, «mi confida di sognare anche in inglese».
Lontano dalla famiglia, affronta da solo anche le piccole sfide della vita quotidiana: dalla gestione economica alle necessità mediche, comprese le terapie per i fisiologici problemi muscolari legati all’intensa attività. «È partito bambino e ce lo ritroviamo uomo», aggiunge ancora la madre, Katy Arena, che insieme alla famiglia lo sostiene in questo percorso fatto anche di sacrifici economici e rinunce. Una scelta condivisa, maturata nel tempo: «Più volte gli abbiamo chiesto se fosse sicuro, e la sua risposta è sempre stata sì».
Nel febbraio scorso quando arriva la consacrazione internazionale con la vittoria al Prix Arabesque, gli si aprono nuove opportunità: tra queste, la partecipazione a un importante concorso in Francia prevista per il prossimo ottobre, al quale troverà ragazzi di tutte le nazionalità. Nonostante i successi, Giorgio mantiene un atteggiamento umile, come la famiglia gli ha sempre insegnato. Tende spesso anche a sottovalutarsi, ma la sua determinazione e i risultati ottenuti raccontano una realtà diversa.
La sua storia ha avuto anche un impatto positivo sul territorio. Nei primi anni di studio, la sua scelta era stata guardata con diffidenza da alcuni coetanei, convinti che per un ragazzo il calcio fosse la destinazione naturale. Poi, invece, altri giovani hanno seguito il suo esempio, iscrivendosi al Liceo coreutico e contribuendo a superare pregiudizi e timori legati al mondo della danza. Grande l’orgoglio della comunità di Misiliscemi, che ha espresso pubblicamente le proprie congratulazioni per il traguardo raggiunto, sottolineando come il talento, la disciplina e la passione del giovane rappresentino un esempio per molti.
Giorgio è tornato a casa per le festività natalizie e rientrerà probabilmente di nuovo a fine aprile, anche se la nostalgia della famiglia e delle proprie radici resta forte. Il suo percorso, però, è ormai avviato: Bruxelles è solo una tappa di un cammino che guarda all’Europa e oltre, perché, come dimostra la sua storia, i sogni, quando vengono ascoltati e sostenuti, possono davvero diventare realtà. La madre evidenzia che sin da bambino è stato energia pura, curioso, sempre in movimento, e che lo sport era il suo linguaggio naturale. Tutto questo anche grazie al papà, Giuseppe, che è insegnante di Educazione fisica, e che lo ha avviato a tutte le discipline. Dietro di lui c’è, davvero, una famiglia che ha scelto di crederci sempre. Sacrifici, rinunce, ma anche un amore immenso. «Aiutatemi a realizzare il mio sogno», aveva detto ai suoi genitori.
E quel sogno oggi cammina sulle sue gambe. Giorgio è anche l’orgoglio della sua scuola, dei suoi insegnanti, tra cui una sua professoressa di italiano della scuola media che è anche andato a trovarlo a Bruxelles, perché è l’esempio concreto che i sogni vanno ascoltati, rispettati e sostenuti. E soprattutto, è la dimostrazione che a volte il treno passa davvero e bisogna avere il coraggio di salirci. «Quando in agosto i ragazzi pensavano al mare, Giorgio ha deciso di fare uno stage impegnandosi anche intensamente – dice ancora la madre – e per questo noi sappiamo che la sua passione è forte, vera e autentica. Non ha mai avuto un tentennamento».
Giorgio ha un fratello maggiore, Gioele, di 23 anni, laureato in Scienze dell’Amministrazione, attualmente impegnato a proseguire gli studi per il conseguimento della laurea magistrale, ma allo stesso tempo pronto a iscriversi alla facoltà di Economia e Commercio alla LUMSA, e attivo in una Consulta giovanile del territorio. «Ha tutt’altro carattere – aggiunge Katy Arena, che lavora in Tribunale a Trapani – è sempre stato più pacato riflessivo, amante della poesia e della letteratura. Determinato allo stesso modo, però. Ci riteniamo genitori fortunati». Per Giorgio, nonostante i successi, resta forte il legame con le proprie radici.
«Porto sempre con me la mia terra: il mare, il cibo delle mie nonne, le piccole cose della quotidianità. Non è solo nostalgia, è un legame che mi ricorda chi sono», dice. E a chi, come lui, sogna in grande, lascia un messaggio chiaro: «Non abbiate paura di provarci, anche se sembra difficile, ma se sentite che è la vostra strada vale la pena seguirla fino in fondo. E soprattutto non dimenticate mai da dove venite: è quello che vi dà forza quando siete lontani».
Una passione nata presto: fin da piccolo Giorgio è stato un ragazzo energico, iperattivo, sempre attratto dallo sport. Il calcio ha rappresentato inizialmente il suo mondo, ma parallelamente si è avvicinato alla danza assieme a una cuginetta: un percorso che li ha portati a vincere per due volte i campionati nazionali di balli latino-americani a Rimini.
La svolta è arrivata a 14 anni, con l’iscrizione al liceo coreutico di Trapani, a quel tempo da poco istituito. Lì ha scoperto la danza classica e contemporanea, iniziando un percorso di studio più rigoroso anche in una scuola privata. È in quel momento che sono emerse con evidenza le sue doti naturali: il suo corpo sembrava predisposto a quel linguaggio artistico, e il suo talento è stato presto riconosciuto anche fuori dai confini locali.
