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La prima italiana guarita con i monoclonali: "ritorno alla vita dopo 60 giorni col Covid"

Arriva da Roma la storia della prima paziente italiana guarita con quella che possiamo definire una cura "salvavita". Ecco l'odissea di Claudia Disi, un'insegnante di 54 anni

Balarm
La redazione
  • 11 febbraio 2021

Claudia Disi

A pochi giorni dal via libera dell'Agenzia Italia del Farmaco per l'utilizzo degli anticorpi monoclonali come terapia d'urto per combattere il Covid-19, arriva da Roma la storia della prima paziente italiana guarita con quella che possiamo definire una cura "salvavita".

Lei si chiama Claudia Disi ed è un'insegnante romana di 54 anni affetta da sclerosi multipla (e quindi immunodepressa) che ha contratto il Coronavirus lo scorso ottobre 2020, lottando per più di due mesi contro il virus.

È la stessa Claudia a raccontare in una video intervista al Corriere della Sera la sua storia a lieto fine.

Dopo i primi sintomi, è arrivata la febbre molto alta che non ha lasciato il suo corpo per ben 60 giorni, nemmeno quando il tampone molecolare dava esito negativo. Ma andiamo con ordine.

L'odissea di Claudia inizia il 25 ottobre 2020. Dopo tre settimane si rende necessario il ricovero. Claudia arriva all'ospedale Spallanzani di Roma il 13 novembre e qui inizia ad essere curata con le terapie tradizionali utilizzate per i malati di Covid.



In poco tempo arriva il risultato sperato: il tampone è negativo. Ma c'è qualcosa che non va. La febbre rimane molto alta e le forze continuavano a mancare.

«Mi sentivo in un tunnel senza luce e tante volte mi sono chiesta se sarei mai uscita da quell'ospedale», racconta l'insegnante. Il risultato della seconda broncoscopia svela il problema: il Covid-19 si era annidato nella parte bassa dei polmoni.

A quel punto l'unica soluzione era la terapia "speciale", a base di anticorpi monoclonalo o il plasma con gli anticorpi. I medici hanno tentato quindi la via innovativa dei farmaci monoclonali, chiedendo una fornitura ad hoc agli Stati Uniti.

Un vero e proprio "regalo di Natale" che arriva il giorno della Vigilia.

«Il 24 dicembre ho iniziato la cura che mi ha letteralmente riportato in vita - spiega Claudia -. Si tratta di una flebo in cui vengono riuniti due medicinali e viene fatta un'unica infusione di 90 minuti. Già dal secondo giorno mi sentivo meglio, sentivo che mi stavano tornando le forse e, finalmente, dopo la settimana di monitoraggio sono riuscita a tornare a casa».
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