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La Sicilia come la valle della Loira: un tour unico tra castelli, fortezze, storia e leggende

Come la valle della Loira (in Francia) ma più a sud: la Sicilia ha alcuni dei castelli e delle fortezze più interessanti di sempre e alcuni sindaci si sono accordati per un tour unico

Giuliana Imburgia
Giurista e fashion addicted
  • 1 febbraio 2019

Il castello di Mussomeli che nasce dalla roccia

Tredici comuni siciliani uniscono le forze per valorizzare e promuovere gli antichi castelli di Sicilia: l’idea parte dal paese di Castelbuono.

L’idea è partita da una brillante di Mario Cicero, sindaco di Castelbuono, alla quale poi hanno ben presto aderito altri dodici Comuni: Collesano, Carini, Caccamo, Mussomeli, Taormina, Monreale, Marineo, Burgio, Cammarata, Alcamo, Salemi e Vicari.

I Comuni firmatari hanno già dato vita ad una Associazione Temporanea di Scopo (ATS), con l’obiettivo di recuperare i vecchi ruderi regali al fine di renderli patrimonio accessibile anche al turismo internazionale.

«L’idea è quella di mettere insieme le forze – afferma Cicero - per recuperare la bellezza e l’importanza di questo patrimonio che la Sicilia, con la sua storia e la sua antica tradizione, ci ha lasciato in eredità»

Per farti un'idea e approfondire leggi "Cupi, incantati, misteriosi e inaccesibili: i castelli di Sicilia tra torri, re e leggende" o anche "Se avete coraggio entrateci: altri castelli di Sicilia tra delitti, torture e credenze popolari".

«Dare una seconda vita ai castelli presenti da decenni nei nostri comuni significa anche attuare una vera e propria opera di valorizzazione, promozione e sponsorizzazione di tutto il territorio siciliano e dei prodotti della nostra terra».

Ogni Comune, infatti, è proprietario di un Castello, ad eccezione dei paesi di Taormina e Monreale ove i rispettivi castelli sono privati e fanno capo, il primo, al Gruppo Alpino Siciliano, ed il secondo alla società Centomedia e Lode.

«Pensiamo sia necessario attuare una politica di restauro e conservazione del patrimonio monumentale dell’isola – continua Cicero - che sicuramente giova ad incrementare il turismo in Sicilia».

«È importante a livello internazionale presentarsi come una rete compatta e prepararsi ad una serie di eventi che possano valorizzare sia il territorio, sia i prodotti che offre la nostra terra, sia innalzare la qualità della vita del turista in Sicilia, puntando principalmente sulle buone pratiche, come l’accoglienza turistica e la gestione ottimale del territorio».

Oltre ai 13 Comuni già firmatari, hanno manifestato la volontà di aderire alla ATS anche i paesi di Montelepre, Giuliana con il suo "Fiore di pietra" e Castelmola.

Il progetto prevede in particolare una fitta rete collaborativa e di dialogo tra i Comuni aderenti l’associazione, per promuovere un tour organizzato dei castelli siciliani e dare così al turista indeciso un motivo in più per scegliere come meta delle proprie vacanze la Sicilia.

«La valorizzazione dei nostri castelli è una tappa fondamentale per invogliare il turista a venire in Sicilia, e regalare al cittadino del mondo un’esperienza unica nella nostra terra».

«Solo all’interno del castello di Castelbuono stimiamo che ogni anno entrano circa 40mila persone paganti, e vantiamo una accoglienza turistica resa in tutte le lingue del mondo, anche grazie ad una convenzione con la Pro loco, una associazione turistica costituita da giovani volontari laureati in lingue».

Siglato l’accordo, rimane quindi solo da decidere il logo, e la prima conferenza stampa è prevista entro la fine del mese di febbraio, e chissà che questa valida operazione di marketing non si aggiudichi anche qualche finanziamento europeo.

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