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L'incredibile scoperta nella colonia greca di Sicilia: un pezzo di storia restituito all'Isola

Nuovo straordinario ritrovamento nell'area archeologica di Himera nel Palermitano: vi raccontiamo i risultati di questa campagna di scavi, tutti i dettagli

Balarm
La redazione
  • 28 agosto 2025

Parco Archeologico Himera Solunto Iato

Un altro pezzo di storia restituito alla Sicilia: a Himera è stato ritrovato un antico punto vendita di vasi sacri in ceramica.

Nuovo straordinario ritrovamento nell'area archeologica di Himera, nel Palermitano. I risultati di questa campagna di scavi sono previsti oggi 28 agosto alle 21.00 nel Tempio della Vittoria a Buonfornello.

L'équipe di archeologi, guidata da Elena Mango dell'Università di Berna, ha lavorato nel Piano del Tamburino.

Erano dieci giovani studiosi guidati dalla professoressa Mango, ma anche studenti delle Università di Berna e Friburgo.

La ricognizione è stata portata avanti nelle ore serali e notturne, per sfruttare sia il vantaggio delle temperature più salutari e l'equipaggiamento di luci ad alta potenza, alimentate a energia solare.

Si tratta di una nuova parte urbana dell’antica colonia greca nella quale sono state riportate alla luce due aree sacre.

Tra le novità è emerso un antico punto di vendita (polesis) di recipienti di ceramica, che dovevano servire alle azioni rituali all’interno del santuario.

Gli oggetti nuova strada, anch’essa rinvenuta quest’anno, che costeggiava il lato occidentale della struttura sacra.

«Ancora una volta - afferma l'assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato – Himera restituisce sorprendenti vestigia del nostro passato, testimoniando attività ricche e fiorenti e permettendo di ricostruire la storia del nostro territorio.

Merito della professionalità e della tenacia di giovani archeologi che, con grande spirito di collaborazione interistituzionale, continuano a lavorare con precisione ed entusiasmo.

La ricerca rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela e la fruizione del nostro patrimonio e su di essa il governo Schifani continua a investire per ampliare l’offerta culturale».

Lo scavo si sviluppa in una superficie di circa 200 metri quadrati con un santuario con quattro altari e numerose deposizioni votive (cibi e bevande, che venivano utilizzati nel corso delle cerimonie, ossa di caprovini).

Qui la comunità un tempo svolgeva le proprie feste, i riti e altre attività connesse con la sfera del sacro.
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