L'isola pedonale (che non c'è) in Vucciria: tra auto e la fontana storica dove lavano i piatti
L'ordinanza sperimentale di pedonalizzazione è scaduta. In attesa che venga rinnovata, la piazza continua a essere vandalizzata e la fontana viene usata per lavare i pentoloni
Lo scorso 31 dicembre è scaduta l’ordinanza sperimentale sulla pedonalizzazione di piazza Caracciolo. Siamo a Palermo, nel cuore della Vucciria. Adesso, se da una parte si teme che possa tornare all’orizzonte lo spettro che l’area ripiombi nel degrado dal quale stava provando a rialzarsi piano piano, dall’altra potrebbe essere in arrivo un nuovo provvedimento di riqualifica (più funzionale).
Al momento, il cuore storico di Palermo si ritrova tra auto in sosta selvaggia, traffico caotico e spazi pubblici sottratti a residenti e visitatori.
Il problema è che l’ordinanza sperimentale di pedonalizzazione c’era solo sulla carta, dal momento che, a partire da maggio, mese in cui è stata emanata, fino a pochi giorni fa (quando è scaduta), non è stata rispettata, con tanto di auto e moto che continuavano a circolare in piazza Caracciolo.
A monte c’era anche un progetto, che prevedeva nuovo arredo urbano, dissuasori lungo il perimetro e la riqualificazione della zona dove si trova il Genio, divenuta, ormai, area di parcheggio abusivo.
«L’ordinanza sperimentale di pedonalizzazione di piazza Caracciolo doveva servire a testare la chiusura al traffico insieme a interventi di riqualificazione e a una riorganizzazione degli spazi – spiega la consigliera comunale, Tiziana D’Alessandro -. In realtà, durante il periodo di sperimentazione non è stato realizzato alcun intervento concreto, rendendo difficile valutare davvero gli effetti della pedonalizzazione e la sua efficacia.
Gli uffici del centro storico, inoltre, avevano presentato un progetto riqualificazione del centro storico che, tuttavia, non ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza dei Beni Culturali nella forma in cui è stato presentato. Questo ha, di fatto, bloccato l’intervento, lasciando l' ordinanza di pedonalizzazione priva dei necessari lavori di riqualificazione che avrebbero dovuto accompagnare la fase sperimentale».
La Soprintendenza si era mostrata disponibile ad organizzare un tavolo tecnico per capire che tipo di riqualificazione fare nell’area.
«Ad oggi, però, ancora nessun tavolo – prosegue la consigliera D’Alessandro -. L’area pedonale sperimentale non era rispettata: c’era solo un cartello di segnaletica verticale. I ristoratori si erano anche detti disponibili a collaborare con l’amministrazione comunale per occuparsi dei loro spazi. Inoltre, proprio alcuni spazi destinati alla ristorazione, di giorno sono occupati dagli abusivi».
«Quello che succede è figlio di un atteggiamento di comodo istituzionale, infatti su questa vicenda nè la consigliera nè l'assessore si ricordano che esiste una Circoscrizione che ha titolo per discutere, valutare , votare e approvare - attacca il vicepresidente della Prima Circoscrizione Antonio Nicolao -. È una questione di chi la dice prima, magari tra qualche giorno ci sarà un altro consigliere comunale che proporrà il part time pedonale. Insomma la volontà di bistrattare i ruoli e le competenze restano il modo migliore per creare visibilità politica in barba all'ascolto e alla condivisione con i residenti».
Potrebbe, però, esserci una buona notizia in cantiere: «Nella seduta del 7 gennaio, in Commissione, abbiamo parlato di piazza Caracciolo con l’assessore Maurizio Carta – conclude Tiziana D’Alessandro - che mi ha assicurato che gli uffici stanno preparando una nuova ordinanza, ma senza chiarire se sarà sperimentale o definitiva».
Secondo quanto emerso dalla riunione, inoltre, l'amministrazione ha acquistato gli arredi e ora procederà con un sopralluogo per posizionare i dissuasori e riaprire così il confronto con la Soprintendenza, che in passato aveva bocciato il primo progetto di arredo urbano per tutelare l’identità storica della piazza.
