RIFLESSIONI

HomeMagazineSocietàAttualità

La Sicilia è arancione: stiamo pagando il prezzo di un'importazione (estiva) del virus

"A pensar male si fa peccato, ma spesso s'indovina". È la frase di un famosissimo personaggio politico, che spesso alle domande difficili, rispondeva così

Susanna La Valle
Insegnante e scrittrice
  • 5 novembre 2020

"A pensar male si fa peccato, ma spesso s'indovina".

È la frase di un famosissimo personaggio politico, che spesso alle domande difficili, rispondeva così. Da innamorata della Sicilia e di Palermo è da ieri sera che rimugino, cercando di trovare le ragioni per cui la Sicilia è stata "messa" sotto osservazione, o se volessimo trovare un termine medico più calzante, in terapia sub intensiva, rispetto ad altre.

La spiegazione nell'indice RT superiore al 1,5, asticella fissata dal Ministero della Salute (anche se lo stesso indice, poteva ieri essere questo, ed oggi potrebbe essere sceso ben al disotto), un dato incontrovertibile, ma che non risponde al quesito sulle motivazioni per cui regioni come Lazio e soprattutto Campania sono rimaste in una fascia più sicura.

Vivendo a Roma, sono testimone di una realtà diversa. Alcuni esempi: se è vero che nei famosi drive in non vi sono più file chilometriche e attese di 5 o 6 ore, questo non deve essere considerato un miglioramento dal punto di vista pandemico, semplicemente è stato disposto che i tamponi “ veloci”, debbano essere effettuati previa prenotazione.



Questo nuovo sistema ha regolarizzato gli accessi scaglionandoli e facendo scendere la rilevazione della positività giornaliera, evitando inoltre che organi di stampa ed informazione possano fotografare (nel senso letterale del termine), le condizioni di una città pesantemente investita dal Covid.

Riguardo la scuola è dai primi di settembre che la maggior parte degli istituti romani sono in lockdown, avendo registrato casi positivi tra insegnanti ed allievi, la didattica è solo a distanza.

Sulla presunta movida ridotta con il penultimo Dpcm, si sono trovati nuovi escamotage per le riunioni oltre le 18,00. Così ecco gli appuntamenti presso gli autogrill, o presso i bar dei grandi alberghi romani.

Lo shopping così evidenziato tra le strade di Palermo e più volte additato come comportamento scorretto ed incosciente, è esattamente quello che succede tra le vie romane, non quelle famose del centro storico, che chiuse al transito dei veicoli privati e con la riduzione delle presenze dei mezzi pubblici, sono deserte dalla prima chiusura.

Mi riferisco a quelle dove effettivamente i romani effettuano i loro acquisti di beni non di prima necessità: via Tuscolana , Via Appia Nuova, via Cola di Rienzo ecc. queste sono quotidianamente percorse da un numero impressionante di persone che tranquillamente esercitano il sacro diritto allo struscio.

Vi parlo della realtà romana, ma da amici campani la situazione non è così differente nell’altra regione. Allora perché la Sicilia è stata inserita in fascia arancione e le altre no? Sicuramente incide la preoccupazione sul numero insufficiente di presidi sanitari e posti in terapia intensiva, condizione non troppo diversa però da quella di Napoli, poi il famoso indice che come abbiamo detto però è un valore che può mutare giornalmente e i comportamenti dei cittadini poco virtuosi.

Un ulteriore dato potrebbe essere che nel Lazio e in Campania si temono scontri ad opera delle organizzazioni che hanno già avuto modo di convogliare il dissenso di fasce lavorative penalizzate dal precedente Dpcm e che, alla luce di un inasprimento delle condizioni imposte, potrebbero dare vita ad azioni da guerriglia urbana.

Tutte queste motivazioni più o meno valide lasciano però un profondo rammarico rispetto ad una regione che non aveva avuto problemi, che aveva rispettato una chiusura nazionale, e che forse sta pagando il prezzo di un’importazione del virus da altri territori.

Non rimane a questo punto che invitare tutti alla resilienza, avendo come obiettivo i quattordici giorni, alla scadenza dei quali, la Sicilia dovrà e potrà rientrare sotto una soglia di guardia.

Rispetto alla premessa iniziale, forse ci sarebbe da dire tanto altro, ma servirebbe solo ad inasprire animi e a minare la forza ed il coraggio che l'Isola ha sempre dimostrato.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci:
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

ARTICOLI RECENTI