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La Sicilia è un chiodo fisso: Dario, da Palermo all'Irlanda con video ricette e posti pazzeschi

Una storia di ordinaria emigrazione emblematica di un'intera generazione e un amore smodato per la Sicilia. La storia di Dario che racconta la sua terra agli irlandesi

Elena Cicardo
Digital strategist
  • 23 ottobre 2020

Dario Cascio, alias The Sicilian Wanderer

Nelle sue video ricette in inglese esordisce sempre con un caloroso “Ciao beddazzi!”. Si chiama Dario Cascio, alias The Sicilian Wanderer, e il suo girovagare lo ha portato dal quartiere San Lorenzo di Palermo in Irlanda, più precisamente a Cork, dove vive ormai da 8 anni con la moglie e i suoi due bambini di 7 e 4 anni.

Un amore smodato per la sua Sicilia che è stato costretto, come tantissimi giovani, a lasciare e una forte nostalgia di casa ("mal di casa" la definisce più volte, con una chiara influenza della lingua inglese, mentre ci parla di sé) lo hanno spinto qualche mese fa, mentre come tutti gli anni si trovava in vacanza a Torretta Granitola, a lanciare sul web e soprattutto sui social il suo progetto in cui si fa promotore dei suoi due luoghi del cuore, con l'obiettivo di creare un ponte tra le due meravigliose isole che gli appartengono - la Sicilia e l’Irlanda - attraverso il cibo e le ricette, storie di personaggi e posti pazzeschi.



«Ho girato il primo video per caso - racconta Dario. - Per lavoro in questo periodo sto realizzando delle video interviste sul mondo della globalizzazione che poi monto io stesso. Mi trovavo in quei giorni a sperimentare con le riprese, mi è venuta questa idea e l'ho assecondata dicendomi "vediamo cosa ne esce fuori". E così è nato The Sicilian Wanderer, per diletto, senza grosse pretese e soprattutto senza nessuna idea di business dietro».

La sua può essere considerata una storia emblematica di un'intera generazione. Magari tanti lettori ricorderanno quando cantava in un noto gruppo power metal di Palermo, “Thy Majestie”. Moltissimi i concerti da frontman e tre tour in Europa, una passione enorme che accompagnava i suoi studi universitari e tante soddisfazioni che non gli facevano passare nemmeno per l’anticamera del cervello l’idea di lasciare la sua città.

Nel 2008 si laurea in Relazioni Internazionali. «Mi sono laureato nell’anno peggiore della storia - dice, solo oggi, sorridendo. Eravamo in piena crisi economica mondiale, eppure ancora a Palermo ci stavo super bene».

Poi un colloquio di lavoro e una proposta di retribuzione imbarazzante, accompagnata da un atteggiamento spocchioso e irrispettoso del potenziale datore di lavoro gli fanno prendere la decisione repentina e irrevocabile di andare via. «Da un momento all’altro - continua Dario - ho lasciato tutto, famiglia, band, fidanzata, ho preparato la valigia e sono partito».

Così a 25 anni si ritrova a Montréal, in Canada, con un contratto in una grossa società di famosi videogiochi, inizialmente come tester poi con ruoli di crescente responsabilità. Si rende conto di valere di più di quanto gli avevano fatto credere nella sua terra e inizia la sua vita da emigrato.

Due anni e mezzo in Canada, poi un anno in Germania e infine l’Irlanda, impegnato sempre nei settori della traduzione, della localizzazione e dell'internazionalizzazione, prima nel campo dei videogiochi, poi in campo medico e adesso, da 4 anni, nel campo dell'intelligenza artificiale.

«Da allora non sono più tornato in Sicilia se non per vacanza. La mia fidanzata - che adesso è mia moglie - mi ha raggiunto dopo circa un anno. Nonostante Palermo non ci abbia trattati benissimo, (ci siamo resi conto che non potevamo metter su famiglia così come avremmo desiderato), cosa che praticamente accomuna tutta la generazione che oggi ha dai 35 ai 40 anni, siamo rimasti legatissimi alla nostra terra e non l’abbiamo mai rinnegata. Considera che persino mia figlia ha un attaccamento molto forte a Palermo, pur non avendoci mai vissuto: vuole mangiare solo siciliano, quando va su YouTube guarda sempre i video su Palermo. Evidentemente, anche inconsapevolmente, l’abbiamo contagiata», racconta ancora sorridendo. La sua casa del resto, come si nota anche nei video, è piena di riferimenti alla Sicilia, a partire da due grandi disegni delle teste di moro che campeggiano su una parete della stanza.

Oggi Dario ha 37 anni, lavora come business development manager per una multinazionale, spin off della Apple, tifa per il Palermo e da lontano segue con grande stima le vicende imprenditoriali dei suoi coetanei in città, convinto che il digitale stia dando a Palermo una grossa spinta per divenire ciò che merita. L’idea di tornare nella sua città c'è ma di certo non nel futuro prossimo.

Intanto nel tempo libero è The Sicilian Wanderer, con un sorriso luminoso, autoironia, passione per la cucina ereditata dai suoi genitori e un'enorme dose di umiltà che lo porta a sentirsi quasi un impostore nei confronti di chi si occupa di promozione territoriale per mestiere. Un giorno, perché no, potrebbe anche organizzare dei tour ma per il momento si diverte a trovare curiosi collegamenti tra le due isole e l'amore per la sua terra lo manifesta così, raccontandola agli irlandesi e al mondo.
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