«Nel frattempo, la piazza che ospita la fontana patrimonio dell’Unesco, continua a essere vandalizzata - conclude D'Alessandro -: i venditori abusivi usano l’acqua della fontana per lavare i pentoloni e lasciano immondizia nei dehors, mentre le auto occupano regolarmente lo spazio pedonale».
Al momento, il cuore storico di Palermo si ritrova tra auto in sosta selvaggia, traffico caotico e spazi pubblici sottratti a residenti e visitatori.
Il problema è che l’ordinanza sperimentale di pedonalizzazione c’era solo sulla carta, dal momento che, a partire da maggio, mese in cui è stata emanata, fino a pochi giorni fa (quando è scaduta), non è stata rispettata, con tanto di auto e moto che continuavano a circolare in piazza Caracciolo.
A monte c’era anche un progetto, che prevedeva nuovo arredo urbano, dissuasori lungo il perimetro e la riqualificazione della zona dove si trova il Genio, divenuta, ormai, area di parcheggio abusivo.
«L’ordinanza sperimentale di pedonalizzazione di piazza Caracciolo doveva servire a testare la chiusura al traffico insieme a interventi di riqualificazione e a una riorganizzazione degli spazi – spiega la consigliera comunale, Tiziana D’Alessandro -. In realtà, durante il periodo di sperimentazione non è stato realizzato alcun intervento concreto, rendendo difficile valutare davvero gli effetti della pedonalizzazione e la sua efficacia.
Gli uffici del centro storico, inoltre, avevano presentato un progetto riqualificazione del centro storico che, tuttavia, non ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza dei Beni Culturali nella forma in cui è stato presentato. Questo ha, di fatto, bloccato l’intervento, lasciando l' ordinanza di pedonalizzazione priva dei necessari lavori di riqualificazione che avrebbero dovuto accompagnare la fase sperimentale».
La Soprintendenza si era mostrata disponibile ad organizzare un tavolo tecnico per capire che tipo di riqualificazione fare nell’area.
«Ad oggi, però, ancora nessun tavolo – prosegue la consigliera D’Alessandro -. L’area pedonale sperimentale non era rispettata: c’era solo un cartello di segnaletica verticale. I ristoratori si erano anche detti disponibili a collaborare con l’amministrazione comunale per occuparsi dei loro spazi. Inoltre, proprio alcuni spazi destinati alla ristorazione, di giorno sono occupati dagli abusivi».
«Quello che succede è figlio di un atteggiamento di comodo istituzionale, infatti su questa vicenda nè la consigliera nè l'assessore si ricordano che esiste una Circoscrizione che ha titolo per discutere, valutare , votare e approvare - attacca il vicepresidente della Prima Circoscrizione Antonio Nicolao -. È una questione di chi la dice prima, magari tra qualche giorno ci sarà un altro consigliere comunale che proporrà il part time pedonale. Insomma la volontà di bistrattare i ruoli e le competenze restano il modo migliore per creare visibilità politica in barba all'ascolto e alla condivisione con i residenti».
Potrebbe, però, esserci una buona notizia in cantiere: «Nella seduta del 7 gennaio, in Commissione, abbiamo parlato di piazza Caracciolo con l’assessore Maurizio Carta – conclude Tiziana D’Alessandro - che mi ha assicurato che gli uffici stanno preparando una nuova ordinanza, ma senza chiarire se sarà sperimentale o definitiva».
Secondo quanto emerso dalla riunione, inoltre, l'amministrazione ha acquistato gli arredi e ora procederà con un sopralluogo per posizionare i dissuasori e riaprire così il confronto con la Soprintendenza, che in passato aveva bocciato il primo progetto di arredo urbano per tutelare l’identità storica della piazza.
«Nel frattempo, la piazza che ospita la fontana patrimonio dell’Unesco, continua a essere vandalizzata - conclude D'Alessandro -: i venditori abusivi usano l’acqua della fontana per lavare i pentoloni e lasciano immondizia nei dehors, mentre le auto occupano regolarmente lo spazio pedonale».
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