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La sartoria sociale e un ostello per tutti: nuova vita per l'ex istituto degli Orfani

Sul caratteristico porticciolo di sant'Erasmo resiste dal 1901 la Fondazione di Padre Messina: oggi grazie al progetto Odisseo la mission diventa più inclusiva che mai

Balarm
La redazione
  • 11 settembre 2019

L'Istituto di Padre Messina a Sant'Erasmo a Palermo

Dalla parte dei bambini sempre, specialmente i più bisognosi di cure e attenzioni. Perché dove nella prima metà del Novecento ragazzini soli e abbandonati trovarono rifugio, sostegno e futuro, oggi troveranno accoglienza, gioco, opportunità di crescita sana e creativa.

La vocazione dell’Istituto Padre Messina di Sant’Erasmo non cambia, si trasforma e si adegua ai tempi che mutano, grazie a un ambizioso progetto che mette in rete istituzioni, scuole, enti del privato sociale e punta a realizzare un ostello di comunità con una trentina di posti letto, proprio in un’ala dell’ex orfanotrofio da restaurare, e una ricchissima offerta di laboratori e attività nelle scuole e sul territorio per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa ed economica.

I destinatari del progetto Odisseo, che parte propri da quel mare per troppi decenni negato ai palermitani, sono oltre tremila bambini fra i 5 e i 14 anni dei quartieri Romagnolo, Settacannoli e Brancaccio, assieme alle loro famiglie, che troveranno in queste attività occasioni di lavoro.

Un po' di storia: con il nome "Casa Lavoro e Preghiera", nel 1901, Padre Messina istituisce un centro di accoglienza per gli orfani e i più bisognosi all’interno di un piccolo magazzino nella casina estiva del principe Alessandro Tasca di Cutò, che si trovava in stato di abbandono.

Gli spazi avevano ospitato in precedenza l’antica chiesa di Sant’Erasmo e successivamente erano diventati un teatro di marionette e magazzino di legname. Man mano che il numero degli ospiti cresceva, Padre Messina ottenne la proprietà dell’edificio e successivamente intraprese con i volontari i lavori di ampliamento su terreno demaniale.

Il progetto di carità di Padre Messina andò sempre più diffondendosi sul territorio anche in concomitanza dei terremoti Calabria-Messina e di Avezzano, la grande alluvione di Palermo del 1932 e le due guerre, in particolare quella del 1940-45.

Si trovò a fare il missionario nell’Africa di Palermo, tra ruderi, rifiuti e viuzze maleodoranti piene di bambini scalzi e ansiosi di riscatto. Dal 1949, anno della morte di padre Messina, la casa è retta da una Fondazione e ha continuato a svolgere attività a favore dei bambini grazie alle Orsoline del cuore di Gesù e poi alle Piccole Suore Missionarie della Carità.

Una missione che adesso, esattamente 118 anni dopo, si rafforza con un progetto finanziato da «Con i Bambini», l’impresa sociale, partecipata al 100% da Fondazione con il Sud, che gestisce il fondo nazionale dedicato al contrasto della povertà educativa. L’investimento di 930 mila euro, con un cofinanziamento dei partner, consentirà di avviare un percorso di tre anni che, fra le varie azioni, prevede la nascita del primo ostello sociale di Palermo.

La struttura, i cui lavori saranno appaltati entro settembre e dureranno sei mesi, avrà una foresteria per l’accoglienza turistica con 24-30 posti letto e darà lavoro a genitori dei bambini beneficiari diretti del progetto. Al contempo, sarà un luogo di servizi per la comunità con una sartoria sociale, sale per il doposcuola e per attività di baby sitting. «Gli ospiti dell’ostello pagheranno la permanenza non solo col denaro, ma anche con la disponibilità a condividere le proprie capacità con la struttura» spiega la coordinatrice del progetto, Maria Pia Pensabene.

Capofila è il Cirpe (Centro Iniziative ricerche programmazione economica), ma sul campo saranno impegnati oltre al Comune di Palermo, sette enti partner e cinque scuole: la Fondazione Casa Lavoro e Preghiera; la Linea della Palma; Pantogra; Mare Memoria Viva; Legambiente Sicilia; Confesercenti Palermo; Next; gli istituti Padre Pino Puglisi, Don Milani, Volta, Orestano e
Maneri–Ingrassia. A questi si è aggiunto il Centro di accoglienza Padre nostro Ets.

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