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La "Pupa del Capo" spostata al museo di Palazzo Ajutamicristo: scoppia la polemica

In attesa di tornare al suo luogo d'origine al Mercato del Capo, il mosaico della Pupa è attualmente ospitato in via Garibaldi per poter essere restaurato e rimanere fruibile

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 2 marzo 2020

Il mosaico della "Pupa del Capo" nell'area museale di Palazzo Ajutamicristo di Palermo

Il mosaico Liberty della "Pupa del Capo" (ne abbiamo parlato qui) è stato spostato ma si trova sempre all'interno di Palazzo Ajutamicristo di via Garibaldi a Palermo.

L'opera è stata ospitata nell'edificio per il restauro ed è rimasta in custodia in attesa che venga riportato al suo originario luogo che è il Panificio Morello al Mercato del Capo.

In questo prestigioso Palazzo, divenuto in parte di proprietà della Regione Siciliana, sede degli uffici della Soprintendenza di Palermo, si «è reso necessario operare una rimodulazione degli spazi espositivi - si legge in una nota della soprintendenza - che si trovano ormai solo al piano terra nei locali accessibili dalla via Garibaldi.

Il mosaico della “Pupa del Capo”, già esposto nel loggiato al primo piano del palazzo, è stato in questi giorni trasferito al museo in modo da essere sempre fruibile indipendentemente dagli orari degli uffici».



In soldoni, la "Pupa" non è più al primo piano dove è stata ospitata fino ad adesso, ma al piano terra di Palazzo Ajutamicristo dove si trova il museo ed è visitabile gratuitamente.

Intanto nel post sulla pagina Facebook ufficiale della Soprintendenza di Palermo si è alzato un polverone. In molti infatti hanno creduto che non tornasse più al suo posto, ma dagli uffici di Palazzo Ajutamicristo fanno sapere che non è così.

«Non vogliamo musealizzarla - dice la Soprintendente Lina Bellanca - la stiamo soltanto custodendo, abbiamo ospitato il restauro, ma da luglio gli spazi che ospitano la "Pupa" sono sale d'ufficio e non era facilmente fruibile.

Non è nostra e non vogliamo trattenerla, ne abbiamo reso più facile la fruizione da parte di tutti e sempre gratuitamente».
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