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La storia (infinita) del Parco Libero Grassi a Palermo: lavori fermi ma c'è una nuova data

L'allarme lanciato da alcuni consiglieri comunali sul rischio di perdere i finanziamenti per i ritardi accumulati. L'assessore Alongi assicura: "Accelerata sulle opere"

  • 26 marzo 2026

Il parco Libero Grassi a Palermo (foto di Luca La Piana)

A Palermo lo si aspetta da oltre 20 anni. Nel marzo 2025, erano stati illustrati i dettagli del progetto che avrebbe consentito la bonifica del Parco Libero Grassi, nell'area verde di Acqua dei Corsari. Successivamente, erano stati consegnati i lavori alla presenza del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, dell’assessore comunale al Verde Cittadino Pietro Alongi e dei familiari della famiglia Grassi.

Insomma, un iter che sembrava essere avviato. Poi, nei giorni scorsi, l’allarme lanciato dal gruppo OSO (e non solo) sul possibile rischio di perdere il finanziamento, di circa 11 milioni di euro fondi PO-FESR, per la bonifica e la messa in sicurezza del parco .

«La messa in sicurezza permanente e il ripristino ambientale dell’ex discarica di Acqua dei Corsari — dichiarano i consiglieri Giulia Argiroffi e Ugo Forello — rappresentano un intervento prezioso e irrinunciabile, più volte raccontato dall’amministrazione come prioritario. Eppure oggi sappiamo che anche questo cronoprogramma non è stato rispettato: risorse e opportunità rischiano concretamente di andare perdute per Palermo, ed è inaccettabile».

Per i due consiglieri i dati parlerebbero di un progetto già finanziato già dal 2019, ma che avrebbe dovuto essere completato entro il 2023. «Successivamente, con il rifinanziamento sulla nuova programmazione, il termine è stato spostato al 2026 – proseguono Forello e Argiroffi -. Ma oggi, alla fine del primo trimestre 2026, siamo ancora drammaticamente indietro, con una spesa effettiva di poco superiore al milione di euro e lavori di fatto non avviati. È evidente che in queste condizioni diventa impossibile rispettare le scadenze previste senza perdere il finanziamento».

«Un finanziamento che non possiamo assolutamente permetterci di perdere - commenta il presidente della VII commissione consiliare, Pasquale Terrani - La riqualificazione della Costa Sud poggia su cinque interventi fondamentali e interconnessi: la bonifica del mammellone e quattro progetti di riqualificazione del litorale, che rappresentano insieme un piano organico e ambizioso per restituire questo tratto di costa alla città di Palermo.

È evidente che la bonifica del mammellone (ex discarica del Parco di Acqua dei Corsari, ndr) non è un intervento a sé stante - continua Terrani , essa costituisce il presupposto ambientale imprescindibile dell’intero piano di recupero della Costa Sud. Bloccare o perdere quel finanziamento significherebbe compromettere la coerenza e l’efficacia di tutto il programma. Rivolgo un appello diretto al sindaco Roberto Lagalla e all’assessore Alongi: è necessario agire con la massima tempestività per tutelare e salvaguardare questo finanziamento, adottando tutte le iniziative utili a scongiurare qualsiasi rischio di revoca o decadenza».

Balarm ha chiesto spiegazioni all’assessore comunale al Verde cittadino, Pietro Alongi. La prima notizia dataci è che i lavori dovrebbero ricominciare l’8 aprile. L’assessore, in una nota precisa: «Si puntualizza - spiega Alongi - che per il finanziamento Acqua dei Corsari, e più precisamente "Parco Libero Grassi", con nota del 4 dicembre 2025, il Comune di Palermo ha comunicato alla Regione una previsione di spesa di 8.740.449 euro per l'anno 2026 e come termine ultimo dell'esecuzione dei lavori è stato fissato febbraio 2027».

«Considerato il rallentamento dei lavori dovuto agli approfondimenti necessari su alcuni aspetti del progetto - continua l'assessore -, quali gli aggiornamenti del dimensionamento e del posizionamento delle opere di difesa costiera a causa dell'arretramento del fronte a mare, verificatosi in ultimo con i recenti eventi meteorologici estremi, stiamo aggiornando un nuovo cronoprogramma con l'ipotesi di rinviare di tre mesi il termine fissato».

«Si precisa che l'obbligo del rispetto delle fasi intermedie e di quella finale del cronoprogramma di attuazione - conclude Alongi -, deve tenere conto della data ultima prevista per l'utilizzo delle risorse finanziarie che è il 31 dicembre 2029. Pertanto l'allarme lanciato è privo di fondamento. Si puntualizza infine che a far data dalla prima decade di aprile ci sarà un'accelerazione delle opere affinché i rallentamenti subiti possano essere recuperati».
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