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La terza "chiamata alle arti" di Selinunte: si selezionano artisti per l'estate 2026

Dalla ribalta della BIT di Milano arriva la terza "Open Call For Artists" lanciata dal Parco archeologico di Selinunte e da CoopCulture. Proposte entro il 30 marzo 2026

Balarm
La redazione
  • 13 febbraio 2026

Tempio di Hera a Selinunte (credit: Festival della Bellezza)

Non c’è due senza tre. Per due anni la "chiamata alle arti" di Selinunte ha offerto da un lato un palco al teatro, alla musica, alla comunità; dall’altro, appuntamenti di qualità per un pubblico appassionato e curioso.

Dopo le oltre cento proposte giunte lo scorso anno e i 21mila spettatori del cartellone estivo (il doppio del 2024), dalla ribalta della BIT di Milano arriva la terza Open Call For Artists lanciata dal Parco archeologico di Selinunte e da CoopCulture (clicca qui per consultare il documento ufficiale).

Per la numerosa affluenza di richieste, le compagnie hanno chiesto una proroga per strutturare al meglio le proposte che possono quindi essere inviate fino al 30 marzo, scrivendo una mail a CoopCulture all'indirizzo selinuntestate@gmail.com

Le date a disposizione per i progetti sono tra il 20 luglio e il 31 agosto 2026.

La formula è sempre la stessa, vincente: libertà creativa e rispetto del sito. Si chiede agli artisti di proporre idee e progetti, spingendoli a mettersi in gioco, misurandosi con spazi imponenti, dove il sito è già protagonista indiscusso; saranno privilegiate proposte legate all’identità di Selinunte, alla sperimentazione di nuovi linguaggi, alla collaborazione tra artisti nazionali o internazionali in dialogo con maestranze locali.

Al fianco di rassegne consolidate (Festival della Bellezza, Teatri di Pietra, Mediterraneo Jazz), saranno disponibili numerose date per artisti e compagnie che risponderanno alla call. L’intero cartellone durerà dal 12 luglio al 4 settembre 2026.

Cinque location disponibili, tutte attrezzate: mille posti davanti al maestoso Tempio E; ottocento nel Teatro; due spazi nel Baglio Florio, tra sale interne e corte, da circa 250 spettatori; e infine i duecento delle Cave di Cusa, il luogo da cui partirono i blocchi destinati ai templi, rimasti sospesi in un tempo che non ha mai finito di raccontarsi.

Il Parco garantisce piano di sicurezza, servizio di biglietteria, call center e accoglienza, promozione sui canali istituzionali e ufficio stampa dell’intero progetto; per i concerti al Baglio Florio è disponibile anche un pianoforte. Agli artisti sarà riconosciuta una percentuale sullo sbigliettamento.

La "call" è veramente senza confini: è aperta alla commistione di generi, alle riletture dell’antico e alle indagini sull’oggi, tenendo sempre presente il luogo e l’obiettivo, ovvero la valorizzazione di un Parco archeologico, «che il pubblico scopre nella sua autenticità storica e paesaggistica. Il risultato raggiunto nelle ultime stagioni – sottolinea il direttore di Selinunte, Felice Crescente – conferma quanto questa formula riesca ad ampliare il pubblico e, allo stesso tempo, a offrire opportunità concrete ai talenti, in particolare a quelli più giovani del territorio».

All'Open Call possono partecipare artisti, compagnie teatrali, musicisti e danzatori di ogni nazionalità; potranno proporre spettacoli di teatro classico e contemporaneo, progetti di musica di ogni genere, classica, pop, indie rock, jazz, blues; performance di danza contemporanea, neoclassica, teatro-danza, folk, fusion; e talk, incontri, eventi, conversazioni e presentazioni.
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