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L'operazione Mediterranea è ripartita: la Mare Jonio è bloccata e salpa la barca Alex

Alex è la barca a vela che batte bandiera italiana ed era di appoggio alla Mare Jonio: è salpata verso la costa libica per monitorare e denunciare ciò che accade in mare

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 2 luglio 2019

La barca a vela "Alex" per Mediterranea

Da qualche mese la nave Mare Jonio è sottoposta a sequestro probatorio a Licata, ma le centinaia di organizzazioni italiane che supportano la sua attività di monitoraggio nel Mediterraneo non potevano continuare a stare con le mani in mano sapendo che sono troppe le vite che ogni giorno si perdono in mezzo al mare.

Così oggi la "Alex", la barca a vela che batte bandiera italiana ed era di appoggio alla Mare Jonio è salpata alla volta delle zona sar libica per monitorare e denunciare da bordo tutto ciò che accade in mare.

«Le attività delle organizzazioni che supportano la Mare Jonio non si sono mai fermate - spiega Claudio Arestivo, palermitano di Moltivolti che supporta l'attività di Mediterranea - abbiamo cercato di mantenere costantemente accesi i riflettori su questo importante dibattito che altrimenti probabilmente si sarebbe spento alimentando le morti in mare».

"Alex" ospita una decina di persone tra cui Alessandra Sciurba la portavoce di Mediterranea, il deputato Erasmo Palazzotto e Oscar Camps, il fondatore di Open Arms, la durata della missione è ancora indefinita.

«Su queste imbarcazioni l'equipaggio è formato da persone con profonda conoscenza del mare con ruoli strategici e poi ci sono quelli che si imbarcano come me con un ruolo di attivismo e testimonianza. - aggiunge Claudio Arestivo, che questo inverno è partito a bordo della Mare Jonio - Ho vissuto la mia traversata in mare con un carico emotivo fortissimo, tanta preoccupazione e anche paura, ma il pensiero che chi lo faceva dall'altra sponda del Mediterraneo, partendo dall'Africa, lo faceva in condizioni ben più precarie, rischiando la propria vita, mi ha fatto convincere che non potevo esser io ad avere paura. Un giorno guardando il mare ho visto un pallone colorato in mezzo al nulla, mi è venuto un colpo perchè era un pallone piccolo appartenuto a qualche bambino, ho pensato al fondo del Mediterraneo, pieno di vittime innocenti, trasformato in un cimitero. Questa cosa mi ha particolarmente colpito e turbato».

A Palermo oggi pomeriggio ci sarà una manifestazione in sostegno alla "Capitana" Carola Rakete, anche Mediterranea parteciperà: «Carola è una di noi - aggiunge Claudio - anche noi potremmo ritrovarci nella sua esatta condizione, Luca Casarini, uno dei fondatori della nostra piattaforma ha a suo carico accuse simili. La battaglia che stiamo conducendo è unica, anche se con organizzazioni diverse, oggi noi siamo in piazza e in corteo per la Sea Watch, per la Mare Jonio e per tutte le navi e le organizzazioni che rischiano parecchio per tenere accessi i riflettori sul Mediterraneo, se gli sbarchi clandestini continuano nelle coste di Lampedusa e Crotone i riflettori puntati su queste navi tengono vivo il dibattito, nel bene o nel male sono riusciti a fare tenere vivo il dibattito nazionale».

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