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La sua memoria ispira il mondo: il "metodo Falcone" diventa un modello internazionale

Il lascito del magistrato Giovanni Falcone varca i confini nazionali unendo 190 paesi in tutto il mondo in un fronte comune. Ecco cosa prevede la "Convenzione di Palermo"

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 21 ottobre 2020

Giovanni Falcone

"Non li avete uccisi, le loro idee camminano sulle nostre gambe". Dopo le stragi del '92 fu questa la frase che, in un coro comune, coivolse tutta l'Italia, quasi fosse una singola voce, che rimase scritta nella storia del Paese.

Quasi trent'anni dopo l'esempio, i volti e, non ultimo, il frutto delle azioni lasciate in eredità ai siciliani continuano a produrre strumenti che, prima o poi, porrano fine al "fenomeno sociale" del malaffare.

Pochi giorni fa, infatti, a Vienna, durante la Conferenza delle Parti contro la criminalità transnazionale, è stato approvato all’unanimità il documento italiano che pone l’eredità lasciata dal giudice Giovanni Falcone a fondamento della lotta alle mafie.

Il lascito di Falcone, così, ha varcato i confini nazionali unendo, di fatto, 190 paesi in un fronte comune. La convenzione è il primo atto, di questo genere, che valorizza il contributo di una singola personalità.



Perchè per quanto fosse chiaro allora allo stesso Falcone, sulla scorta dei lavori avviati dal vice questore Boris Giuliano, che le strade da seguire dovessero essere altre, oltre a quelle già battute, per risalire ai vertici della mafia - proverbiale la frase ricorrente del magistrato "follow the money" - non esistevano gli strumenti legislativi necessari che supportassero queste intuizioni.

Poi si sa come andarono le cose ma il risultato di questi giorni conferma la sana visionarietà di questi uomini, confermando la frase con cui abbiamo aperto il nostro articolo.

Nella fattispecie quella approvata, e che verrà condivisa come modello internazionale, è la "Convenzione di Palermo" ratificata nel 2000, primo strumento legislativo universale contro la criminalità organizzata transnazionale, votata all'unanimità.

La fama di Falcone, e il suo operato, già negli anni '80 erano apprezzate e ritenute valide anche oltre oceano, tanto da essere considerato il pioniere della "cooperazione giudiziaria".

Tra le azioni che si trovano nel documento, che verranno messe in atto ricordiamo a livello internazionale - che in Italia sono attive dagli anni '80 - il sequestro e le confische dei beni materiali oltre alla necessaria costituzione di "corpi investigativi comuni" e l'estensione delle norme alle "nuove forme di criminalità", quali il cybercrime e i reati ambientali (ancora non disciplinati da normatile universali).

"Un omaggio speciale al giudice Giovanni Falcone, il cui lavoro e sacrificio ha aperto la strada all’adozione della Convenzione” ha detto la sorella Maria Falcone, come si legge sul VNY (La Voce di New York). “La sua eredità sopravvive attraverso l’impegno globale per la prevenzione e la lotta alla criminalità organizzata”.

Tra azioni ufficiali e ufficiose, permetteteci il termine, il nome e la memoria di Giovanni Falcone, in questi giorni, sono stati al centro della cronaca, dalla vicenda dell'imprenditore Giuseppe Piraino, che ha respinto la richiesta del pizzo citando una frase del magistrato e riprendendo tutto con una video camera nascosta, alla proposta dei capi mafia, rivelata dalle intercettazioni, di tatuarsi le "facce di Falcone e Borsellino" per depistare gli inquirenti.

In entrambi i casi queste sono testimonianze concrete che gli "eroi" che hanno sacrificato la loro vita non sono morti invano.
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