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Lo Scordabolario delle "palore" dimenticate: il palermitanesco di Salvo Piparo ora è un libro

Alla ricerca delle parole perdute, delle storpiature e delle cattive e folkloristiche abitudini per riscoprire chi siamo e da dove veniamo con un vocabolario d'eccezione

Balarm
La redazione
  • 17 novembre 2020

L'attore Salvo Piparo (foto di Salvo Damiano)

Parole antiche e più o meno sconosciute, perle finite in disuso spiegate con ironia e sagacia da Salvo Piparo nel suo nuovo libro: "Lo Scordabolario, Il vocabolario delle parole palermitane scordate", edito da Dario Flaccovio, che vi regalerà momenti di vera allegria e sorpresa.

Come riporta la scheda tecnica “Nato per gioco, tra uno spettacolo e un altro, "Lo Scordabolario", diventa dapprima una rubrica virtuale, pubblicata sui social, per raccontare parole dimenticate della cultura palermitana. Questo libro, una sorta di dizionario delle parole perdute, rivoluziona il significato antico delle parole per proiettarlo in un linguaggio moderno e per niente dimenticato.

Le sfilze di vocaboli prese in esame ne “Lo Scordabolario”, le cui interpretazioni da parte dell’autore sono visibili su Youtube tramite link dedicati posti alla fine di ogni capitolo, sono reimpastate con ingredienti moderni, presi dal linguaggio corrente, dalle storpiature e dalle cattive e folkloristiche abitudini.



Un modo originale per spolverare antiche parole, più o meno conosciute, per strappare una risata, un ricordo o semplicemente per imparare un po’ della storia siciliana”.

Qualche esempio? Eccovi serviti: “I palermitani una cosa la sanno: cu avi lingua passa u mari (letteralmente: "chi ha lingua attraversa il mare"), questo perché il palermitano non è padrone manco a casa sua, ma della sua lingua lo è, eccome. Pensiamo, per esempio, a come usa la parola cosa: “Sei cosa da prenderti a legnate”, “Sei una cosa inutile”, “C’è cosa?”, “Cosa fitusa!”. Oppure a chi va a chiedere un favore: “Assessò, ma quella cosa?”, e alla risposta lapidaria: “Quella cosa sta camminando!”.

Che poi da noi la mafia si chiama Cosa Nostra! Nel tempo, certe parole si sono impossessate di noi, altre invece sono state dimenticate, come calzini sporchi in fondo al bucato. In questo libro Salvo Piparo ti aiuta a riscoprirle, perché lo Scordabolario è il vocabolario delle palore palermitane scordate.

Insomma, usi e costumi del "palermitanesco" in un vocabolario tutto da riscoprire. Il volume - 176 pagine, 13,30 euro - è disponibile anche online sul sito di Flaccovio.

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