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La ricerca medica approda a Carini: via ai lavori del centro e lavoro per 2.000 giovani

Il cantiere della struttura ospedaliera d'avanguardia partirà a gennaio 2020 e i lavori dovranno essere completati entro due anni: imponente la ricaduta sull'occupazione

Balarm
La redazione
  • 11 dicembre 2019

Rendering della facciata dei laboratori del nuovo centro di ricerca di Carini

A gennaio 2020 partiranno gli attesi lavori di costruzione del Centro di Biotecnologie e Ricerche Biomediche della Fondazione Ri.med di Carini. È stato firmato l’affidamento delle opere edili che ospiteranno il Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica, all’Ati aggiudicataria, per un importo complessivo di più di 90 milioni di euro.

Il contratto prevede che l’impresa Italiana Costruzioni spa avvii il cantiere di Carini a gennaio per completare i lavori nell’arco di due anni (ne abbiamo già parlato qui).

Quindi nel 2022 si chiuderà il lungo percorso iniziato quasi 9 anni fa con la pubblicazione del concorso internazionale per la progettazione del Centro Ri.med, cui sono seguiti gli iter approvativi dei progetti preliminare, definitivo ed esecutivo e la pubblicazione del bando di gara a procedura ristretta per l’affidamento dei lavori di costruzione, conclusosi a giugno.

A darne notizia sono stati il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e il sindaco di Carini, Giovì Monteleone, che parla di «un importante traguardo raggiunto dopo tante vicissitudini, grazie anche al contributo dell’ufficio comunale Lavori Pubblici che ha contribuito in alcune fasi dell’iter burocratico». Musumeci, tra l'altro è stato in visita a Pittsburgh, in America, per chiudere gli accordi riguardanti la collaborazione in ambito medico e di ricerca.



Ma come sarà questo nuovo centro medico che amplierà, di fatto, il lavoro già svolto dall'Ismett a Palermo? La struttura avrà una capacità di 250 posti letto: 210 per ricovero ordinario, 20 per ricovero in day hospital e 20 per attività di riabilitazione. La dotazione organica del Cluster si prevede sommerà le 1.200 risorse umane di Ismett (che già oggi conta 864 dipendenti) e le 600 (di cui 500 ricercatori) di Rimed.

È stato stimato, inoltre, che il Cluster Ismett-Rimed sarà in grado di generare altri duemila posti di lavoro dell’indotto, di migliorare il saldo della mobilità passiva di 50 milioni di euro, senza contare il valore prodotto dal trasferimento della proprietà intellettuale dei prodotti della ricerca, dei nuovi brevetti e delle nuove start up che il processo necessariamente farà nascere.

Il primo cittadino di Carini, che è stato informato dal presidente della Fondazione Ri.med Paolo Aquilanti, in una nota, evidenzia che «da alcuni mesi è attivo presso l’assessorato regionale dei lavori pubblici un tavolo tecnico tra Regione, Comune di Carini, Anas e Città Metropolitana per garantire un’adeguata rete viaria di accesso al realizzando centro di ricerca. Sarà adeguatamente allargata la sede stradale che parte dalla statale SS113 all’altezza dello Stop & Go fino al centro Storico di Carini, in parte con finanziamento della città metropolitana e in parte con fondi regionali e, la via Ponticelli alla cui redazione dei progetti concorre l’ufficio comunale ai lavori pubblici».

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