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L’antico castello della "Farfalla sul mare": ammirare l’alba in Sicilia, su acque limpide

In questa isola delle Egadi dove il tempo ha lasciato tracce visibili, è stato avviato il recupero del maniero che gode di una bellezza imponente, a contatto con la natura

Jana Cardinale
Giornalista
  • 5 agosto 2022

Il castello di Santa Caterina a Favignana

Torna a risplendere il Castello di Santa Caterina, a Favignana. Il Forte di Santa Caterina sovrasta l’isola di Favignana ed è ben visibile già da Trapani e anche da Erice.

L'Amministrazione comunale ha provveduto a ripristinare l'illuminazione, dopo gli atti vandalici del mese di maggio, ossia la distruzione dei fari e il taglio dei cavi con un atto che il sindaco, Francesco Forgione, definisce “premeditato e doloso”.

«Ora ci auguriamo che la civiltà e l'amore per la nostra isola e le nostre bellezze prevalgano sulle barbarie e non si ripeta più quanto avvenuto nelle settimane passate», afferma il primo cittadino delle Egadi.

All'antico maniero costruito sulla cima del Monte Santa Caterina - 310 mt di altezza - si arriva dopo una lunga camminata che, come sapevano bene i Florio, il cui nome è indissolubilmente legato al territorio, è più opportuno iniziare nelle prime ore fresche del mattino, in estate non più tardi delle 8, oppure il pomeriggio, quando il sole sta dietro il monte.



Per arrivare si deve attraversare la spiaggia della Praia, in paese, prendere la strada dietro il Museo della Tonnara Florio, che sale verso la montagna, e dopo un paio di tornanti si raggiunge un bivio a sinistra con l’inizio della scalinata. Lì si può cominciare a godere dello spettacolo delle Egadi.

Un luogo che da sempre accende l’interesse dei viaggiatori, e che è confluito negli anni scorsi persino in una tesi di laurea, che ha preso le mosse dal concorso di idee “Art Prison” promosso da YAC (Young Architects Competitions) e dal Comune di Favignana, in collaborazione con l’Agenzia del Demanio, per la riqualificazione del Forte in museo di arte contemporanea.

Un concorso ideato quale occasione per approfondire il tema della valorizzazione di edifici storici abbandonati con il fine di ridargli nuova vita attraverso una nuova destinazione d’uso.

Fu uno studio che ha permesso di venire a conoscenza delle molteplici trasformazioni e funzioni che il Castello ha avuto nel corso dei secoli, e di esaminare le vicende storiche di cui è stato protagonista.

Il castello di Santa Caterina si trova nel luogo in cui precedentemente esisteva una torre di avvistamento, costruita dai saraceni quando questi abitavano l’isola intorno all’810 ed è raggiungibile tramite una strada lunga circa 1,5 km percorribile a piedi.

Non era l’unico, ma vennero costruiti anche il castello di San Leonardo, dove ora ha sede il Palazzo Florio, e un’altra torre della quale non resta quasi traccia, detta la Torretta.

Queste torri costituivano un sistema difensivo della popolazione saracena e proprio da queste potrebbe aver avuto origine lo stemma del Comune di Favignana che è costituito da tre torri, che simboleggiavano la difesa contro i nemici, sulle quali poggia un uccello rapace.

Sotto il dominio dei borboni Favignana divenne infelicemente famosa per la “fossa” di Santa Caterina: «Il carcere di Santa Caterina è ben conosciuto: chi entra con la parola, esce muto».

Il castrum insulae Favugnane esistente sulla montagna di Santa Caterina fino a oltre la metà del XVI secolo sembra essere stato l’unico fortilizio documentato nell’arcipelago.

Il nome del Castello fa riferimento alla santa Caterina d’Alessandria che nell’area trapanese gode di particolare devozione.

Il piano terra del forte di Santa Caterina era infossato nella roccia e proprio lì a partire dal XVII secolo rinchiudevano i prigionieri politici. Il primo piano ospitava probabilmente l’alloggio per la guarnigione e al di sopra vi era una terrazza di avvistamento.

Lungo la facciata correva un fossato, per questo l’ingresso al Castello era possibile grazie a un ponte levatoio.

Un certo numero di finestre e aperture caratterizzava la sua facciata, grazie alle quali penetrava luce naturale e all’interno si trovava anche una cappella devota a Santa Caterina in cui il sacerdote predicava la messa ai detenuti. Nel 1860 venne demolito da una rivolta, in cui furono rubate addirittura le inferriate e distrutta la cappella.

Dopo la Seconda Guerra mondiale, il Forte fu confiscato dalla marina militare e affidato a un custode intorno al 1950. Oggi presenta ancora i segni del tempo e del degrado, nonostante quel concorso di idee che però non confluì mai in alcun progetto concreto.

Nonostante questo, rimane comunque testimonianza storica di una bellezza senza eguali, da cui si può ammirare una vista e un panorama meravigliosi.

Bene museale di grande prestigio, doveva essere ristrutturato per consentire a tutti di fruire del percorso per visitarlo, ammirare, al contempo, lo scenario mozzafiato dall’alto e, soprattutto, la successiva gestione del Comune.

Il Castello di Santa Caterina era di proprietà della Marina Militare, ed è stato poi annesso al patrimonio dello Stato.

Per anni la precedente Amministrazione ha lavorato al progetto per renderlo da antico carcere un polo artistico museale in uno dei più suggestivi centri d’arte contemporanea del Mediterraneo: un luogo sublime di incontro, cultura e ricerca creativa, nel quale gli artisti potessero ritirarsi per godere di un contesto inviolato e dare espressione alla più autentica essenza della propria interiorità.

Necessitava della messa in sicurezza per la definitiva destinazione per fini pubblici e la successiva consegna ufficiale da parte dello Stato al Comune. Ed è proprio su quest'importante aspetto che è al lavoro l'attuale amministrazione comunale, che ha avviato l'iter, oltre che per la messa in sicurezza, anche per il restauro.

A confermarlo è l'architetto Marco Scarpinato, responsabile del Settore Patrimonio del Comune di Favignana-Isole Egadi, che sottolinea come l'intervento di ripristino dell'illuminazione al Castello sia già il secondo.

Si sa che fin dalla notte dei tempi l'essere umano è alla ricerca di una condizione di solitudine, come a voler ritrovare un sentimento di purezza e riconciliazione con se stesso e di unione con la natura.

La fortezza di Santa Caterina appare in tal senso come un vero gioiello di “lontananza”. È un luogo intriso di una bellezza imponente e commovente e lì l'abbraccio della natura è così intimo che crea quel dolce e agognato oblio che riempie il cuore di chi si incammina per ascoltare il silenzio.

Dalla cima del promontorio, il Forte assiste al continuo sorgere e tramontare del sole nelle acque cristalline del Mar Mediterraneo, da sempre vigile sugli eventi dell'isola.

Quel concorso, svanito poi senza esito per la valorizzazione del Castello, invitava i designer a farsi coinvolgere dal richiamo della solitudine, per creare un'architettura ‘mistica’ in grado di sussurrare al cuore dei visitatori e rendere l'isola luogo “sacro”, rifugio per artisti, creativi e curiosi intenti a recuperare le proprie forze, mentali e spirituali.

Chi oggi lo raggiunge dopo un’energica camminata, rimane comunque sfiorato dal fascino monumentale ed eterno dell’antica fortezza di un'isola incastonata in acque limpide, come una meravigliosa ‘Farfalla sul mare’.
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