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La sua particolarità è il "tetto sfondato": una cattedrale in Sicilia è scrigno di bellezza

Col naso all’insù tra gli affreschi di Borremans, le tele di Roggeri e l’odore d’incenso verso il biancore che illumina l’altare di questo luogo di culto dalla storia singolare

Roberta Barba
Storico dell'arte
  • 13 marzo 2020

La Cattedrale di Caltanissetta (foto Roberta Barba)

Correva l’anno 1539 quando ebbe inizio la costruzione della Cattedrale di Caltanissetta, poi trasformata e ingrandita. L'idea dei Moncada era quella di realizzare una struttura talmente grande da poter contenere una popolazione in continua crescita.

Santa Maria La Nova fu il nome che venne dato alla Cattedrale nissena per distinguerla dall'antecedente chiesa madre Santa Maria La Vetere posta nel quartiere arabo, vicino al Castello di Pietrarossa, primo nucleo cittadino.

Arrivati in Piazza Garibaldi da Corso Vittorio Emanuele, lo sguardo del visitatore si poggia subito sulla facciata della Cattedrale costituita da un corpo centrale in basso, massiccio e segnato da lesene verticali, e da un corpo superiore realizzato in due momenti diversi. Infatti, il campanile di sinistra è contemporaneo alla costruzione della Cattedrale, il campanile di destra, invece, è stato realizzato nell'Ottocento.

Una volta entrati, si viene quasi rapiti dall'ampiezza e dai meravigliosi affreschi del soffitto. L'interno è infatti diviso in tre navate da massicci e imponenti pilastri; le due navate laterali sono coperte da una volta a crociera, la navata centrale, invece, è coperta da una volta a botte.
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Se poi nel 1720 l'arciprete Agostino Riva ebbe la brillante idea di chiamare Guglielmo Borremans, eccellente pittore fiammingo, fu un vero e proprio colpo di genio.

Borremans, infatti, realizzò cinque grandi finestroni sul soffitto seguendo la tecnica del tetto sfondato, facendo apparire, così, la struttura più alta rispetto all'altezza reale, e una prospettiva dal basso verso l'alto. Il soffitto è totalmente e abilmente affrescato con figure di Santi e Sante nelle vele e storie di San Paolo e di San Pietro.

Sempre il Borremans realizzò la pala dell’altare maggiore raffigurante l’Immacolata e i Santi. Anche le arcate sono decorate con stucchi in rilievo in stile rocaille e affreschi con storie dell'antico testamento realizzati dagli allievi del Borremans.

Pochi nisseni sanno che la Cattedrale dalla costruzione fino al 1945 circa ebbe un impianto basilicale. Era costituita, infatti, sì da tre navate, ma era priva di abside e di transetto, quindi senza cupola. Ebbene sì, transetto e cupola vennero aggiunti soltanto in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che distrussero gran parte della facciata.

Gli americani, per compensare il danno provocato dalla guerra, elargirono alla città di Caltanissetta una grande quantità di denaro che permise non solo di restaurare la chiesa ma anche di realizzare transetto e cupola. Così l'altare principale e i due altari laterali vennero smontanti e spostati in fondo. Le tracce dell'antica struttura sono ancora visibili ad un occhio attento e curioso. Ecco perché cupola e transetto sono le uniche parti a non essere stati affrescati, ma sono completamente bianche, di un bianco che dona una grande luminosità all'altare decorato con una elegante fascia di pesci e uva.

L'organo seicentesco che oggi si trova a destra dell'altare principale, prima era posto tra due pilastri di una delle navate e i dipinti posti al di sotto dell'organo sono in realtà dei ritagli di dipinti del Roggeri, pittore nisseno del Seicento, aggiunti in un secondo momento per abbellire maggiormente l’organo.

Nell'anno del Giubileo del 1900 Papa Leone XIII donò alla città un bellissimo tabernacolo in argento dorato, oggi conservato in una cappella moderna rispetto al tabernacolo. Nel 2000 monsignor Garsia, allora vescovo della città, fece realizzare una grande e moderna croce, posta al di sotto della cupola.

Disseminati lungo le navate laterali si possono ammirare i dipinti di stampo barocco del nisseno Vincenzo Roggeri. Nella cappella laterale del transetto è conservata una tela dedicata alla Madonna del Carmelo di Filippo Paladini, pittore toscano, giunto nel capoluogo nisseno per eludere alla giustizia.

Conservata in una delle cappelle della navata laterale destra è un’urna con dentro il corpo di Cristo che viene portata in processione la sera del Giovedì Santo.

Altro elemento importante è la statua di San Michele, conservata in un altare ad esso dedicato, a destra dell’altare maggiore, scolpita da Stefano Li Volsi, scultore di Nicosia.

Insomma, la Cattedrale di Caltanissetta è veramente ricca di arte, storia e cultura. Se non l'avete ancora visitata, mettetela fra le cose da fare. È impossibile distogliere lo sguardo da un soffitto così bello. Lasciatevi rapire dalla bellezza, un leggero ma intenso odore di incenso vi guiderà dall'ingresso all'altare passando da una navata all'altra.
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