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L'avete vista nel premiatissimo "Il traditore": Federica Butera, la siciliana dalle mille passioni

Ha 25 anni e dice che il sui "dáimōn" si è espresso chiaramente e la sua anima gioisce quando recita, suona e canta. Recitare le permette di avvicinarsi all'anima umana

Jana Cardinale
Giornalista
  • 8 giugno 2021

Federica Butera

Un traguardo artistico coltivato con dedizione e sacrificio, raggiunto e partito da un sogno. La venticinquenne Federica Butera, originaria di Erice Vetta, due anni fa è approdata a Cannes, con il Film Il Traditore diretto dal regista Marco Bellocchio - Nastro d'argento 2019 e David di Donatello 2020 - trasmesso su Rai Uno qualche settimana fa.

Dopo quattro anni di studio in due Accademie d'Arte romane e un trascorso da attrice nella nota serie televisiva "Solo" ambientata in Calabria, ha partecipato al casting del film "Il Traditore" ottenendo un’ambita parte nel ruolo di figlia del pentito Tommaso Buscetta.

Federica, che ha affiancato l'attore protagonista, Pier Francesco Favino, in alcune riprese girate tra Butera, Colonia e Rio De Janeiro, ha messo al centro della sua vita tre ingredienti: studio, talento e costanza. Al Centro Sperimentale di Cinematografia ha studiato recitazione, ma anche Canto Jazz e Pianoforte al Saint Louis College of Music, e Chitarra e Batteria presso Matemù C.I.A.P.A. Acting School di Gisella Burinato.



«Non mi piace definirmi – dice -. Ho più interessi che coltivo con passione; in primis la musica e la recitazione. Ho iniziato a studiare il pianoforte a cinque anni grazie a mia nonna, poi è subentrata la chitarra. Scrivo canzoni, ho un progetto cantautoriale che sto sviluppando, con molte canzoni in siciliano. Per l'esattezza, una sorta di bossa nova siciliana. Nel frattempo studio al Centro Sperimentale di Cinematografia, recitazione, sono al secondo anno».

Federica si è trasferita a Roma nel 2014 per studiare Medicina, voleva diventare una psichiatra. Al terzo anno ha abbandonato gli studi per dedicarsi anima e corpo all'arte. «Mi avevano scelta per interpretare il ruolo di Lucia nella seconda stagione di "Solo", con la regia di Stefano Mordini. Ho studiato con la coach Gisella Burinato, grazie alla quale sono cresciuta molto, poi ho sentito la voglia di intraprendere anche un percorso accademico al Centro Sperimentale e ora sono a metà del ciclo di studi».

Nel 2018 è stata scelta per interpretare Silvana Buscetta, la figlia di Masino Buscetta, nel film di Bellocchio. Ricorderà per sempre il momento in cui il regista decise di aggiungere una scena, che però, purtroppo, non andò nel montaggio finale.

«Nella casa dove abbiamo girato a Rio de Janeiro – racconta - c'era un grande pianoforte nel salone. Durante una pausa mi sono messa a suonare e abbiamo iniziato a cantare: è stato un momento molto bello. Qualche giorno dopo in pausa pranzo mi chiamarono dicendomi che il maestro voleva girare una scena in cui suonavo e cantavo una canzone popolare brasiliana, "Fita amaerla". Non la conoscevo prima, in pochissimo tempo abbiamo preparato tutto per girare.

Suonavo il piano e assieme a me cantava e ballava Maria Cristina (Maria Fernanda Candido) e papà Masino Buscetta (Pierfrancesco Favino). È stato un momento bellissimo in cui ho potuto sentire il processo creativo in tutta la sua essenza. Questa è la bellezza di lavorare con dei grandi registi, e seppur nel mio piccolo, ne sono infinitamente grata. È stata un'esperienza meravigliosa, una grande opportunità di crescita artistica e personale».

Recitare, suonare e cantare fanno parte della sua vocazione. «Il mio "dáimōn" – dice - si è espresso chiaramente e la mia anima gioisce quando recito suono e canto». Federica sottolinea quanto recitare le permetta di avvicinarsi all'anima umana, che è poliedrica, infinita. «È interessante, divertente ed educativo – dice - vivere esperienze che possibilmente non si avrebbe l’occasione di vivere; credo sia una grandissima opportunità per vivere più intensamente, per educarsi ai sentimenti e non vivere solo d'impulsi. Conoscere, comprendere e fluire. Credo nell'immenso potere dell’arte e credo nel non visibile».

E il legame con la Sicilia? «Essere nata in Sicilia per me è una fortuna immensa. Sento fortissime le mie radici. Porto dentro di me tutti i suoi odori, i colori, la storia, la multiculturalità che ci appartiene. Il nostro è un sangue misto. Banalmente lo vivo anche in prima persona per quanto riguarda l’aspetto esteriore. Da quando mi sono trasferita spesso mi scambiano per nordafricana, mediorientale, cosa che a casa ovviamente non capitava mai, è stato molto curioso le prime volte, ora ci ho fatto l’abitudine».

Tutto la lega alla Sicilia, ad Erice e San Vito Lo Capo in modo particolare. Gli studi e il lavoro momentaneamente la legano a Roma, ma il desiderio di tornare lo sente ogni giorno e vorrebbe creare nuovi spazi per valorizzare la bellezza immensa della sua terra. «Mi identifico molto in una frase di Alejandro Jodorowsky che dice: "Mi patria son mis zapatos, mi bandera mi conciencia, mi idioma todos los que pueda aprender". "La mia patria sono le mie scarpe, la mia bandiera la mia coscienza, le mie lingue tutte quelle che posso imparare".

Federica parla Spagnolo, Portoghese, Inglese e Francese; aveva iniziato a studiare il Giapponese ma poi ha smesso. «Molto bello e molto complicato; un domani magari lo riprenderò, mi piacerebbe anche conoscere l’arabo. Per ora sono a Roma per completare gli studi ma in futuro non so dove vivrò, mi piacerebbe spostarmi, viaggiare per il mondo, recitare in diverse lingue, vivere diverse culture e conoscermi grazie al "diverso"».

Intanto coltiva sogni, studia e si fa ammirare, per quel talento che ha tanto da svelare e quello sguardo che colpisce e che la rende - come di tanto in tanto le dicono - 'più bella della Cucinotta ai tempi de Il Postino'.
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