Sono arrivate borse di studio internazionali, da Belgrado a Lione, e con esse la consapevolezza che la danza non è più soltanto una passione. Giorgio a quel punto lascia il calcio e si dedica completamente a questa strada. Nel 2024 partecipa a uno stage estivo a Palermo, dove viene notato da un maestro di una prestigiosa scuola di Bruxelles, che lo osserva per due giorni prima di offrirgli una borsa di studio con ingresso immediato alla BIB Ballet International, diretta dal maestro Anderson Santana. Un’opportunità decisiva, che gli consente anche di esibirsi in Belgio nel celebre balletto “Lo Schiaccianoci”.
Da settembre Giorgio vive a Bruxelles. Le sue giornate sono interamente dedicate alla danza: lezioni dalle 9 del mattino fino al tardo pomeriggio, allenamenti intensi, studio costante. Un cambiamento radicale per un ragazzo cresciuto tra Trapani e un piccolo centro come Misiliscemi. Chiaramente non mancano le difficoltà. La lingua, inizialmente conosciuta solo a livello scolastico, diventa rapidamente uno strumento quotidiano, tanto che oggi, come racconta la madre, emozionata, «mi confida di sognare anche in inglese».
Lontano dalla famiglia, affronta da solo anche le piccole sfide della vita quotidiana: dalla gestione economica alle necessità mediche, comprese le terapie per i fisiologici problemi muscolari legati all’intensa attività. «È partito bambino e ce lo ritroviamo uomo», aggiunge ancora la madre, Katy Arena, che insieme alla famiglia lo sostiene in questo percorso fatto anche di sacrifici economici e rinunce. Una scelta condivisa, maturata nel tempo: «Più volte gli abbiamo chiesto se fosse sicuro, e la sua risposta è sempre stata sì».
Nel febbraio scorso quando arriva la consacrazione internazionale con la vittoria al Prix Arabesque, gli si aprono nuove opportunità: tra queste, la partecipazione a un importante concorso in Francia prevista per il prossimo ottobre, al quale troverà ragazzi di tutte le nazionalità. Nonostante i successi, Giorgio mantiene un atteggiamento umile, come la famiglia gli ha sempre insegnato. Tende spesso anche a sottovalutarsi, ma la sua determinazione e i risultati ottenuti raccontano una realtà diversa.
La sua storia ha avuto anche un impatto positivo sul territorio. Nei primi anni di studio, la sua scelta era stata guardata con diffidenza da alcuni coetanei, convinti che per un ragazzo il calcio fosse la destinazione naturale. Poi, invece, altri giovani hanno seguito il suo esempio, iscrivendosi al Liceo coreutico e contribuendo a superare pregiudizi e timori legati al mondo della danza. Grande l’orgoglio della comunità di Misiliscemi, che ha espresso pubblicamente le proprie congratulazioni per il traguardo raggiunto, sottolineando come il talento, la disciplina e la passione del giovane rappresentino un esempio per molti.
Giorgio è tornato a casa per le festività natalizie e rientrerà probabilmente di nuovo a fine aprile, anche se la nostalgia della famiglia e delle proprie radici resta forte. Il suo percorso, però, è ormai avviato: Bruxelles è solo una tappa di un cammino che guarda all’Europa e oltre, perché, come dimostra la sua storia, i sogni, quando vengono ascoltati e sostenuti, possono davvero diventare realtà. La madre evidenzia che sin da bambino è stato energia pura, curioso, sempre in movimento, e che lo sport era il suo linguaggio naturale. Tutto questo anche grazie al papà, Giuseppe, che è insegnante di Educazione fisica, e che lo ha avviato a tutte le discipline. Dietro di lui c’è, davvero, una famiglia che ha scelto di crederci sempre. Sacrifici, rinunce, ma anche un amore immenso. «Aiutatemi a realizzare il mio sogno», aveva detto ai suoi genitori.
E quel sogno oggi cammina sulle sue gambe. Giorgio è anche l’orgoglio della sua scuola, dei suoi insegnanti, tra cui una sua professoressa di italiano della scuola media che è anche andato a trovarlo a Bruxelles, perché è l’esempio concreto che i sogni vanno ascoltati, rispettati e sostenuti. E soprattutto, è la dimostrazione che a volte il treno passa davvero e bisogna avere il coraggio di salirci. «Quando in agosto i ragazzi pensavano al mare, Giorgio ha deciso di fare uno stage impegnandosi anche intensamente – dice ancora la madre – e per questo noi sappiamo che la sua passione è forte, vera e autentica. Non ha mai avuto un tentennamento».
Giorgio ha un fratello maggiore, Gioele, di 23 anni, laureato in Scienze dell’Amministrazione, attualmente impegnato a proseguire gli studi per il conseguimento della laurea magistrale, ma allo stesso tempo pronto a iscriversi alla facoltà di Economia e Commercio alla LUMSA, e attivo in una Consulta giovanile del territorio. «Ha tutt’altro carattere – aggiunge Katy Arena, che lavora in Tribunale a Trapani – è sempre stato più pacato riflessivo, amante della poesia e della letteratura. Determinato allo stesso modo, però. Ci riteniamo genitori fortunati». Per Giorgio, nonostante i successi, resta forte il legame con le proprie radici.
«Porto sempre con me la mia terra: il mare, il cibo delle mie nonne, le piccole cose della quotidianità. Non è solo nostalgia, è un legame che mi ricorda chi sono», dice. E a chi, come lui, sogna in grande, lascia un messaggio chiaro: «Non abbiate paura di provarci, anche se sembra difficile, ma se sentite che è la vostra strada vale la pena seguirla fino in fondo. E soprattutto non dimenticate mai da dove venite: è quello che vi dà forza quando siete lontani».
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